TECNOLOGIA E INFORMATICA

Isp. Giuseppe Marucci,

Ministero Istruzione, Università e Ricerca, Servizio per l’Automazione Informatica e l’Innovazione Tecnologica,Roma

 

PARTE PRIMA: LA TECNOLOGIA

 

1. Paradigmi fondanti della Tecnologia

 

Sono individuate quattro macro-competenze che costituiscono gli obiettivi specifici dell’apprendimento della cultura tecnologica (queste macro-competenze vano anche intese come paradigmi fondanti); esse sono ricorrenti in tutte le fasi del primo ciclo per giungere a generare competenze diversificate a seconda della progressione verticale del curricolo.

 

 Queste quattro aree si identificano in:

 

·        Interpretare il mondo costruito dall’uomo

·        Produrre ed organizzare

·        Contestualizzare la tecnologia e la sua evoluzione nell’ambiente e nella società

·        Abilità trasversali

 

 

2. La tecnologia nei piani di studio, dalla scuola dell’infanzia alla scuola superiore

     

Emerge la improrogabile esigenza di affrontare il diffuso analfabetismo tecnologico della nostra società, istituzionalizzando per tempo un insegnamento che nella nostra scuola ha vissuto vicende alterne e ha sempre dovuto confrontarsi con l'assenza di punti di riferimento che, in ambito culturale e scientifico "alto", gli fornissero dei fondamenti epistemologici chiari e distinti. Quando parliamo di tecnologia a livello educativo dobbiamo sgombrare il campo da alcuni fraintendimenti e da alcune sovrapposizioni che, come vedremo, ancora perdurano nella stesura di alcune parti delle bozze del 24 luglio. La tecnologia riguarda la produzione consapevole di artefatti che l'uomo realizza per rispondere a bisogni/problemi utilizzando materiali, conoscenze, idee, capitali, strumenti, macchine, competenze ecc., attraverso processi di trasformazione che hanno un impatto sull'ambiente e richiedono un continuo controllo dell' intero processo e dei suoi elementi costitutivi.

 

2.1. La classe prima e il primo biennio.

 

Lo studio della realtà tecnologica, i saperi e le abilità che l'accompagnano richiedono che l'avvio a questo percorso avvenga  all'interno delle esperienze dell'alunno delle prime classi della scuola primaria; a quest'età egli conosce già moltissimi oggetti tecnologici e non, che usa quotidianamente. Compito dell'insegnante è guidarlo nella individuazione della struttura, delle singole parti e della funzione di tali oggetti, nella conoscenza della caratteristica dei materiali e nell'osservazione delle parti che lo compongono; tutto ciò avviene in situazione reale o didatticamente costruita e si serve dell'indispensabile supporto linguistico per la descrizione orale degli oggetti via via presi in considerazione a cui si aggiungono modalità comunicative diverse (linguistiche, iconiche,...) che permettono all'allievo di descrivere le parti che compongono l'oggetto osservato e il suo funzionamento. Plastilina, balsa e cartoncino sono i materiali usati per riprodurre con semplici modelli gli oggetti che sono stati osservati. La fase successiva consiste nelle operazioni di smontaggio e montaggio di semplici oggetti, attività molto familiare ai bambini che ne hanno fatto per anni un uso essenzialmente ludico; è auspicabile che una percezione giocosa di queste attività rimanga ancora in questa fase, anche se è necessario richiedere attenzione, precisione,memoria, destrezza. A poco a poco l'allievo organizza semplici classificazioni di oggetti che vengono sottoposti alla sua attenzione e individua i materiali più comunemente diffusi dei quali impara a conoscere le caratteristiche principali,anche e soprattutto durante le attività di Laboratorio. E' anche utile che si proceda all'analisi del funzionamento di semplici apparecchiature di uso comune, per comprendere quali operazioni e trasformazioni esse operino.

