BARDOLINO - 12/14 marzo 2002

 

MINISTERO DELL'ISTRUZIONE
DELL'UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA

Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici

In collaborazione con A.N.I.A.T.
Associazione Nazionale Insegnanti Area Tecnologica


POLO LICEALE GUARINO VERONESE
San Bonifacio (VR)


L'Educazione Tecnologica nella Scuola Secondaria
Seconda Fase


Seminario di produzione per Docenti
degli Istituti di Istruzione Secondaria di primo e di secondo grado


Bardolino 12 - 14 marzo 2002


SINTESI DEI LAVORI DI GRUPPO


INDICE


1. PREMESSA 3
2. RELAZIONI E CONTRIBUTI 3
3. MATERIALE PROPEDEUTICO AI LAVORI DI GRUPPO 12
4. GRUPPI DI LAVORO ED OGGETTO DELLE ATTIVITA' SEMINARIALI 18
4.1. RISULTATI DEI LAVORI DI GRUPPO: I PARADIGMI FONDANTI 18
4.2. OBIETTIVI DI CAPACITA' 19
4.3. CONOSCENZE ED ATTIVITA' 20
4.4 ABILITA' TRASVERSALI …………………………………………….………….…..21
5. CONCLUSIONI…………………………………..………………………………………...….22


1. PREMESSA
I lavori del seminario, qui sintetizzati, hanno costituito il naturale seguito del Corso di formazione svoltosi a Garda dal 4 al 6 dicembre 2001 con la presenza sostanzialmente degli stessi partecipanti.

Mentre il focus del seminario precedente era consistito in una riflessione ad ampio spettro sul riconoscimento di uno specifico formativo della cultura tecnologica, il seminario di Bardolino ha avuto per oggetto la definizione dei contenuti formativi ed orientativi per la disciplina nella scuola dell'obbligo.

Il seminario di Bardolino si è svolto in pratica immediatamente prima che fosse reso noto il disposto di Delega al Ministro dell'Istruzione per la riforma della scuola. I risultati dei lavori di gruppo hanno quindi assunto un doppio significato:
§ quello di una elaborazione di tracce operative per la definizione di contenuti disciplinari e per il loro inserimento nel corpus formativo della scuola dell'obbligo, in particolare in quello della scuola secondaria di primo e secondo grado;
§ quello di un auspicio che l'esigenza di integrazione ed arricchimento dell'offerta formativa, determinato proprio dall'educazione tecnologica, trovi idoneo accoglimento nel percorso di riforma della scuola. (torna all'indice)

2. RELAZIONI E CONTRIBUTI
Appare utile richiamare, preliminarmente alla presentazione dei risultati dei lavori di gruppo, i contenuti degli interventi introduttivi ai lavori e del materiale documentario fornito poiché essi hanno, per un verso, richiamato all'attenzione dei partecipanti i risultati della riflessione sull'educazione alla cultura tecnologica e, per altro verso, hanno costituito le coordinate di riferimento dei lavori stessi.

Il Prof. Stefano Quaglia, aprendo i lavori, ha fatto presente la delicatezza del momento per la ridefinizione dei contenuti e delle valenze educative del Liceo Scientifico Tecnologico; ha fatto presente che l'obiettivo primario dell'incontro deve essere costituito dalla produzione di materiale di riferimento da veicolare alle sedi istituzionali opportune; infine ha sottolineato la sostanziale modifica che viene a configurarsi con il cambiamento dell'attuale scuola media da Secondaria di primo grado a Primaria di secondo grado e dalla collocazione dell'esame conclusivo di fine del primo ciclo di istruzione.

