Risorse - materiali

IL SAPERE TECNICO E TECNOLOGICO TRA I CONTENUTI IRRINUNCIABILI
DELLA SCUOLA DI BASE E DEL BIENNIO DELLA SCUOLA SECONDARIA:
PERCHÉ, CHE COSA, COME.

Prof. Gino Cappè
Dirigente scolastico Liceo Artistico Carrara
Consigliere Nazionale Aniat

PREMESSA

L'obiettivo, di questo intervento è quello di focalizzare l'attenzione sulla scelta dei SAPERI "ESSENZIALI", imprescindibili, da proporre, e da apprendere nella scuola di base e nel biennio secondario.
Tale scelta si impone come uno degli aspetti cruciali dell'istruzione e rimanda alla questione del rapporto SCUOLA - SOCIETA' - MONDO DEL LAVORO.
e alla definizione degli spazi e del ruolo che un'istituzione. educativa deve correttamente e funzionalmente occupare e gestire nel contesto storico - economico e culturale in cui opera.
L'assunto da cui si parte è che la scuola, in quanto istituzione sociale, non è isolabile dal complesso degli eventi del mondo esterno, ne può tanto meno esimersi dall' assunzione di responsabilità rispetto al profondo mutamento del contesto socio - economico -culturale ed istituzionale, della produzione e del lavoro, della tecnologia, della comunicazione e dell'informazione.

1. QUADRO DI RIFERIMENTO GENERALE

L'esigenza di individuare quei saperi essenziali che proprio nel mondo contemporaneo hanno una funzione chiave e svolgono) un' azione formativa nasce dalla consapevolezza delle rapide trasformazioni sul piano socio - economico - produttivo e culturale della realtà contemporanea, caratterizzata, in misura rilevante, da elementi preoccupanti di discontinuità e di incertezza.

Questi i tratti delle trasformazioni individuate :

· le innovazioni tecnologiche, applicate alle modalità di elaborare, trasmettere e registrare dati e messaggi;

· lo sviluppo delle tecnologie per la produzione e la trasformazione dei materiali e per l'ottimizzazione dei processi produttivi che comporta la ridefinizione continua del rapporto UOMO - MACCHINA, sempre più improntato alla gestione e al controllo dell'auto-mazione;

· le trasformazioni sociali e culturali relative alla sfera comunicativa e relazionale.

In questo contesto dinamico, del quale si deve tener conto per non porre la scuola fuori del tempo, emergono nuovi bisogni di educazione e di formazione dei soggetti a cui la scuola si rivolge, una nuova domanda sociale di formazione.

2. UNA NUOVA CONCEZIONE DI CURRICOLO

E' quindi indispensabile domandarsi: per quale uomo e per quale cittadino si intende progettare la formazione? E' un interrogativo di fondamentale importanza poiché, oltre a rispondere all'esigenza di definire il criterio con cui utilizzare le informazioni, fornisce un principio regolatore per riconoscere i bisogni di formazione dell'uomo.
In questa ottica la scuola compie le scelte curricolari individua una mappa di conoscenze, competenze, e capacità ritenute indispensabilI per affrontare le formidabili sfide della globalità e della complessità nella vita quotidiana.
Quando si usa il termine curricolo si deve dunque pensare all'insieme delle situazioni di apprendimento mediante le quali gli insegnanti dispongono un sistema di fattori interagenti che rendono possibili l'Istruzione. Esso costituisce sostanzialmente l'impianto nel quale si configurano i percorsi formativi, progettati in funzione di esiti attesi (sapere, saper fare, saper essere) per soddisfare il complesso dei bisogni degli allievi che costituiscono gli apprendimenti necessari per la loro formazione e quindi per favorire l' orientamento.
Una scelta di fondo nella progettazione, del curricolo consiste nella individuazione delle cose da fare apprendere e nella relativa legittimazione.
La scuola deve diventare pertanto un luogo di esperienza, di approfondimento e di studio di problemi che si ritengono significativi per i soggetti che li affrontano.

. Non è il luogo dove è dato un curricolo,ma il luogo dove si COSTRUISCE un curricolo*, come percorso di vita. Occorre fare uscire la scuola dalla simulazione e considerarla un luogo vitale.