 

 

2.2. Le esperienze e il laboratorio

 

Il laboratorio indispensabile per organizzare un valido processo di insegnamento-apprendimento di tecnologia è quello di Attività di progettazione, all'interno del quale si realizzano tutte le esperienze sperimentali che accompagnano l'osservazione di oggetti e di procedure tecnologiche; come già detto per altre discipline, i Laboratori possono essere organizzati in collegamento con altre discipline che, con Tecnologia, intendono realizzare progetti comuni o percorrere attività formative interdisciplinari. Altro elemento significativo è la possibilità di sperimentare anche la consulenza di docenti della scuola secondaria superiore (o dello stesso istituto comprensivo o della rete di istituti a cui appartiene la scuola) che affiancano gli insegnanti in attività di progettazione specifiche.

Dal secondo biennio in poi diventa fondamentale avere a disposizione, magari in collegamento con le Scienze, una strumentazione sufficiente per riprodurre piccoli esperimenti relativi all'energia termica, o riprodurre in miniatura situazioni di partico-lari rapporti ambientali. Altrettanto importante avere una attrezzatura minima per organizzare attività operative di piccola falegnameria, di legatoria, che permettano agli allievi di esercitare abilità manuali delle quali l'infanzia dei bambini d'oggi sembra così povera.

 

Nelle esperienze di sperimentazione e ricerca condotta in questi anni emergono elementi che possono certificare un rafforzamento e una esplicitazione del testo di riforma varata. Ecco alcuni esempi:


 

Ÿ         Riconoscere e classificare strutture tecnologiche che ancorano, dirigono, contengono, distribuiscono, dividono, misurano, riproducono, sostengono, trasportano, trasformano, uniscono. Ricostruire e rappresentare le caratteristiche di semplici sistemi tecnologici per quanto riguarda la forma, la funzione dei materiali di cui sono composti. Analizzare e rappresentare processi artificiali ricorrendo a strumenti tipo grafi, tabelle, mappe ecc. oppure a modelli logici tipo formule, regole, algoritmi, strutture di dati ecc.

Ÿ         Utilizzare l'analisi tecnica che, attraverso la ricerca sulla natura delle componenti di un oggetto o di un processo (strutturale, comportamentale, funzionale, teleologico), sulle procedure e sul controllo, permette di selezionare e organizzare conoscenze secondo ottiche differenti. Seguire, comprendere e predisporre processi e procedure allo scopo di ideare, progettare e realizzare oggetti fisici, grafici o virtuali, seguendo una definita metodologia. Mettere in relazione la tecnologia con i contesti socio-ambientali e con i processi storico-culturali che hanno contribuito a determinarla.

Ÿ         Esercitare abilità manuali e laboratoriali che suscitano curiosità, dimostrano creatività e sviluppano il senso del risultato". In una visione di insieme chiara e distinta alcune tra le più significative posizioni di ricerca sulla disciplina emerse nel corso del tempo:

-        gli undici verbi operatori (ancorano, dirigono, ecc.) che definiscono

                        il  fare tecnologico, elaborati sugli epistemi che riguardano qualsiasi   

                        processo produttivo;  le tre “f ” (forma, funzione e funzionalità)

         fondamentali per l'analisi dell'oggetto;

-  gli strumenti formativi (grafi, tabelle, ecc.) utilizzati   per formalizzare l'analisi e la sistemazione dei dati una volta stabiliti dei criteri; ancora i modelli logici per l'accesso alle conoscenze e la costruzione di nuova conoscenza in maniera consapevole e significativa;

                          -  la ricerca nel campo dell'analisi tecnica non più limitata ai soli aspetti percettivi, ma fondata sugli aspetti tecnologici secondo quattro piani di lettura (strutturale, comportamentale, funzionale, teleologico), ciascuno dei quali comporta differenti domini lessicali, al fine di poter entrare e leggere la complessità degli artefatti e di sistemi complessi di artefatti; le ricerche   nel campo della metodologia progettuale che hanno trasformato il passaggio rigido tra il disegno tecnico e l'esecuzione dell'artefatto in un processo creativo di ricerca continua.

