| Riscoprire
un valore formativo e culturale forte
Quanti
si occupano direttamente di Tecnologia non hanno bisogno di essere convinti
sull'importanza della Tecnologia come forma culturale formativa.
Si deve invece partire da un dato di realismo se ci si riferisce all'opinione
pubblica, anche quella considerata colta: mediamente la Tecnologia conosce
una profonda sottovalutazione o un immotivato misconoscimento nel mondo
della scuola in genere e anche nel contesto culturale complessivo.
E' di consueto difficile che nella nostra società un tecnologo
venga considerato un intellettuale, mentre nessuno mette in dubbio che
uno scienziato, uno scrittore o un artista siano degli intellettuali.
Difendere il valore culturale della Tecnologia significa allora andar
contro e mettere in discussione degli stereotipi valoriali ancora consolidati
e potenti presenti nella nostra società.
Di contro la nostra società è permeata di elementi tecnologici.
L'industria si regge su produzioni attivate da tecnologi, il mondo culturale
se vuol diffondere le sue attività e prodotti deve esprimersi
su supporti tecnologici. La stessa dimensione ricreativa e dello spettacolo
sarebbe impensabile senza il sostegno della Tecnologia.
La natura profonda della società infoindustriale è collegata
alle molte forme della Tecnologia dell'informazione e della trasformazione
digitalizzata, digitofili o digitofobi che si sia.
Il villaggio globale esiste in quanto vi sono le tecnologie che lo fanno
pulsare e rendere operante in situ e on line.
La stessa dimensione biologica e il fronte nuovo della vita risente
drasticamente del versante tecnologico come espressione delle tecnologie
e l'etica si pone spesso come bioetica, perché è un'etica
che interessa la vita coinvolta nel rapporto con la Tecnologia.
La Tecnologia è protagonista nei fatti, ma non è protagonista
nella coscienza culturale affermata.
C'è qualcosa di profondamente inadeguato nelle dinamiche culturali
contemporanee se tutto questo accade.
Si deve rivendicare non il successo della Tecnologia nei percorsi quotidiani,
ma il suo successo nel palazzo e nel salotto buono, anche perché
siano prese le responsabilità che competono in bene e in male.
Va detto e sostenuto forte che un tecnologo è un intellettuale
e produttore e manifestatore di una cultura propria.
Ma veniamo
al nocciolo della questione che qui ci interessa, perché l'analisi
del ruolo sociale della Tecnologia ci porterebbe lontano, su questioni
importanti ed interessanti, ma in questo contesto quello che va focalizzato
è il rapporto tra Tecnologia e Scuola.
Una
costellazione di equivoci
La Tecnologia
in questo contesto ha subito sempre gli effetti di numerosi equivoci
di fondo.
1 - Un
primo fondamentale equivoco poggia sulla convinzione: la Tecnologia
equivale a lavoro.
Ma questa è un'equivalenza sbagliata, perché tutte le
attività sono lavoro.
E' lavoro quello di un musicista, è lavoro quello di un programmatore,
è lavoro quello di un commerciante, è lavoro quello di
un giornalista. Chiunque svolga un'attività, svolge un lavoro
e cioè in qualche contesto produce delle trasformazioni.
Pertanto la Tecnologia ha incorporato in sé la dimensione del
lavoro, ma non esaurisce la categoria del lavoro. E' un'attribuzione
indebita attribuire al tecnologo le responsabilità della produzione
del lavoro. E' nel suo insieme che la società attiva promuove
il lavoro, con una gamma ampia di sfaccettature.
2 - Un
equivoco ancora più grave consiste nel far corrispondere la Tecnologia
al lavoro manuale.
Non solo il mondo delle attività riguarda tutto il contesto sociale,
ma la Tecnologia, una volta superato il modello agrario artigianale,
da tempo non svolge le sue attività solo con mezzi manuali diretti,
anzi è stata provocatrice di forme molto diversificate di attività
in cui la dimensione manuale diretta si appoggia a sistemi intellettuali
e strumentali sempre più variegati e complessi.
Sono semmai attività collegate ad altre culture che si attardano
a manualità superate come l'uso di penne, matite, eloqui verbali,
scritture con gesso, stesure manoscritte di relazioni, ecc. Esempi chiari
di una manualità agrario-artigianale sopravvissuta, ma non espressione
dell'infosocietà dove invece la Tecnologia si colloca in modo
esplicito e non contraddittorio e dove declina non solo il sapere, il
saper essere e il saper fare, ma soprattutto il saper far fare che è
la più pregnante dimensione operativa del contemporaneo.