A tale riguardo Ralph TYLER, già nel 1961 proponeva di concordare un insieme di fattori , in un noto passo che appare tuttora estremamente significativo:
VOGLIAMO SAPERE COSA E' NECESSARIO OGGI: SI RICHIEDE AI NOSTRI (GIOVANI. COSA DOVREMO DAR LORO PERCHE' POSSANO VIVERE BENE NEL MONDO MQDERNO; QUALI SONO LE OPPORTUNITA' OFFERTE OGGI PERCHE, LA GIOVENTÙ POSSA SODDISFARE LE PROPRIE ESIGENZE SIA SENTENDOSI PIU' UTILE, SIA SENTENDOSI PIU' SODDISFATTA DELLA SUA ATTIVITÀ.
Ciò che è straordinariamente attuale in questa citazione è il concetto di sapere dinamico , funzionale e contestuale al servizio, di chi apprende e utilizza la conoscenza come risorsa , come strumento per formare le competenze
Dovremmo dire allora che gli obiettivi del processo formativo non sono le conoscenze bensì la loro UTILIZZAZIONE , teoria e pratica in un determinato contesto storico . Ed è proprio questa capacità di utilizzare e padroneggiare una conoscenza a definire la COMPETENZA.
Ogni acquisizione teorica ha implicazioni pratiche e ogni abilità pratica ha un riscontro teorico
* COSTRUIRE UN CURRICOLO SIGNIFICA FISSARE GLI OBIETTIVI LA SEQUENZA DEI CONTENUTI E LA FORMATIVITA' DEGLI STESSI
SCHEMA 1

3. LA RILEVANZA DEL SAPERE TECNICO E TECNOLOGICO, TRA I SAPERI ESENZIALI NELLA SCUOLA DI BASE E NEL BIENNIO.

Di fronte alla realtà contemporanea in continua trasformazione, caratterizzata dalle innovazioni tecnologiche e dall'automazione sempre più generalizzata, un'adeguata CULTURA TECNOLOGICA diventa una componente importante della formazione di tutti i cittadini,
per almeno tre ragioni :
A) La TECNOLOGIA incide profondamente sulla nostra essenza umana e sulla nostra cultura, anzi la distinzione tra uomo e tecnologia non è tanto netta, perché l'uomo produce la tecnologia, questa a sua volta concorre a formare l'essenza dell''uomo.. Inoltre
l'evoluzione; umana non si è per nulla arrestata, perché si è intrecciata con l'evoluzione; tecnologica soprattutto da quando sono costruiti. STRUMENTI che non elaborano materia ed energia, bensì INFORMAZIONE e le macchine tipiche della nostra epoca non sono i trattori o i mulini, ma i CALCOLATORI.
B) II possesso di un ampio ed approfondito bagaglio culturale Tecnologico
C) - I concetti fondamentali, i metodi, i procedimenti, gli strumenti, i linguaggi della tecnologia sono una componente culturale necessariamente utilizzata nell'organizzazione del mondo del lavoro, dei processi produttivi e delle professioni.
Conseguentemente la TECNOLOGIA è intesa come l'insieme dei modi, dei procedimenti, dei linguaggi e degli strumenti tramite cui l'UOMO interagisce con l'AMBIENTE per CONOSCERLO e TRASFORMARLO. Di conseguenza, il primo e più importante strumento tecnologico è il corpo, con i suoi organi di senso, di elaborazione e di attuazione. Il corpo umano è stato, poi, ampliato da protesi e apparati "artificiali", che ne moltiplicano le