 

 

2.3. La tecnologia nei campi di esperienza della scuola dell'infanzia.

 

Indicazioni nazionali relative alla scuola dell'infanzia il ruolo formativo della cultura tecnologica assume un esplicito rilievo tra i connotati essenziali che ne determinano l'assetto, laddove si fa notare il "rilievo al fare produttivo e alle esperienze dirette con il contatto con la natura, le cose, i materiali, l'ambiente sociale e la cultura per orientare e guidare la naturale curiosità in percorsi via via più ordinati di esplorazione e "ricerca". Direttamente collegato a questo connotato essenziale risulta poi il campo di esperienza "Esplorare, conoscere e progettare" e in particolare gli obiettivi specifici di apprendimento:

Ÿ         Osservare chi fa qualcosa con perizia per imparare; aiutare a fare e realizzare lavori e compiti a più mani e con competenze diverse.

Ÿ         Manipolare, smontare, montare, piantare, legare ecc., seguendo un progetto proprio o di gruppo oppure istruzioni d'uso ricevute. Per quanto poi concerne la valorizzazione del gioco, che viene correttamente ribadita tra i connotati essenziali della scuola dell'infanzia, c'è da ricordare il rilevante contributo allo sviluppo del pensiero tecnologico che può essere fornito dall'oggetto-giocattolo, nei confronti del quale il bambino può essere sollecitato, attraverso osservazioni e manipolazioni, al fine di formulare ipotesi circa semplici meccanismi interni ed effettuare verifiche dirette delle relazioni che intervengono tra le varie parti ed elementi di differenti tipologie di giocattoli.

In questo caso la tecnologia avvicina il bambino alla formulazione di ipotesi attraverso strumenti e metodi che le sono propri, quali "il metodo della scatola nera", il metodo "per prove ed errori", l'avvio all'esercizio del pensiero ipotetico deduttivo, del pensiero inferenziale e di quello analogico.

Queste indicazioni  sono proficuamente spendibili nella scuola primaria e risulterebbero assai utili per orientare in modo corretto un corpo docente come quello della nostra scuola elementare, per il quale l'insegnamento della tecnologia rappresenta una novità assoluta e che richiede quindi la maturazione di chiarezze metodologiche nonché indicazioni di profondo spessore culturale e didattico.

 

2.4. Alcune riflessioni relative alla Scuola Media

 

Tre sono i punti di attenzione:

Ÿ         la scoperta del modello;

Ÿ         la parte e il tutto;

Ÿ         la scuola della motivazione e del significato.

I primi due aspetti sono attinenti alla modellizzazione del sapere e alla percezione della complessità e risultano quindi particolarmente pertinenti all'area scientifica e tecnologica, dove i modelli consentono di accedere alle conoscenze organizzandole e sistemandole attraverso i meccanismi di rappresentazione grafica, simbolica, analogica, ecc. Questi aspetti si pongono come caratteri distintivi della scuola secondaria rispetto a quella primaria, proprio in quanto noi conosciamo la realtà non direttamente tangibile solo attraverso modelli concettuali e attraverso tali modelli possiamo mettere in relazione campi conoscitivi diversi. In tal modo gli alunni possono accostarsi alla complessità di una realtà che è impossibile abbracciare nella sua globalità, ma che attraverso i modelli può essere rappresentata di volta in volta settorialmente e al tempo stesso collegata ad altri molteplici e compresenti contesti. Da qui l'apprendimento della scuola secondaria di primo grado si caratterizza per l'avvio alla capacità di riferirsi dalla parte al tutto e dal tutto alla parte, mentre quello primario rimane inevitabilmente ancorato alla "persuasione di una coincidenza tra realtà e conoscenza della realtà, tra la natura e le rappresentazioni che ce ne facciamo". Questa affermazione della centralità del modello e della modellizzazione del sapere. Il terzo aspetto, relativo alla motivazione e all'apprendimento significativo, da un lato riprende e rinforza le affermazioni già presenti nelle bozze del 24 luglio, dall'altra risulta ancora più rilevante ove si consideri il grado di complessità delle conoscenze e abilità che la scuola secondaria si propone di insegnare. A fronte di tali approfondite riflessioni generali, il documento di cui stiamo parlando presenta per ogni disciplina solo gli elenchi affiancati di conoscenze e abilità che ricalcano nella struttura formale di quelli presenti nella bozza del 24 luglio per la scuola primaria e che lasciano francamente perplessi, perché non sono supportati da alcun collegamento con le fondamentali riflessioni cui abbiamo accennato sulla modellizzazione e non sono sostenuti da alcun impianto metodologico, tanto da risultare assai più poveri addirittura rispetto ai programmi della scuola media dell'obbligo del 1979.