Il Prof. Gian Piero Benente, del Consiglio Nazionale MIUR, ha presentato i contenuti del prossimo Decreto di Delega, per quanto noto al momento, con l'avvertenza che fino alla sua emanazione essi non potessero considerarsi definitivi. Il Decreto di Delega fissa le linee generali della riforma concedendo 24 mesi al Ministro per l'emanazione dei Decreti legislativi attuativi: ciò, se comporta che saranno necessari almeno tre anni per la completa attivazione della riforma, significa anche che per tutti gli interessati è ancora possibile intervenire. Riferimenti per il prosieguo della riforma vanno considerati, oltre al Decreto di delega, il documento "Bertagna" e, per quanto abrogata, la L. 30 / 2000 in particolare per la parte relativa ai curricoli. In merito alle prospettive per la cultura tecnologica le indicazioni presenti nel Decreto non fanno riferimenti precisi in merito, se si escludono le tecnologie informatiche. E' evidente (in particolare ai partecipanti al Corso) che ricondurre la problematica della cultura tecnologica all'alfabetizzazione informatica risulta decisamente limitativo. In merito alla ripartizione delle ore tra le diverse discipline di Decreto non dice nulla; sembra comunque consolidata la tendenza ad una limitazione del quadro orario costituito dalla quota nazionale e da quella locale (non è più definibile la proporzione fra le due componenti) di discipline obbligatorie completate dai laboratori facoltativi. In questo senso va ribadita la necessaria collocazione dell'educazione tecnologica nell'ambito delle discipline fondative. Nel nuovo progetto di riforma appare evidente l'intenzione di migliorare la qualità dell'apprendimento in termini di acquisizione di conoscenze e sviluppo di capacità, concentrando l'attenzione ed i contenuti di ogni disciplina sulle conoscenze ritenute fondamentali. In effetti per tutte le discipline si può constatare come il complesso delle conoscenze proposto (o previsto) sia sicuramente troppo vasto; è quindi necessaria, all'interno di ogni disciplina, una seria operazione di semplificazione verso i contenuti veramente importanti per una seria preparazione basilare. Per quanto riguarda i vari livelli di scolarità:
- nella scuola elementare, considerando il riferimento all'alfabetizzazione informatica come un punto di partenza, sembra possibile costruire una proposta didattica più completa che comprenda anche la dimensione tecnologica del sapere;
- per la scuola media è presumibile che nel piano di studi vi sia ancora una disciplina che sia l'evoluzione dell'attuale Educazione Tecnica e che potrebbe chiamarsi Educazione Tecnologica, più o meno con i contenuti già elaborati per la riforma dei cicli;
- per la scuola superiore (biennio), per dare continuità alla disciplina già svolta nella scuola media fino alla conclusione dell'obbligo, si dovrebbe pensare ad una disciplina che abbia come obiettivo primario l'analisi critica dei problemi esistenti tra realtà tecnologica, ambiente ed uomo.

La Prof.ssa Maria Famiglietti ha segnalato come si rischi di trovarsi in una situazione paradossale: da una parte non v'è alcun dubbio che la tecnologia esista da sempre e che produca i suoi artefatti in misura sempre più rilevante e che nel ventesimo secolo sia stata l'elemento culturale più rivoluzionario ed incisivo, dall'altra parte come ci si trovi in difficoltà quando si prova a definire la tecnologia come scienza autonoma. Occorre perciò individuare prioritariamente per la tecnologia un proprio dominio di riflessione. E' necessario quindi applicare modelli di analisi epistemologica, al pari di quanto avviene per le altre discipline, per ricavarne l'ossatura portante ed i problemi dai quali scaturiscono i paradigmi che ne definiscono i concetti portanti e gli oggetti propri. La produzione è il dominio proprio della tecnologia, mentre i suoi epistemi sono: problema / bisogno, risorse, processo, artefatto, impatto, controllo. Le questioni fondamentali che bisogna porsi di fronte a questa disciplina sono del tipo: "Che cos'è la tecnologia?" "A cosa serve?" "Quali sono i segni della tecnologia nell'ambiente?". Le differenti risposte ad esse, esplicite o implicite, sono in relazione al contesto storico in cui esse sono state formulate dagli uomini e dalle culture che, con la tecnologia, hanno costruito il proprio mondo artificiale e modificato l'ambiente naturale. L'analisi epistemologica, ancora, è importante per guidare tempestivamente gli alunni a conoscere e comprendere, accanto al dominio ed agli epistemi della disciplina, la variabilità e la diversità dei paradigmi attraverso i quali esistono e coesistono differenti visioni della tecnologia.