Ridurre l'operatività tecnologica alla manualità diretta
significa tradire la natura evoluta dei processi tecnologici che si
manifestano in ben altre dimensioni, senza per questo svalutare la manualità
quando efficacemente e razionalmente espressa nei contesti e situazioni
opportune.
3 - Un
terzo equivoco sostiene che le persone intellettualmente più
dotate devono ricevere una formazione lontana dall'utilitarismo tecnologico.
Questo equivoco è più sottile, perché attribuisce
ad altre forme culturali l'eccellenza e il disinteresse, mentre la Tecnologia
sarebbe una forma culturale (se culturale è) di grado inferiore.
In realtà le altre forme culturali sono state specifiche delle
classi dominanti in altre epoche e la detenzione di forme culturali
di stampo giuridico, letterario e scientifico-astratto erano utili e
funzionali ad avere posizioni di dirigenza in società per lo
più agrario-artigianali nelle quali la manualità era esclusiva
delle classi subalterne se non addirittura in condizione di schiavitù.
L'industriale e l'infoindustriale hanno invece posto nuovi problemi
di eccellenza e di modelli culturali che vanno ad integrarsi con quelli
precedenti.
Pertanto le persone che vogliano e possano avere una formazione più
completa ed evoluta non sono quelle che perseguono una formazione settoriale,
ma una formazione complessa ed articolata con compresenza di componenti
umanistiche, scientifiche e tecnologiche.
Formazione
unitaria ed integrata che deve da un lato cogliere la specificità
e la distinzione delle forme culturali umanistiche, scientifiche e tecnologiche
dotate tutte di una loro autonomia, ma anche dall'altro lato deve favorire
una visione ed operatività interrelate dei diversi saperi e operatività.
Una persona evoluta che non abbia ricevuto una formazione tecnologica
è pertanto una persona gravemente incompleta.
Una cultura integrale non può insomma prescindere dalla componente
chiara di tipo tecnologico, come non può prescindere dalla componente
umanistica e scientifica.
Questo
è un processo formativo ed educativo assai complesso che richiede
la formazione di persone equilibrate.
Una visione integrata della formazione delle persone comporta che non
si possa cominciare la formazione tecnologica, dopo le altre manifestazioni
di formazione.
Insomma è impensabile che l'educazione umanistica e scientifica
debbano essere pienamente legittimate fin dai primi livelli di scolarizzazione,
mentre quella tecnologica dovrebbe avvenire più tardi e cioè
a ridosso delle età in cui ci si appressa ad entrare nel mondo
del lavoro.
4 - Questa
idea scissa della cultura integrata è la conseguenza di un quarto
equivoco connesso con l'affermazione che la Tecnologia sia un complesso
di conoscenze e competenze funzionali al lavoro e non espressione di
una modalità culturale ed esistenziale con cui ci si pone nei
confronti del mondo. La Tecnologia sostiene anche atteggiamenti non
solo osservativi o contemplativi o sensibili a fare indagine introspettiva,
ma nei confronti del mondo si pone pure in termini di atteggiamento
progettuale, immaginativo e trasformativo, ossia in un atteggiamento
attivo di relazione per quanto riguarda la dimensione umana e come per
quella naturale.
Tutto ciò non è solo lavoro, ma è più in
generale progetto di vita.
Se la Tecnologia ha tale connotazione, allora va introdotta precocemente
e quindi fin dai primi passi della scuola di base e possibilmente con
delle sensibilizzazioni già a livello di scuola materna.
Una
formazione precoce, non dilazionata
- Gradualità
-
La Tecnologia riguarda il processo formativo unitario e non vi è
nessuna giustificazione per rinviare la formazione. Quindi la Tecnologia
è un sapere da collocare fin dai primi cicli formativi.
Questa opzione non ha senso se non viene correlata con altri fondamentali
principi formativi di cui uno irrinunciabile è quello della gradualità
in rispetto delle caratteristiche dell'età evolutiva.
Insomma non è pensabile che a sedici anni ci si formi alla Tecnologia
nello stesso modo con cui si interagisce a sei.
