QOAQIBA PNQQIA

(Spassiba Russia)

 

Grazie Russia per le emozioni che ci hai regalato, con i tuoi austeri monumenti popolati da migliaia di turisti curiosi di assaporare il tempo degli zar.

 

Grazie Mosca con le cime svettanti di San Basilio che si ergono fiere di fronte al Cremlino, quasi a guardia dell’antico palazzo, con le sue cinque stelle rosse a coronamento delle altrettante torri che inquadrano il centro di comando dello Stato.

Grazie anche, Mosca, per le tue cattedrali e le tue chiese nelle quali gli affreschi e le opere d’arte stupiscono e affascinano i turisti, e per quella piazza, Piazza Bella, meglio nota come “Rossa”, nella quale le uniche cose rosse sono il muro di cinta del Cremlino e le pareti della tomba di Lenin, monumento a perenne ricordo di un tempo ormai concluso.

Grazie Suzdal, perché con la tua semplicità hai fatto conoscere al nostro gruppo la vera natura del popolo russo, fondamentalmente contadino, con la giornata scandita dai tempi della vita di campagna, una campagna dove la più umile casupola non dimentica di abbellire le finestre con cornicioni torniti e di mettere ai vetri tendine di pizzo, e dove il Cremlino scandisce ogni minuto il trascorrere del tempo, facendo compagnia agli abitanti affaccendati.

 

Come non dire grazie anche al trenino che da Mosca ci ha condotto in una gita lungo la campagna Russa, con i boschi di betulla e le casupole di legno disseminate qua e là, in netto contrasto con il paesaggio offertoci, all’arrivo, dall’eterna San Pietroburgo.

E grazie a te, San Pietroburgo, Pietroburgo, Pietrogrado, Leningrado o come preferisci essere chiamata… Grazie per le emozioni che ci hai regalato con il tuo splendido palazzo d’inverno ricolmo di opere d’arte di tutta Europa, riporti il visitatore indietro di due secoli con i tuoi stucchi, i pavimenti intarsiati e le opere d’arte, che fanno capolino da ogni parete.

E che dire poi dei canali, quelli che erroneamente ti attribuiscono il titolo di “Venezia del nord”? Ai bordi di questi canali si possono vedere migliaia di persone indaffarate a lavorare, a camminare o a visitare la città, ma si intravedono anche decine di personaggi scaturite dalla mente di scrittori quali Dostoevskij, Puskin, Gogol…, che proprio qui hanno avuto dimora.

Sicuramente non hai nulla a che vedere con Venezia, ma le centinaia di ponti, uno diverso dall’altro, che all’una e cinquanta della notte si aprono quasi a celare il tesoro contenuto dentro ad uno scrigno costituiscono uno spettacolo imperdibile, come le aurore boreali; già! Grazie a voi aurore, che fate in modo che i visitatori non siano mai impauriti per le strade di una città sconosciuta. Grazie a voi, infatti, il cielo non è mai buio completamente: dalle cinque del mattino alle 23,30 il sole infatti è visibile e rischiara il cielo sanpietroburghese, ma è da mezzanotte in poi che l’estro artistico della natura dipinge il cielo con mille sfumature che vanno dal rosa al ramato e al blu scuro; ma non c’è nero tra le sfumature del cielo di San Pietroburgo.

 

Un grazie ancora a tutte le nostre guide, ma soprattutto a Svetlana che in due giorni ci ha consentito di conoscere bene la cittadina affacciata sul Baltico e l’immenso Hermitage.

E grazie in ultimo al gruppo che ha contribuito a vivere un’esperienza indimenticabile in luoghi indimenticabili, un gruppo che con la simpatia, la spensieratezza e la voglia di trascorrere insieme una settimana di vacanza si è ben districato tra le fermate della metropolitana moscovita, nei villaggi di campagna e nelle “Prospettive” e nelle “Ulica” di San Pietroburgo, anche se non è riuscito a restare indenne dalle centinaia di matriosche, bottiglie di vodka, scialli, colbacchi e ovetti di Faberget, che da ogni angolo facevano capolino sulle bancarelle apparecchiate apposta per i turisti.

In conclusione una promessa: la chiamata a imbarcarci sul volo per Milano non è stato un addio, ma solo un arrivederci ad una visita che ci faccia anche conoscere l’aspetto “invernale”, probabilmente meraviglioso, che per ora purtroppo posiamo soltanto immaginare.

Spassiba (grazie) Russia, e Dasvidania!

 

Fabio Leone