ORARI E PROGRAMMI D'INSEGNAMENTO

(D. M. 24 APRILE 1963)

 

PREMESSA

La legge 31 dicembre 1962, n. 1859 sancisce una trasformazione profonda dell'ordinamento dell'istruzione secondaria di primo grado e istituisce la scuola media con una sua nuova impostazione educativa e didattica.

La nuova scuola attua l'art. 34 della Costituzione e trae la sua ispirazione dai principi in essa stabiliti:

Come scuola per l'istruzione obbligatoria risponde al principio democratico di elevare il livello di educazione e d'istruzione personale di ciascun cittadino e generale di tutto il popolo italiano, accrescendone di conseguenza la capacità di partecipazione e di contributo ai valori della cultura e della civiltà.

Come ogni scuola è ampliamento e approfondimento della sollecitudine educativa delle famiglie, dalla cui collaborazione consapevole e convinta attende un apporto particolare per corrispondere dinamicamente all'attesa dell'intera società italiana e per consolidarsi, là dove è sinora mancata la consuetudine con un'istruzione obbligatoria dopo il corso quinquennale della scuola primaria.

Successiva alla scuola elementare e anch'essa gratuita, la scuola media accoglie gli alunni nel periodo di passaggio dalla fanciullezza all'adolescenza, ne prosegue l'orientamento educativo e persegue, con sviluppi originali conformi alla sua natura di scuola secondaria, il completamento dell'istruzione di base come la premessa indispensabile per ogni ulteriore impegno.

Essa si struttura pertanto come scuola sostanzialmente unica ed essenzialmente formativa.

Confluiscono armonicamente in tale formazione, aderente alle caratteristiche psicologiche dell'età e all'esigenza di partecipazione ad una cultura e ad una società realmente moderne, gli insegnamenti indicati dalla legge: l'insegnamento religioso; lo studio della lingua nazionale svolto anche in contatto con le opere letterarie ed artistiche e con i valori di cultura delle diverse discipline, accompagnato dallo studio di altra lingua moderna e approfondito, nella seconda classe, da elementari conoscenze di latino; lo studio del mondo umano, mediante la storia ed educazione civica e la geografia, e del mondo della quantità e della natura con la matematica e le osservazioni scientifiche, l'educazione artistica e musicale e l'esercizio delle capacità tecnico - operative.

Senza perdere il proprio carattere essenzialmente formativo, la scuola me- dia assolve in pari tempo ad una funzione orientativa. Infatti, assecondando con i vari insegnamenti, anche facoltativi, la maturazione dei singoli alunni, essa ne chiarisce e ne sviluppa le inclinazioni e gli Interessi e permette a tutti di rivelare le proprie attitudini, anche in vista delle ulteriori scelte scolastiche e professionali, con esclusione di ogni determinazione prematura e di considerazioni e fattori esterni alle capacità e alle tendenze di ciascun alunno.

L'insegnamento all'inizio s'innesterà di conseguenza sull'effettivo grado di sviluppo e di preparazione conseguito nel corso dell'istruzione primaria, tenendone presenti i caratteri.

Lo studio delle singole discipline richiederà la più vasta adozione possibile di processi induttivi, che muovano dalla esperienza vissuta dagli alunni, dal loro mondo morale e affettivo, dall'osservazione dei fatti e del fenomeni per passare progressivamente a sempre più organiche e consapevoli sistemazioni delle cognizioni acquisite.

Il carattere della secondarietà, ribadito esplicitamente nella legge istitutiva, importa una più decisa e autonoma individuazione delle singole discipline d'insegnamento e impone una pluralità d'insegnanti; ma non toglie perciò, bensì articola in forme più complesse, l'unità educativa e didattica della scuola. Di conseguenza la prescrizione e i suggerimenti riguardanti le singole discipline devono essere sempre inquadrati in una considerazione unitaria. Essa è dovere comune di tutti gli insegnanti e si concreta in una coordinazione costante, di cui sono principale strumento le riunioni del Consiglio di classe e I contatti assidui fra i singoli docenti per l'organizzazione dell'attività didattica e dello studio prescritto dopo le ore di lezione e per la valutazione complessiva dei singoli alunni.

La formazione unitaria, umana, sociale di ciascun discente diviene così il motivo dominante dell'azione congiunta e Individuale dei dirigenti e degli insegnanti in tutte le forme che risultino concretamente opportune per fare della scuola una vera comunità, per tutti egualmente stimolante; sì da compensare eventuali divari di partenza fra alunni provenienti da diversi ambienti sociali e da far superare eventuali difficoltà di sviluppo.