- Contestualizzazione
sociostorica e infoindustriale-
Certamente un contributo molto forte può venire dagli psicologi
e dagli psicopedagogisti che sono in grado di segnalare delle opportunità
specifiche per ogni età.
Ma qui purtroppo emerge un altro equivoco: l'assetto evolutivo delle
varie età non è astratto, nel senso che le abilità
e le competenze cognitive ed operative non sono astratte, ma sono relative
a fatti concreti e risentono del contesto sociostorico in cui l'indagine
è effettuata.
Il concetto di età evolutiva è diverso in una società
di tipo premoderno o di tipo industriale.
Il soggetto in contesto infoindustriale si evolve secondo modalità
che non ricalcano piattamente le tappe rivolte ad un'adultità
agrario-artigianale o industriale, nelle quali l'idea di infanzia e
di adolescenza e ancor più di giovinezza non erano equiparabili
all'infanzia, adolescenza, giovinezza infoindustriali.
Questo
aspetto della storicizzazione delle età evolutive è troppo
complesso e non lo posso approfondire in questo contesto, mi limito
allora ad un richiamo molto semplice: tutti coloro che lavorano direttamente
con i ragazzi di oggi, si trovano spesso a ripetere dei luoghi comuni:
- i ragazzi di oggi non sono più quelli di una volta
- una volta erano in grado di partecipare e stare più attenti
- oggi sono distratti e superficiali
- però di fronte alle nuove tecnologie informatiche hanno processi
di apprendimento veloce, spesso sono più bravi di noi
- per gli aspetti tecnologici innovativi si scuotono dall'apatia e riscoprono
la motivazione
- sono più immaturi di una volta e maturano più lentamente
- la dinamica tra maschi e femmine è molto divaricata
- le famiglie sono spesso partecipi, ma hanno bassa capacità
di incidenza e autorevolezza
- il condizionamento dei mass media è molto alto
- si avverte l'esistenza di sistemi intuitivi di tipo diverso rispetto
al passato
- ecc.
Questa
non è un'analisi scientifica rigorosa (che dovremmo aspettarci
dagli specialisti e cioè psicologi dell'apprendimento e socializzazione
e dagli psicopedagogisti), è solo un insieme di semplici constatazioni
che molti fanno. E questo vuol dire una cosa molto elementare: le età
evolutive nell'infosocietà sono diverse dalle età precedenti
e la comparazione con le precedenti non aiuta più che tanto a
capire.
C'é bisogno di analisti delle età evolutive adeguati e
aggiornati.
- Psicologi
e psicopedagogisti a basso profilo tecnologico -
E qui va detto forse un altro fatto sgradevole, ma sincero: la formazione
media degli psicologi e degli psicopedagogisti è nella stragrande
maggioranza di tipo umanistico e scientifico. Pochissimi fra loro hanno
un'autentica formazione tecnologica e quindi è improbabile che
siano in grado di dare suggerimenti in ordine alla formazione tecnologica
e alle fasi di apprendimento e socializzazione ad essa relative. Dovrebbe
esistere una consuetudine di collaborazione in team con tecnologi, ma
questa non è una consuetudine diffusa, piuttosto è una
consuetudine rara e per pochi specialisti dell'apprendimento e della
socializzazione.
Fra questi pochi inoltre si insinua un equivoco specifico sulla Tecnologia.
Poiché da una trentina d'anni la Tecnologia di punta è
quella digitale e la forma spettacolare della Tecnologia digitale è
rivelata dalla multimedialità, i pochi psicologi e psicopedagogisti
con formazione tecnologica che si occupano di apprendimento e socializzazione
tendono ad equiparare Tecnologia e multimedialità oppure i più
avvertiti equiparano Tecnologia con Tecnologia dell'informazione.
Questa è però una concezione decisamente restrittiva della
Tecnologia perché il capitolo fondamentale della Tecnologia è
fatto dalle Tecnologie della trasformazione che producono non solo artefatti
immateriali, ma soprattutto artefatti materiali con un preciso impatto
ambientale.
Inoltre l'innovazione tecnologica non avviene più con il baricentro
sul digitale (che è stata l'espressione forte degli ultimi decenni
del Secolo Scorso). Il baricentro della Tecnologia del Secolo Nuovo
è posto sulle biotecnologie o meglio ancora sull'interfaccia
tra Biotecnologie e Tecnologie digitali con forte enfasi per i processi
di tipo CAD/CAM.