L'impostazione del curricolo può avvenire secondo diverse (non necessariamente univoche) scuole di pensiero:
- lavorare per concetti, costruzione di una matrice cognitiva e della rete concettuale, "sapere ingenuo";
- logica di approccio ai problemi: problem posing, problem solving (ricerca del pensiero divergente), molto congeniale alla disciplina in quanto la tecnologia è nella sua essenza un agire intenzionale su materia ed energia per il soddisfacimento di bisogni-necessità, vale a dire un processo di soluzione dei problemi tramite artefatti;
- modello RA.RE.CO.: rappresentazione - relazioni - comunicazione (vedi Progetto ICARO - IRRSAE Sicilia, 2000); sapere concettuale (denominazione, definizione, funzione, partizione, caratteristiche) e sapere procedurale (diagrammi di flusso, comunicazione paratattica ed ipotattica).
Ciascuna disciplina, sia dal punto scientifico che sul piano educativo, è dotata di congegni trasversali al proprio interno e di nessi interdisciplinari: tra essi per la Tecnologia va sottolineata la modellizzazione intesa come processo di lettura dell'artefatto. Guidare i giovani alla costruzione di modelli significa sviluppare in essi capacità cognitive e operative trasversali basate sulla presa di coscienza di attività mentali basilari quali l'analisi, l'istituzione di relazioni, la sintesi. I contenuti da proporre nelle varie fasi della didattica possono essere ricondotti all'interno di alcuni "contenitori": i fattori di produzione (natura: materiali ed energia; capitale: macchine e denaro; lavoro: risorse umane ed organizzazione), gli ambienti di produzione (territorio: aspetti organizzativi sia produttivi che abitativi; industria e commercio: in quanto ambienti fisici, tecniche ed organizzazione; trasporti: reti e mezzi; strumenti di comunicazione: tecniche, codici e linguaggi, reti, tecnologia dell'informazione), i comportamenti conseguenti al fenomeno della produzione (relativi agli impatti della tecnologia; riguardanti la sicurezza e la tutela della salute e degli ambienti). Per quanto riguarda infine l'articolazione del curricolo:
- nella prima fase della scolarizzazione di base, occorre lavorare sugli epistemi, guidando i bambini a comprendere il significato di ciascuno di essi e le interrelazioni che li connettono;
- negli anni conclusivi della scuola di base, l'obiettivo da proporre ai preadolescenti è la comprensione dei sistemi nei quali si articola la tecnologia, con particolare riferimento ai contenitori summenzionati;
- solo nella scuola superiore (triennio) il curricolo si focalizza sulle diverse specializzazioni per quanto riguarda gli indirizzi tecnologici, con l'obiettivo comunque di fornire competenze di carattere formativo e non una precoce specializzazione; negli indirizzi non tecnologici è auspicabile uno studio della tecnologia mirato ad approfondire le connessioni e le implicazioni con l'economia, le scienze, l'ambiente, la società.