possibilità d'interazione (in senso sia conoscitivo sia operativo).
Si afferma oggi che la società dello sviluppo (ossia delle innovazioni tecnologiche e organizzative) postula e presuppone la civiltà del sapere. Può sembrare una frase retorica, buona per tutte le stagioni. Ma è altrettanto vero che essa ha anche risvolti molto concreti e molto attuali in questa fase di evoluzione delle strutture produttive.
Mi spiego: "produrre" oggi significa sempre di meno "manipolare materiali" e sempre di più realizzare un insieme complesso di prestazioni: è un discorso che vale per l'operaio come per l'impiegato, come per il manager e l'imprenditore.
Cresci l'importanza della componente "non manufatturiera": del capire, cioè, come evolve la domanda, dell'avere un KNOW HOW (il complesso delle conoscenze ed esperienze tecniche necessarie per impiantare e far procedere un'attività tecnologica) INNOVATIVO nella progettazione del prodotto, del processo dell'organizzazione; del saper rendere efficaci i servizi alla produzione, alla vendita, alla post-vendita.
La stessa funzione di produzione (la componente, cioè, tipicamente manufatturiera) evolve dalla sfera della manualità alla sfera della conduzione tecnica degli impianti: con tutto quel complesso di valenze intellettuali:
· di attenzione
· di precisione
· di capacità logiche
· di capacità di lettura, comprensione e di uso dei nuovi linguaggi
· di capacità di stabilire rapporti d'interrelazione e di controllo con macchine e strumenti
· di capacità di comprendere e di operare in termini e/o in ambito di processi e sistemi
· di capacità di comprendere, utilizzare, rielaborare e trasmettere informazioni in rapporto a ruoli specifici
· di conoscenze tecnologiche (materiali, processi, metodi di lavorazione, macchine, logica di sequenza operativa, ecc.)
che ciò comporta.
Di fronte a questa realtà la destrezza operativa, la rapidità di esecuzione, la costanza e fedeltà di ripetizione di prestazioni predeterminate, la passiva osservanza sul lavoro non bastano più se non sono accompagnate dall'investimento sul sapere.
Abbiamo di fronte un rischio tutt'altro che remoto: il rischio di un nuovo tipo di analfabetismo tecnologico. Ma abbiamo anche un secondo rischio che è ancora più grave: il rischio di una carenza di cultura capace di fornire al cittadino le chiavi di lettura di una società moderna, che non è fatta solo di robot e di computer, ma di comportamenti e di valore.
Dobbiamo tutti ritrovare, allora, l'orgoglio di avere, per gli anni futuri, un sistema educativo di alta qualità, che sappia coniugare le tre grandi dimensioni della conoscenza:
la cultura umanistica, la cultura scientifica e la cultura tecnologica
ossia le tre grandi forme della cultura che hanno attraversato i secoli, individuabili nel complesso delle discipline riguardanti l'uomo e le società, il mondo fisico e biologico, gli strumenti prodotti dall'uomo.
In fondo, è inevitabile che nella società complessa degli anni futuri si accentui una tendenza già chiarissima oggi:
L'uomo "a una sola dimensione" privo di un retro terra scientifico-tecnologico si sentirà sempre uno "spostato", anche se ha un lavoro ed uno stipendio:
Per una serie complessa di ragioni, purtroppo, il nostro Paese pullula di persone "istruite" non disposte a considerare la propria estraneità alla cultura tecnologica e scientifica come un serio e limite culturale; nel nostro sistema scolastico in particolare non sono pochi gli operatori che, assimilata l'idea portante di una scuola da sempre retorica, puramente accademica ed idealistica, continuano imperterriti a "fare scuola" assolutamente convinti che l'uomo sia essenzialmente un produttore di parole, nel più o meno esplicito distacco dalla tecnica, dalla macchina, dal laboratorio, dall'esercizio dell'operatività.
La scuola non può, né deve, considerare più in condizione semi-ancillare o marginale, come ha fatto o come fa, l'Area Tecnologica intesa più come attività integrativa che curricolare, che come vero e proprio campo del sapere. Mentre, come abbiamo visto, tale Aera tocca aspetti cruciali e decisivi della formazione del soggetto e dell'esperienza sociale e storica.
La prima Commissione dei Saggi, impegnata a prefigurare le Conoscenze fondamentali per l'apprendimento dei giovani nella scuola italiana nei prossimi decenni (maggio 1997) precisava che:
"La scuola della verbalità e dei saperi postverbali gira a vuoto se non recupera le previe dimensioni della manualità e dell'operatività, dai livelli elementari del gioco e della quotidianità su su fino a livelli più impegnativi dello sviluppo di capacità di controllo e comprensione di tecniche e tecnologie, anche come risorsa per educare a un costume di collaborazione, recuperare l'etica del lavoro e della produzione, preparare ai necessari rapporti col mondo complesso dell'organizzazione sociale e produttiva".
Per affermare comunque che la tecnologia è uno dei linguaggi fondamentali del nostro tempo ed è senza dubbio il fondamentale elemento dinamico nell'attuale società moderna, che sta effettuando un massiccio investimento sulla conoscenza, sul sapere.