I progettisti della formazione sono quindi in larga misura inadeguati
a fornire suggerimenti nell'ambito della formazione tecnologica.
- Necessità
di team complessi di progettisti della formazione -
E' di conseguenza ragionevole che nel progettare i nuovi cicli della
formazione italiana vengano coinvolti in un team di lavoro i tecnologi
a tutti gli effetti e quanti si sono occupati di educazione tecnologica,
non solo perché esperti di educazione, ma perché anche
aggiornati sulle questioni tecnologiche.
In questo senso i gruppi professionali e le associazioni professionali
degli insegnanti e dei Dirigenti scolastici devono rivendicare un loro
ruolo nella progettazione dei nuovi profili formativi dall'infanzia
all'adolescenza. Non perché i docenti e dirigenti con competenze
tecnologiche abbiano il possesso della verità, ma perché
hanno una porzione significativa di esperienza da mettere insieme nel
team complessivo di progettazione.
- Detecnologizzazione
della scuola elementare -
Vi è un settore della scuola italiana dove la carenza di formazione
tecnologica è più profonda. E questo settore è
la scuola elementare.
Dispiace dire questo della scuola elementare, perché essa in
Italia ha sempre goduto a ragione di un'elevata tradizione e di un qualificato
profilo didattico con innovazione educativa. Però la Tecnologia
non ha avuto spazio in questa parte viva e vivace della scuola.
Anche gli ultimi programmi, molto densi e ricchi di contenuti, contengono
un errore culturale di fondo: le poche cose di Tecnologia che si dicono
vengono intese come scienza applicata o peggio ancora si pensa che la
Tecnologia sia legata alla strumentistica necessaria per realizzare
le prove scientifiche sperimentali.
L'idea che la Tecnologia abbia una sua autonomia, che abbia propri specifici
campi e oggetti (strumenti, arnesi, oggetti, macchine, impianti, reti),
esprima un'organizzazione sociale di tipo tecnologico e che l'organizzazione
stessa sia Tecnologia, l'idea che la Tecnologia debba affrontare problemi
di sostenibilità ambientale, di sostenibilità socioculturale
e che anche gli artefatti tecnologici partecipino a problematiche di
etica, estetica ed economia: tutto questo sembra non aver spazio di
legittimità nell'ambito formativo.
Allora è a livello di elementari che il grande cambiamento va
auspicato e promosso e le categorie professionali di insegnanti e dirigenti
scolastici devono trovare intese, sintonie, alleanze con le organizzazioni
ed enti locali per mettere a punto un progetto comune e promuovere un
progetto concordato e sostenuto con vigore. Un progetto che inglobi
in un progetto unitario la scuola per l'infanzia e per l'adolescenza.
Un nuovo
progetto formativo per tutta la scuola di Base e dell'obbligo (con esplicita
presenza della componente tecnologica)
Gli insegnanti
di educazione tecnica e gli insegnanti elementari coinvolti nei moduli
tecnico-scientifici, quanti insomma si occupano della promozione della
formazione tecnologica si devono sentire impegnati ad elaborare un progetto
che abbia un suo andamento graduale e unitario dai bambini fino agli
studenti del biennio obbligatorio.
Certamente
bisogna insistere sulla gradualità e sulle caratteristiche di
ogni età.
Ecco allora che all'infanzia non si può proporre una formazione
tecnologica che si incentri sugli aspetti astratti, procedurali, algoritmici
e simbolici che pur ci sono nella Tecnologia.
Ai bambini
va offerta una Tecnologia del quotidiano,
cioè una Tecnologia conosciuta mediante gli oggetti tecnologici
che incontrano nella vita di ogni giorno, compresi i loro giocattoli
che sono portatori di un tasso tecnologico assai significativo e presentano
al loro interno l'occasione per confrontarsi con un numero significativo
di aspetti tecnologici, da quelli artigianali a quelle meccanici, da
quelli elettromeccanici fino a quelli digitali.
I bambini sono utenti usuali di Tecnologia, ma sono per lo più
utenti inconsapevoli e talvolta selvaggi. Oppure sono utenti intelligenti,
ma che comprendono solo gli aspetti in superficie della Tecnologia.
Non colgono aspetti del funzionamento e funzionalità interne
della Tecnologia.