 

2.5. Insegnamento della Tecnologia e gli epistemi

 

L'insegnamento di tecnologia non può prescindere dall'analisi epistemologica disciplinare che ne ha individuati gli epistemi o nuclei fondanti: bisogno/necessità, risorsa, processo, artefatto, impatto, controllo. Tali epistemi non sono da considerarsi come altrettanti argomenti da affrontare uno ad uno, ma vanno correlati in differenti articolazioni in modo da far cogliere agli alunni le diverse letture attraverso le quali la tecnologia dà impostazioni differenti e comporta scelte spesso anche antitetiche.

 

Proviamo ora a chiarire con pochi esempi alcune delle relazioni fra gli epistemi.

Ÿ         Se ad esempio focalizziamo un percorso centrato sulla relazione fra gli epistemi problema-risorsa-artefatto, potremo costruire dei moduli curricolari di tipo logico utili a perseguire competenze di tipo inventivo.

Ÿ         Se invece focalizziamo la relazione tra risorsa - processo - artefatto, avremo come risultante la costruzione di moduli di taglio ingegneristico - produttivo, che portano a competenze di tipo progettuale.

Ÿ         Se mettiamo in relazione gli epistemi problema - controllo - artefatto, costruiremo dei moduli curricolari di taglio economico - utilitaristico, finalizzati allo sviluppo di competenze di tipo gestionale.

Ÿ         Se invece colleghiamo l'artefatto con l'impatto avremo dei moduli di taglio ambientale e storico-sociale, idonei a sviluppare competenze di tipo tecnico-valutative.

Ÿ         Se infine mettiamo in relazione gli epistemi processo e controllo abbiamo un taglio cibernetico e competenze gestionali.

 

 

 


 

 

PARTE II

L’INFORMATICA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PARTE III

3. Iniziative formative a sostegno e Competenze informatiche nella Scuola del primo ciclo (Infanzia, Primaria e Media)

                                                                                                                                

Le iniziative programmate a sostegno delle innovazioni in atto e in itinere nella scuola e della sperimentazione collegata (D.M. 100 del 18 Sett. 2002) tendono a costituire un laboratorio di ricerca che accompagni l’intero processo, anche attraverso l’apporto delle esperienze di un campione di scuole che consenta di verificare la validità dei contenuti innovativi in relazione agli aspetti indicati nel decreto. Contenuti riferiti, in particolare, all’apprendimento precoce della lingua inglese e allo sviluppo delle competenze informatiche.

 

Le azioni formative a sostegno dei processi di innovazione hanno due importanti appuntamenti: uno a breve termine riferito alle 250 scuole sperimentali e uno a medio termine riferito a tutte le scuole dell’infanzia e primaria. Il primo di immediato varo, il secondo a partire da gennaio 2004.

 

 

 

 

Vista l’ampia articolazione  dei contenuti e dei metodi nonché la flessibilità nell’organizzazione prevista dalle Linee Guida allegate alla C.M. 55/2002 (relativa al Piano nazionale di formazione sulle competenze informatiche e tecnologiche del personale della scuola), si ritiene che le azioni connesse ai processi di innovazione possano ben  integrarsi in tale Piano. E’ evidente che va tenuta in particolare conto la specificità del grado scolare e soprattutto l’età degli alunni.

 

Precedenti iniziative del Ministero (1997-2000) hanno già coinvolto anche i livelli di scolarità afferenti alle scuole dell’infanzia e primaria.