4 - QUALE SAPERE TECNICO E TECNOLOGICO

Stabilire allora qual è il sapere tecnico e tecnologico essenziale da far apprendere nella scuola di base e nel biennio secondario, ossia quali sono le competenze culturali, operative, metodologiche, conoscitive, interpretative e comunicative irrinunciabili, significa andare ad individuare ciò che sta a fondamento strutturale e caratterizzazione della tecnica e della tecnologia, vale a dire che occorre analizzare come i saperi sono utilizzati nel momento lavorativo.
Perché attraverso l'analisi di come è utilizzato il sapere nella funzione produttiva, intanto si individuano meglio quali sono i saperi da costruire, quelli più necessari, ma soprattutto si capisce la qualità e la rigorosità di questo sapere.
In molti settori del mondo del lavoro l'utilizzazione del sapere è un fatto estremamente rigoroso, perché altrimenti salta tutto un processo; cioè sa parte della cultura di questa epoca tecnologica anche questa rigorosità, che non ci viene dalle accademie, ma dai luoghi di produzione.
Voi capite che questa è una cosa molto importante per riqualificare l'attività scolastica; non basta dire agli alunni "studiate di più", bisogna andare a cercare nella vita reale degli stimoli a cosa significa studiare meglio e di più e programmare meglio l'insegnamento.

Se si parte dal problema dell'utilizzazione del sapere, viene poi inevitabilmente fuori che in realtà la produttività del sapere è poco percepita nell'esperienza scolastica perché i contenuti risultano scarsamente correlati ai problemi, ai quali il sapere e le conoscenze offrono una soluzione.
Per questo gli studenti hanno spesso l'immagine di un sapere che, da un lato appare certamente ben strutturato, ma dall'altro risulta rigido, statico e soprattutto muto almeno per quanto riguarda la capacità di rispondere agli interrogativi che essi avvertono come più vitali e pregnanti.
La domanda sottesa alla fatica e alla noia quotidiana di tanti allievi è: "Sapere, perché?".
Ed essa interpella la scuola rispetto ad uno dei più fondamentali e delicati compiti educativi: quello di accendere e sostenere la motivazione allo studio. Si impone quindi alla scuola di far prendere coscienza agli studenti che c'è un nesso tra ciò che essi studiano, le capacità che essi acquisiscono e i problemi della realtà tecnologica che li circonda.
Ecco, secondo me, si insegna ad apprendere, si insegna a capire nel momento in cui il ragazzo, di qualunque età, ma in modo particolare il preadolescente, è posto davanti ai problemi che le discipline intendono risolvere.
Ecco perché insistiamo nel ricercare e definire la struttura concettuale del sapere tecnico e tecnologico essenziale da far apprendere nella scuola di base e nel biennio secondario in ciò che sta a fondamento strutturale delle esperienze tecniche e tecnologiche implicate nelle attività lavorative, la cui componente operativa, utilizzando linguaggi, strumenti, operazioni, procedimenti e conoscenza propri, risulta fonte del sapere tecnico e tecnologico e oggetto di cultura.
Le competenze culturali, operative, metodologiche, conoscitive, interpretative e comunicative che si possono ricavare sono:
· la capacità di porsi e risolvere problemi
· la capacità di prendere decisioni
· la capacità di comunicare efficacemente
· la capacità di usare le tecnologie dell'informazione e della comunicazione per la ricerca, la rappresentazione e la trasmissione delle conoscenze
· la capacità di cooperare e di lavorare in gruppo
· la conoscenza di termini, simboli, modelli, leggi, teorie, principi, concetti metodi, strumenti, procedimenti, linguaggi
· la capacità di utilizzare paradigmi scientifici per realizzazioni pratiche
· l'operatività, intesa come processo tecnico, ossia come insieme di operazioni tecniche che consentono di ottenere un preciso risultato
· la finalizzazione dell'attività
· il carattere normativo delle attività tecniche
· la sperimentazione e la metodologia progettuale
· la verifica oggettiva del risultato
· la comprensione, l'utilizzazione e la realizzazione di modelli
· la consapevolezza della storicità dello sviluppo delle conoscenze tecniche e tecnologiche.