I primi
due cicli
I primi
due cicli vanno pertanto incentrati
- sulla
conoscenza e l'uso degli oggetti tecnologici primari
avviando in modo facilitato e semplice alla lettura e considerazione
consapevole della struttura, della funzione, del significato sociale,
della forma e delle conseguenze nell'ambiente della presenza degli oggetti
tecnologici.
E questo sarà compito da espletare soprattutto nel primo ciclo
Poi progressivamente
ci si allargherà
- dalla conoscenza del singolo oggetto tecnologico al contesto
in cui l'oggetto tecnologico opera, funziona, ha senso, si situa, impatta,
ecc.
Per questo soprattutto nel secondo ciclo si considereranno le tecnologie
operanti in luoghi:
- le tecnologie dentro gli edifici (intesi come grandi oggetti tecnologici
al cui interno stanno molti oggetti tecnologici da usare, per lo più
collegati ad impianti tecnologici)
- le tecnologie dentro contesti più ampi di un edificio (isolati
e zone territoriali circoscritte; questi oggetti ampi in cui operano
e funzionano insiemi di oggetti tecnologici, si presentano sempre più
come reti anche se ancora prevalgono gli impianti)
E questo
sarà compito soprattutto del secondo ciclo.
I cicli
conclusivi della Scuola di Base
La Tecnologia successiva (ovviamente non sottovalutando mai o non dimenticando
l'importanza dell'educazione tecnologica mediante gli oggetti tecnologici
e i comportamenti sociali (individuali e di gruppo ad essi collegati)
- mostrerà attenzione per la città (intesa come il più
grande oggetto artificiale in cui operano una complessità interrelata
di tecnologie) con l'obiettivo di giungere all'idea di villaggio globale,
ossia di contesto tecnologico mondializzato e interrelato mediante reti
materiali ed immateriali.
In questa
fase verranno più esplicitamente affrontati aspetti di organizzazione
astratta e di visione generale di tipo tecnico-scientifico, soprattutto
per le correlazioni di sistema sul tipo di rapporti tecnologici tra
materia-energia-informazione.
La formazione di questa fase dovrebbe tendere a fornire conoscenza e
competenza da utente evoluto e consapevole delle reti tecnologiche.
Tutto questo dovrebbe riguardare il terzo ciclo e la fase che prepara
a giungere al biennio delle superiori e la conclusione dell'obbligo
scolastico, ossia la formazione di base del cittadino.
Il Biennio
della Superiore
Nel Biennio
della Superiore e nella fase conclusiva dell'obbligo si dovrebbe sviluppare
il pensiero critico sulla Tecnologia offrendo momenti formativi riguardanti:
- la valutazione
di impatto ambientale degli artefatti tecnologici
- il concetto di sviluppo sostenibile
- il problema della gestione energetica e le risposte tecnologiche alla
produzione ed erogazione di energia
- il quadro sociale dei processi tecnologici [bisogni sociali - progettazione
- produzione - distribuzione - manutenzione - gestione - restauro -
ripristino - dismissione (riciclo/smaltimento)]
- le ecotecnologie o tecnologie riparative (acquedotti, depuratori,
termorecupero, abbattimento fumi, smaltimento, ripristino del suolo,
restauro, architettura del paesaggio)
- questioni di etica e bioetica collegate all'uso e sviluppo della Tecnologia
- conoscenza delle principali tappe storiche dello sviluppo tecnologico
- elementi di design e di arti applicate come conoscenza culturale ed
estetica degli artefatti.
Questi
dovrebbero essere i gangli formativi della Tecnologia insegnata nel
biennio. Elementi irrinunciabili per la formazione di base del cittadino
appartenente ad una società tecnologicamente avanzata. E' anche
l'impianto per sviluppare quella prima strutturazione della personalità
autonoma e critica che dovrebbe essere tipica dell'adolescenza, con
l'offerta inoltre di strumenti culturali e valoriali per dar senso alla
partecipazione alla vita sociale in modo responsabile.
Certamente un quadro del genere richiede un grande impegno e aggiornamento
rivolto pure alla formazione dei docenti e dei Dirigenti scolastici.
Il Triennio
delle Superiori
Il triennio successivo delle Superiori dovrebbe condurre ad una formazione
specialistica e quindi anche alla presenza di aree disciplinari specialistiche
in Tecnologia, con un orientamento che pur non essendo del tutto professionalizzante
consenta almeno una visione di professionalità propedeutica.