Il Prof. Gabriele Righetto, con i suoi contributi scritti, parte dalla considerazione che la Tecnologia è protagonista nei fatti, ma non è protagonista nella coscienza culturale affermata. Definisce come proprio della Tecnologia il dominio della trasformazione gestita intesa come il processo che abbraccia l'intero arco di vita di un artefatto che comprende sicuramente le seguenti fasi: ideazione / progettazione, valutazione di impatto ambientale, produzione, distribuzione, uso, manutenzione, riciclo, dismissione, sostenibilità ambientale e culturale; all'interno del processo ogni singolo passaggio è a sua volta un atto di trasformazione che richiede di essere coordinato e compatibile con l'insieme. La Tecnologia, per esprimersi ha bisogno di un patrimonio di conoscenze, abilità, competenze e propensioni valoriali (paideia); la Tecnologia esprime la tensione allo sviluppo di una persona umana in grado di evolvere se stessa in libertà, agendo attivamente nell'ambiente e sulle proprie potenzialità mentali e corporali, in rispetto dell'equilibrio dinamico dell'ecosistema e per l'evoluzione della compagine umana (humanitas). La cultura degli artefatti è, almeno dall'Illuminismo in poi, un'impresa collettiva che considera un valore il lavoro d'insieme e l'etica del team. Questa prospettiva della paideia e dell'humanitas si configura come Tecnoumanesimo. In questo senso la Tecnologia, come sempre, non è né buona né cattiva: ha bisogno di un'etica chiaramente orientata alla salvaguardia progressiva dell'ambiente ed all'evoluzione potenziale delle specie viventi fra le quali l'uomo. La modalità specifica cognitiva della Tecnologia viene sintetizzata nel concetto di Pensiero Plastico. Caratteristiche del Pensiero Plastico sono:
· un approccio conoscitivo complessivo che abbraccia le molteplici componenti dell'esistente (macroscopiche, microscopiche e multipercettive) sia esso naturale che artificiale;
· una lettura dell'esistente secondo diversi punti di osservazione;
· una conoscenza in sequenza spazio - temporale dei luoghi e dei tempi in cui agisce l'artefatto;
· la conoscenza sia della spazialità esterna (superficie) che della spazialità interna dell'artefatto, sia attraverso l'esplorazione diretta che la rappresentazione (con gli strumenti del disegno sia tradizionali che digitali);
· la considerazione degli elementi caratterizzanti la Tecnologia contemporanea: gli artefatti estesi (territoriali, ecologici, della spazialità digitale).
Sottolinea come le persone che vogliano e possano avere una formazione più completa ed evoluta non sono quelle che perseguono una formazione settoriale, quanto piuttosto una formazione complessa ed articolata con compresenza di componenti umanistiche, scientifiche e tecnologiche. Si tratta dunque di attivare (nella scuola e nella società) una formazione unitaria ed integrata, che deve da un lato cogliere la specificità e la distinzione delle forma culturali umanistiche, scientifiche e tecnologiche, ma che dall'altro lato deve favorire una visione ed una operatività interrelate dei diversi saperi ed operatività. E, affinché questa formazione sia effettivamente integrata, la proposta e lo sviluppo delle tre componenti culturali deve essere contestuale e non dilazionata: deve cioè avvenire fin dai primi livelli di scolarizzazione. E' ben evidente come questo processo formativo unitario trovi tra i suoi principi formativi irrinunciabili quelli della gradualità e della contestualizzazione (peraltro andrebbe contestualizzato anche il riferimento del processo evolutivo di crescita dei giovani ad un contesto info-industriale decisamente diverso da quello agrario-artigianale e industriale in cui e per cui esso è stato originariamente sviluppato: i ragazzi di oggi non sono più quelli di una volta). Per quanto riguarda quindi la formazione di una cultura tecnologica, un nuovo progetto formativo per la scuola di base e dell'obbligo può articolarsi come segue:
- nei primi due cicli della scuola di base va offerta ai bambini la Tecnologia del quotidiano: conoscenza ed uso degli oggetti tecnologici primari (struttura, funzione, significato sociale, forma, conseguenze nell'ambiente della presenza di oggetti tecnologici) allargando progressivamente la conoscenza dal singolo oggetto tecnologico al contesto in cui esso opera, funziona, ha senso, ma ad un contesto ancora "vicino", delimitato (l'abitazione, la scuola, l'edificio, zone territoriali circoscritte e familiari);
- nei cicli conclusivi della scuola di base l'attenzione verrà allargata alla città, intesa come il più grande oggetto artificiale in cui opera una complessità interrelata di tecnologie, fino all'idea di villaggio globale ed alle conoscenze/competenze per l'utilizzo consapevole delle reti tecnologiche; in questa fase vanno affrontati gli aspetti di organizzazione astratta e di visione generale di tipo tecnico-scientifico, con particolare riferimento ai rapporti tecnologici materia-energia-informazione;
- il biennio della scuola superiore, fase conclusiva dell'obbligo scolastico, dovrebbe essere mirato allo sviluppo del pensiero critico sulla Tecnologia, con momenti formativi riguardanti la valutazione di impatto ambientale degli artefatti tecnologici, il concetto di sviluppo sostenibile, il problema della gestione energetica, il quadro sociale dei processi tecnologici, le ecotecnologie, le questioni di etica e di bioetica collegate all'uso ed allo sviluppo della Tecnologia, le principali tappe storiche dello sviluppo tecnologico, elementi di design e di arti applicate.
Nel triennio delle Superiori specificatamente ad indirizzo Liceale - Tecnologico (o Politecnico) le aree disciplinari specialistiche dovrebbero avere principalmente la finalità di un orientamento che consenta anche una professionalità propedeutica. Negli altri indirizzi liceali non dovrebbe comunque mancare un'area disciplinare tecnologica soprattutto come approfondimento in termini culturali, sociali ed ambientali di quegli aspetti indicati come nodi significativi per il biennio.