Le dotazioni tecnologiche fornite e le esperienze fatte sono un utile riferimento alla sperimentazione delle 250 scuole e alle azioni formative correlate. I progetti pilota costituiscono un patrimonio di risorse umane e materiali da valorizzare.

 

Le Linee Guida del Piano di cui alla C.M. 55 del 21/5/2002 costituiscono un punto di riferimento e di quadro per le iniziative di formazione sulle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) legate alla sperimentazione, specie dove si evidenzia che:

 

·      la diffusione capillare dei computer e di Internet ha indotto, in questi ultimi anni, profondi cambiamenti nei modi di apprendere e di operare delle giovani generazioni. L’uso delle diverse applicazioni produce cambiamenti nei modi in cui sono svolte varie attività cognitive, ad esempio nel modo di scrivere (wordprocessor), di ricercare l’informazione (motori di ricerca, browser di rete), di disegnare (editori grafici), di calcolare e organizzare dati (database e spreadsheet), di comporre musica (editori musicali), di comunicare (posta elettronica e sistemi di messaggistica e/o cooperazione), ecc.

·      gli studenti che usano il computer acquisiscono nuove capacità di apprendimento basate sulla frequente interazione con ambienti virtuali di gioco, di espressione, di comunicazione ecc.

 

Tale processo non può essere ignorato dall’istituzione scuola che deve attrezzarsi per offrire a tutti adeguato supporto di conoscenze e di abilità, onde evitare nuove forme di esclusione (digital divide). La rete Internet costituisce infatti uno strumento pressoché indispensabile di informazione, comunicazione, e oggi anche di  formazione.

 

 

3.1. Obiettivi generali

 

Pertanto gli obiettivi di garantire alle giovani generazioni:

 

·      il possesso, alla fine del loro percorso scolastico, della capacità di usare gli strumenti messi a disposizione dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione;

·      cognizioni teoriche in grado di farne degli utenti consapevoli delle potenzialità e dei limiti;

 

possono essere raggiunti solo nella misura in cui l’uso delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione nella scuola italiana non rimane confinato all’interno di specifici ambiti disciplinari, ma diventa una pratica diffusa che coinvolge il complesso delle attività, didattiche e non, che si svolgono all’interno dell’istituzione scuola.

Il raggiungimento di tali obiettivi appare pertanto subordinato al fatto che gli insegnanti siano, a loro volta, in grado di affrontare questo compito connotato non tanto dalla trasmissione di conoscenze tecniche specifiche, quanto dal cambiare il modo di fare scuola e dal saper utilizzare proficuamente le tecnologie nella didattica quotidiana.

Se, fino ad oggi, la professionalità degli insegnanti si sviluppava lungo due assi principali:

 

·      le conoscenze disciplinari;

·       la capacità di progettare, organizzare, gestire processi di apprendimento tesi a garantire la crescita culturale dei propri allievi;

 

oggi non può non prevedere un terzo asse centrato sull’uso delle tecnologie.

 

E’ altresì opportuno tenere presente che tali tecnologie si presentano all’insegnante con una valenza triplice, vale a dire come:

 

·      strumenti di supporto all’organizzazione e alla gestione della sua attività professionale, strumenti cioè che possono aiutarlo a rendere più efficace l’attività svolta al di fuori della classe;

·      strumenti a supporto della sua attività culturale in quanto la rete Internet offre: la possibilità di reperire materiali utili alla didattica delle discipline, la possibilità di comunicare/collaborare in maniera proficua con colleghi ed esperti lontani, la possibilità di partecipare a dibattiti e seminari su temi di interesse senza la necessità di spostarsi dalla scuola o dalla abitazione;

·      strumenti in grado di migliorare e facilitare il processo di apprendimento della disciplina da parte dei suoi allievi;

 

 

La definizione di percorsi di formazione per insegnanti sulle nuove tecnologie deve tenere conto di questi elementi di contesto e non può quindi ridursi alla semplice acquisizione di competenze di natura tecnica. Al contrario, il punto focale deve essere costituito dall’intreccio tra tecnologia e didattica, tecnologia e processi di apprendimento.