E' altamente
auspicabile che vi siano uno o più indirizzi di triennio chiaramente
strutturati come Licei Tecnologici o Politecnici. In essi la Tecnologia
dovrebbe avere un posto significativo, ma anche negli altri indirizzi
(area umanistico-classica, scientifica, artistica e musicale) non dovrebbe
mancare l'area disciplinare Tecnologia, soprattutto come approfondimento
in termini culturali, sociali e d ambientali di quegli aspetti che si
sono indicati come nodi significativi per il biennio.
Abbiamo
di fronte impegni onerosi e non facili. Ma abbiamo anche la positiva
percezione che il nuovo orizzonte può portarci lontano dall'aria
stagnante e dalla condizione paludosa degli ultimi anni.
Occorre il coraggio dell'innovazione e della progettazione attuabile.
Non si deve essere progettisti solo di Tecnologia, ma anche di condizioni
nuove e favorevoli per le future generazioni.
Allegato
Sono ora
inserite alcune indicazioni più analitiche sulla proposta di
curricolo continuo per la Tecnologia dalla Scuola di Base alle Superiori.
E' solo uno spunto e una proposta per elaborare un progetto più
compiuto e più elaborato, tenendo conto delle variabili che vengono
da diversi contesti regionali e di maturazione sociale del paese.
CONTINUITA'
del processo formativo
La Tecnologia
è una forma di conoscenza; pertanto va prevista come componente
formativa in tutte le fasi scolastiche a partire dalla Scuola di Base
secondo un principio di Continuità, ossia Tecnologia lungo tutti
i livelli formativi.
Non va
affermato solo il principio di continuità, ma anche di Pervasività,
ossia di presenza non marginale della Tecnologia in tutti gli indirizzi
specialistici con una caratterizzazione differenziata negli indirizzi
secondo l'asse culturale preminente in ogni indirizzo stesso.
La Scuola
di base comunque non va considerata secondo una modesta offerta di formazione
tecnologica.
La formazione essenziale in Tecnologia deve mettere in grado di essere
utenti consapevoli, intelligenti, informati e responsabili.
I bambini
dei primi cicli della Scuola di Base è bene siano educati a leggere,
valutare e usare la Tecnologia soprattutto attraverso gli oggetti tecnologici
di uso quotidiano.
Il rapporto
formativo iniziale con la Tecnologia va espresso in relazione ad oggetti
tecnologici primari che i bambini incontrano nella loro vita di tutti
i giorni:
di tipo
tradizionale (tavoli, sedie, contenitori, arnesi manuali, arredo); di
tipo meccanico, dotati di ingranaggi e meccanismi (orologi, serrature,
arnesi a dinamismo manuale o mossi da forza muscolare umana o animale,
meccanismi azionati da ruote idrauliche, eoliche o con rotanti sospinti
da contrappesi); dotati di motore a combustione interna (macchine con
motore, auto, treni, battelli a motore, navi, aerei, elicotteri, ecc.);
di tipo elettromeccanico (es. elettrodomestici e macchine con motore
elettrico); di tipo elettrochimico (oggetti con pellicola, macchine
fotografiche, cineprese, videocamere, macchine a reagenti chimici, ecc.);
di tipo elettromagnetico con trasmissione a distanza (telefono, radio,
televisore, satelliti, ecc.); di tipo elettronico con presenza di microchip
e circuiti integrati (hi-fi, walkman, computer, cellulare, agende elettroniche,
ecc.); oggetti edilizi con impiantistica che assembli tutte le tipologie
di Tecnologia (dall'abitazione al grattacielo)
La Tecnologia
per la formazione di base va dapprima contestualizzata nelle abitazioni
ed edifici come luoghi tecnologici primari, ossia in ambiti ristretti.
Poi, progressivamente,
la Tecnologia può essere indagata per i suoi valori ed azioni
su contesti più estesi (insediamenti, città, territori).
In questa
logica per successione progressiva, l'indagine e il lavoro formativo
nella scuola primaria possono orientarsi al ruolo tecnologico espresso
da attività e produzioni per trattare materia -energia - informazione.
Verranno
allora considerate :
* le reti
tecnologiche energetiche (centrali elettriche, elettrodotti, trasformatori,
alternatori, ecc.)