Tra tutte queste competenze, la metodologia progettuale assume un ruolo fondamentale del comportamento intellettuale, poiché richiede adeguate capacità per definire uno scopo, individuare le risorse disponibili, scandagliare le possibili soluzioni, prospettare diversi percorsi scegliendo infine quello più efficace che dovrà essere sottoposto, nel suo sviluppo, ad una costante azione di verifica.
Nell'ambito didattico, la progettazione diviene un prezioso strumento per abituare l'allievo ad individuare problemi prefigurando possibili soluzioni, ad organizzare il suo intervento secondo varie fasi in un percorso razionale atto a sviluppare capacità di ricerca e di sperimentazione.
Alla base della progettazione vi è il "laboratorio", inteso non come spazio fisico nel quale si svolgono attività operative, ma come "luogo di incontro dei saperi" che permetta all'allievo, attraverso una metodologia di lavoro fondata sulla ricerca e sulla sperimentazione, di sviluppare le proprie capacità di interpretazione de fatti tecnici, di analisi dei problemi, di definizione delle possibili soluzioni.
Per l'educazione tecnologica la progettazione è il fulcro dell'attività didattica, poiché attraverso questa e grazie al suo carattere interdisciplinare, l'allievo sviluppa un'adeguata metodologia di lavoro e un approccio razionale alla realtà.
Nell'ambito didattico il progetto si definisce attraverso una costante interazione tra teoria e prassi, dove sono sicuramente privilegiate le competenze rispetto all'accumulo delle conoscenze, ma dove è altrettanto presente la consapevolezza che le conoscenze sono fonte essenziale per lo sviluppo delle competenze stesse.
L'obiettivo di orientare la didattica verso la progettazione nella sua accezione più ampia potrebbe essere assunto dall'educazione tecnologica per rideterminare il suo percorso formativo in senso epistemico, superando quella visione che ancora non le riconosce un ruolo incisivo nella formazione del sapere. Come è sempre più dimostrato da studi e ricerche sociologiche la formazione tecnologica ha un ruolo centrale nello sviluppo della personalità del giovane e nel favorire le sue successive relazioni con il mondo del lavoro.
L'Educazione Tecnologica deve quindi assumersi il compito di valorizzare il lavoro umano nelle sue incidenze scientifiche, storiche, sociali e indicando la componente operativa come fonte del sapere, farsi oggetto di cultura.
L'articolazione del corso di studio dell'Educazione Tecnologica verterà su un curricolo verticale (comprendente i cinque anni finali della scuola di base ed i primi due anni della scuola secondaria), definito sulla base della programmazione degli obiettivi formativi generali e sulle predette competenze specifiche, che gli alunni possono acquisire in forma sequenziale e graduali, all'interno di un processo didattico ricorsivo.
Il curricolo verticale potrà essere articolato su tra grandi aree del sapere tecnologico, concepite come risposte date nel tempo ai problemi del rapporto dell'uomo con l'ambiente costruito per poter vivere in esso.
Si tratta del rapporto dell'uomo
· con la tecnica e l'ambiente
· con la tecnica e l'energia
· con la tecnica e la comunicazione

Il primo rapporto "Uomo - tecnica - ambiente" evidenzia quanto siamo in stretta relazione e reciproca dipendenza i bisogni fondamentali della società umana, le risorse naturali presenti nell'ambiente e l'azione di trasformazione tecnologica dell'uomo su di esso.

Il secondo rapporto "Uomo - tecnica - energia" riguarda la produzione, la trasformazione, il trasporto e le diverse forme di utilizzazione dell'energia, quale elemento essenziale della moderna civiltà industriale.

Il terzo rapporto "Uomo - tecnica - comunicazione" tratta della tecnologia informazionale, costituita dalle apparecchiature che elaborano, trasmettono e registrano dati e messaggi.

All'interno di ognuna di queste tre grandi aree del sapere tecnologico sono individuate le problematiche fondamentali, che saranno interpretate, approfondite, risolte, attraverso l'utilizzazione dei metodi, degli strumenti, dei procedimenti, dei linguaggi e delle conoscenze, propri della Cultura Tecnologica.
SCHEMA 2