Nella scuola media così concepita l'abitudine a vivere insieme, già promossa dalla scuola primaria, diventa, mediante l'educazione civica, consapevole avviamento alla convivenza democratica.

Non trascurabile rilievo dovrà essere riconosciuto alle attività integrative previste dalla legge, sia pure in forma facoltativa, per creare nella classe e nel- l'intera scuola una serena atmosfera, la quale dia senso di sicurezza e incoraggi le iniziative personali e associative degli alunni, con speciale riguardo a libere forme di esperienza espressiva e creativa e al rapporto operante con l'ambiente.

Con la sollecitazione comunitaria non solo si accordano, ma si congiungono come indispensabili le indicazioni previste dalla legge o suggerite dall'esperienza e dalla scienza dell'educazione per l'individualizzazione dell'Insegnamento. La scuola media accoglie infatti gli alunni in quella particolare età nella quale deve contemporaneamente svilupparsi la capacità sociale di reciproca relazione e collaborazione e avviarsi l'organizzazione della personalità in una responsabile autonomia.

Rientrano in tali indicazioni le classi di aggiornamento e differenziali, il lavoro per gruppi o a squadre ed in genere i procedimenti diretti ad adeguare lo svolgimento del programmi alle caratteristiche singolari, irripetibili e spesso di- vergenti di ciascun alunno, evitando quella distribuzione Incolore del sapere, la quale nella sua genericità condurrebbe all'abbassamento del comune livello culturale, alla mortificazione del più dotati e alla trascuranza di quelli trattenuti da particolari difficoltà, mentre la comunità scolastica si attua solo nella partecipazione articolata di tutti i suoi componenti.

Nell'opera di formazione così concepita, risulterà in modo evidente l'importanza della collaborazione con le famiglie che gli Insegnanti dovranno ricercare nella più larga misura possibile.

La larga discrezionalità nella ripartizione dell'orario fra le discipline assegnate a un medesimo insegnante, a seconda dello svolgimento che esse avranno raggiunto nel corso dell'anno scolastico, rientra pure tra le Indicazioni sopra suggerite.

Nel quadro unitario sopra delineato, alla scuola media è perciò assegnato il compito di assicurare terminalmente agli alunni chiarezza di pensiero, possesso adeguato della lingua nazionale e capacità di esprimersi in essa; uso di un'altra lingua moderna a fini di cultura e di ampliata coscienza internazionale; un'iniziale conoscenza della lingua latina per quanti si orientano verso il liceo classico; una prima conoscenza organica della storia della civiltà umana e dell'ordinamento democratico della società Italiana; capacità di osservare l'ambiente e di iniziare l'applicazione di procedimenti propri del metodo scientifico; avviamento al processo astrattivo della matematica, conoscenza delle tecniche fondamentali del calcolo e della misurazione e consapevolezza del loro valore; abitudine al fare ragionato; comprensione e godimento estetico di testi letterari, di componimenti musicali e di opere d'arte figurativa; espressione personale mediante la parola, il disegno, i colori, la plastica; svolgimento di un'attività ordinata in gruppi e tra pari; comportamento secondo un senso etico-religioso della vita.

Non vengono fornite più particolari istruzioni metodologiche, perché lo Stato non ha una propria metodologia educativa, o non ne ha altra che quella di favorire la responsabile libertà degli insegnanti nell'inventiva didattica, effettiva- mente rivolta a raggiungere le mete dell'istruzione di base. Nell'individuare infatti i caratteri della nuova scuola e nel dare alcuni suggerimenti, come, del resto, nel formulare i programmi delle singole discipline, si è avuta sempre presente la figura dell'insegnante.

Ai docenti è affidata la grande opera educativa assegnata alla nuova scuola, la quale, mettendo per la prima volta tutti, nell'età dagli undici ai quattordici anni, in eguali posizioni di partenza di fronte alla vita, sarà lo strumento principale per la formazione delle nuove generazioni, per il loro attivo inserimento nella vita spirituale, sociale ed economica della comunità italiana.

 

Tabella

Programmi di insegnamento

Religione

(Omissis)

Italiano

(Omissis)

Latino (facoltativo)

(Omissis)

Storia ed Educazione civica

(Omissis)

Geografia

(Omissis)

Lingua Straniera

(Omissis)

Matematica

(Omissis)

Osservazioni ed elementi di scienze naturali

(Omissis)

Educazione Artistica

(Omissis)

APPLICAZIONI TECNICHE

L'insegnamento delle applicazioni tecniche, utilizzando anche le conoscenze acquisite con le osservazioni e le sperimentazioni compiute nello studio dei fatti e dei fenomeni della natura, si propone: di soddisfare gli interessi operati- vi del ragazzo; di svilupparne la capacità di riconoscere e definire forme e rapporti di dimensioni attraverso la rappresentazione grafica; di abituarlo a tener conto delle esigenze funzionali ed estetiche anche in collegamento con le attività artistiche ed espressive in genere; di guidarlo, mediante consapevoli esercizi tecnico-esecutivi, alla elementare conoscenza di materiali e strumenti di lavoro, delle loro caratteristiche qualità e funzioni.