 

 

3.2. Livelli di competenza

 

Quanto delineato porta a individuare, come necessari all’interno delle istituzioni scolastiche, tre livelli di competenze relativi alle TIC:

 

·      Competenze di base sull’uso del computer opportunamente coadiuvate da conoscenze tese a supportare l’integrazione delle tecnologie nell’attività didattica ed extradidattica dei docenti.

Tale livello dovrebbe essere posseduto da tutti gli insegnanti.

 

·      Conoscenze/Competenze avanzate circa l’intreccio tra didattica e tecnologie, relative cioè alle risorse didattiche presenti in rete, all’impatto delle TIC sulle discipline, sui processi di apprendimento, sui processi di collaborazione e apprendimento in rete, sui processi di valutazione dell’apprendimento e dell’insegnamento. Non vanno trascurate infine le conoscenze delle nuove possibilità di integrazione dei disabili offerte dal diffondersi delle TIC.

 Ogni istituzione scolastica dovrebbe avere al proprio interno almeno una figura con tali capacità.

 

·      Competenze informatiche avanzate tese a garantire, all’interno di ogni singola istituzione scolastica, una adeguata capacità di progettazione, sviluppo, utilizzo proficuo e governo della infrastruttura tecnologica 

Ogni istituzione scolastica dovrebbe avere al proprio interno   una figura con tali capacità o almeno condividerla con altre scuole.

 

 

4   SERVIZI A SUPPORTO DELLA FORMAZIONE DEI DOCENTI

 

 

Servizi già realizzati a supporto:

 

·      Biblioteca del Software Didattico “SD2”, a cura dell’ITD/CNR di Genova. Si tratta di un centro di documentazione sul software didattico italiano e straniero volto a promuovere una scelta consapevole dei prodotti da parte dei docenti e dei responsabili della formazione. I prodotti disponibili si riferiscono alle principali aree disciplinari e riguardano la prescuola, la scuola, l'università ed alcuni settori speciali; una sezione della Biblioteca è dedicata ai prodotti educativi per disabili.

·      Osservatorio Tecnologico, a cura della Direzione generale della Liguria. Si tratta di un servizio in rete tramite il quale si vuole: monitorare le linee di tendenza delle TIC, realizzare un supporto di rete per le scuole sui problemi di gestione delle risorse tecnologiche, fornire esempi di soluzioni adottate ed adottabili, specie nel campo delle reti interne agli istituti scolastici, fornire un servizio di raccolta e diffusione in rete del software gratuito; analizzare piattaforme di e-learning, in modo da fornire utili indicazioni alle scuole che fossero interessate ad avviare attività in questo settore.

·      Banca di esperienze GOLD e servizio di  Valutazione del Software Didattico, a cura dell’ INDIRE; nel caso di Gold si tratta di un sistema di acquisizione di notizie su good practices e di documentazione dei processi relativi;

 

 

   Servizi da realizzare:

 

·      raccolta di materiale didattico sull’uso delle TIC. Tale raccolta dovrebbe coprire tre aspetti: prodotti didattici tesi a supportare l’acquisizione di competenze di base nell’uso delle TIC; materiali sull’integrazione tra tecnologie e didattica; riferimenti a materiali, a vario titolo, disponibili sulla rete Internet;

·      raccolta di  esperienze, a vario titolo realizzate da insegnanti, scuole, istituti di ricerca, ecc.;

·      raccolta di proposte di esperienze didattiche che emergeranno all’interno dell’attività di formazione;

·      aree di dibattito specifiche sulle attività di formazione in corso, aperte alle diverse categorie di soggetti partecipanti al processo di formazione. Queste potrebbero essere utilmente suddivise in aree di “staff”, aree tematiche disciplinari (es. l’uso delle tecnologie nell’insegnamento della storia, della matematica, ecc.) e non (es. l’uso delle tecnologie a supporto dei processi di apprendimento); sarà altresì possibile per i tutor costituire classi virtuali, all’interno delle quali l’attività d’aula troverà il proprio naturale prolungamento;