* le reti di materiali (aria -acqua -suolo):
* acquedotti, reti
* idriche e fognarie, depuratori ed impiantistica di trasferimento
* metanodotti, oleodotti e reti di distribuzione
* tecnologie delle catene del freddo
* tecnologie per il trattamento dei rifiuti (smaltimento, discariche,
inceneritori)
* tecnologie di rete per l'informazione (reti telefoniche, radiofoniche,
televisive, telematiche)
Nell'ultima
fase della scuola di base la Tecnologia può essere orientata
all'educazione per il suo rapporto con il territorio.
E' il momento
in cui si può avviare al concetto e alla pratica della valutazione
di impatto ambientale.
Durante il percorso formativo della scuola primaria vanno comunque offerti
elementi di Progettazione e Design per oggetti, macchine ed impianti.
La Tecnologia,
in tutti i bienni della Superiore, dovrebbe svolgere un'approfondita
funzione educativa per la promozione di utenti di Tecnologia evoluti
che perciò abbiano:
- un quadro
aggiornato dei processi tecnologici ( analisi dei bisogni tecnologici,
progettazione, produzione, distribuzione, gestione, manutenzione, ripristino/restauro,
dismissione)
- elementi di filosofia per sviluppare strumenti di valutazione critica
dei contesti tecnologici, sociali e dei processi cognitivi
- una conoscenza e competenza per l'uso dei principali strumenti, oggetti,
macchine, impianti e reti ricorrenti nella vita sociale
- conoscenza e valutazione dei luoghi territoriali organizzati tecnologicamente
(edifici, isolati, città, infrastrutture territoriali)
- cultura della sostenibilità socioambientale e della pianificazione
del territorio
- cultura socioeconomica e tecnologie per la comunicazione (sistemi
di comunicazione con supporti tecnologici, Design,
- cultura valoriale ( rapporto tra Arte e Artefatti, Bioetica )
La Tecnologia
nel triennio della Superiore
si esprimerà secondo una prospettiva di cultura tecnologica specialistica
consona all'asse culturale primario e proprio di ogni indirizzo di Liceo.
Ogni liceo organizzerà il proprio curricolo con scansioni tematico-disciplinari
che contengano
- una quota nazionale
- una quota locale
- una quota selezionata di arricchimento della scelta formativa.
Quota
Nazionale
Fissa prevalentemente le tematiche fondamentali per offrire a tutti
gli studenti una cultura tecnologica comune e compartecipata:
- contenuti di base della presenza tecnologica ( oggetti, macchine,
impianti e reti )
- concetti fondamentali di gestione tecnologica (sostenibilità,
valutazione di impatto ambientale)
Le aree
disciplinari di riferimento saranno:
- TECNOLOGIA
O CULTURA TECNOLOGICA GENERALE
- DISEGNO E SISTEMI DI RAPPRESENTAZIONE TECNOLOGICA
- DESIGN E ARTI APPLICATE
- MULTIMEDIALITA'
Quota
locale
Fissa prevalentemente i livelli e gli obiettivi di formazione legati
a:
- le caratteristiche
della cultura locale, soprattutto regionale
- le tendenze ed orientamenti, i bisogni e le tradizioni del tessuto
imprenditivo e socioeconomico dell'area territoriale di riferimento
dove operano le scuole regionali;
- le necessità della tutela ambientale della regione e dei suoi
ecosistemi ed insediamenti (gestione tecnologica sostenibile, produzione,
reperimento di risorse, distribuzione degli artefatti, reperimento ed
erogazione di energia, acqua; trattamento dei fumi ed emissioni; mantenimento
dell'integrità dei suoli; sistemi di produzione e diffusione
di informazioni; reperimento e distribuzione di materie e materiali,
tutela e/o produzione di forme di florafauna
Quota
di arricchimento dell'offerta formativa
E' relativa alla specificità del singolo liceo o licei consociati.
Promuove competenze tecnologiche molto particolari e settoriali per
studenti e docenti. Incentiva forme specifiche e mirate sui bisogni
dell'utenza, soprattutto per:
- multimedialità
funzionale alla specificità del liceo
- telematica ed Internet
- stages adatti alla connessione con aziende e interfacce culturali
e gruppi artigianali;
- esperienze applicate di CAD/CAM
- progetti di interscambi a distanza
- approcci ad esperienze di telelavoro, teleconferenze, lavori on line
- applicazioni di tecnologie per la tutela e il ripristino ambientale
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