Le applicazioni tecniche contribuiranno, in tal modo, ad un equilibrato sviluppo della personalità degli alunni, i quali saranno guidati a sperimentarsi nel " fare ragionato ", nella successione delle fasi in cui si articola un consapevole processo operativo e, in primo luogo, alla scelta dei temi da tradurre in atto, attraverso un preliminare vaglio delle difficoltà da superare in rapporto alle proprie capacità e ai mezzi disponibili.

E' essenziale, a tal fine, il ricorso al dialogo con il quale il docente, pur accogliendo le prime scelte dell'alunno, lo conduce con tatto a maturarle sempre più, sia aiutandolo, senza contrastare la sua spontaneità, a precisare le idee e a definire il piano operativo, sia stimolandolo alla critica delle soluzioni adottate e alla ricerca e valutazione di altre soluzioni eventualmente più idonee.

L'alunno sarà guidato ad impostare razionalmente il proprio lavoro, qualunque esso sia, per pervenire al risultato voluto, passando attraverso determinate fasi operative: dell'ideazione, della progettazione (schizzo e schema, disegno, scelta dei materiali e degli attrezzi, analisi dei costi, ecc.), dell'esecuzione, della discussione critica e della relazione finale.

In conseguenza di siffatta impostazione metodologica, si svilupperà negli alunni, sulla base di rinnovati tentativi e realizzazioni, l'abito alla riflessione, alla consapevolezza dei fondamenti teorici e scientifici di ogni autentica esperienza lavorativa, la progressiva capacità, infine, di comporre razionalmente gli elementi teorici e quelli pratici nell'unità del processo operativo.

Nella prima classe, le applicazioni tecniche, comprese fra le materie comuni obbligatorie, forniscono, tra l'altro, fondati motivi di orientamento al fini dell'eventuale scelta di materie facoltative nelle classi successive.

Nella seconda e terza classe, le stesse applicazioni tecniche, quale mate- ria facoltativa, avranno uno svolgimento adeguato alle attitudini, alle preferenze e al processo di maturazione dell'alunno.

Senza stabilire rigide preclusioni, saranno particolarmente adatte a scolaresche maschili, oltre che per la loro natura anche perché più rispondenti agli interessi delle medesime, le applicazioni che comportano processi di trasformazione di materie, prime di uso corrente (esempio: legno, materiali metallici materie plastiche, ecc.) in oggetti finiti o realizzazioni di modesti impianti mediante appropriati elementi disponibili; saranno, invece, più adatte alle scolaresche femminili le applicazioni rivolte specificamente alla casa e al suo governo.

Saranno, infine, adattabili indifferentemente alle scolaresche maschili e femminili, le applicazioni riguardanti l'arredamento, il giardinaggio, l'orticoltura, la floricoltura, ecc.

È opportuno che le applicazioni tecniche, intese nel senso sopra indicato, non prescindano dalla collaborazione reciproca degli alunni, i quali, a tale scopo, si suddivideranno in gruppi, nel cui ambito si verrà realizzando una continua e proficua integrazione di aspirazioni, di tentativi e di risultati. II lavoro di gruppo assumerà, in tal modo, una rilevante funzione di educazione sociale. È questo un elemento di fondamentale importanza che completa il quadro delle finalità formative proprie delle applicazioni tecniche, le quali, anche per tale via, porteranno gli alunni a rendersi conto sempre più chiaramente del significato spirituale del lavoro umano e dei suoi aspetti sociali nel mondo contemporaneo.

CLASSE I.

Realizzazione ragionata di semplici oggetti o di impianti. Svolgimento di attività, in settori operativi diversi, che l'alunno, spontaneamente o per sollecitazioni varie, sceglie e si prefigura nelle conclusioni, da raggiungere attraverso le fasi necessarie e con i mezzi idonei, avvalendosi delle proprie conoscenze e delle indicazioni esplicative dell'insegnante.

CLASSE Il e III (facoltativo).

Prosecuzione e approfondimento delle esperienze operative e delle attività svolte in precedenza, con un particolare riguardo alla osservazione tecnologica e alla rappresentazione grafica.

 

Educazione Musicale

(Omissis)

Educazione Fisica

(Omissis)