Il Prof. Gino Cappè richiama nei suoi interventi la necessità di individuare i saperi essenziali, nel mondo contemporaneo, per sviluppare un'azione formativa idonea a fronte delle rapide trasformazioni in corso. Le principali trasformazioni sono individuate in:
§ le innovazioni tecnologiche applicate alle modalità di elaborare, trasmettere e registrare dati e messaggi;
§ lo sviluppo delle tecnologie per la produzione e la trasformazione dei materiali e per l'ottimizzazione dei processi produttivi;
§ le trasformazioni sociali e culturali relative alla sfera comunicativa e relazionale.
L'obiettivo di questa riflessione deve essere quello di far affiorare, nell'impianto strutturale di ogni disciplina, la struttura reticolare della conoscenza, per individuare i nuclei fondanti, le relazioni che li collegano, i percorsi individualizzati che risultano possibili.
Nell'individuare i contenuti disciplinari e l'organizzazione didattica bisogna ricercare una risposta alla domanda di fondo: per quale uomo e per quale cittadino si intende progettare la formazione? Con questo scopo vanno definite le scelte curricolari ed individuata la mappa delle conoscenze - competenze - capacità ritenute indispensabili per affrontare le formidabili sfide della globalità e della complessità. Per curricolo deve quindi intendersi l'insieme delle situazioni di apprendimento mediante le quali gli insegnanti dispongono un sistema di fattori interagenti che rendono possibile l'istruzione; è l'insieme dei percorsi formativi progettati in funzione degli esiti attesi (sapere, saper fare, saper essere; G. Righetto, con riferimento alla Tecnologia, aggiunge saper far fare), per soddisfare il complesso dei bisogni degli allievi che costituiscono gli apprendimenti necessari alla loro formazione ed all'orientamento. Nella costruzione del curricolo una scelta di fondo consiste nella individuazione delle cose da far apprendere e nella relativa legittimazione. Particolarmente attuale è il concetto di sapere dinamico, funzionale e contestuale al servizio di chi apprende ed utilizza la conoscenza come risorsa e strumento per formare le competenze. Obiettivo del processo formativo non è quindi la conoscenza ma la sua utilizzazione, teorica e pratica, in un determinato contesto storico. La capacità di utilizzare e padroneggiare una conoscenza è quello che si definisce come competenza. Per gli anni futuri è necessario poter disporre di un sistema educativo di alta qualità che sappia coniugare le tre grandi dimensioni della conoscenza: la cultura umanistica, la cultura scientifica e la cultura tecnologica. La Tecnologia è uno dei linguaggi fondamentali del nostro tempo ed è senza dubbio il fondamentale elemento dinamico dell'attuale società. Per stabilire qual è il sapere tecnico e tecnologico essenziale da far apprendere nella scuola occorre analizzare come i saperi sono utilizzati nel momento lavorativo. La struttura concettuale del sapere tecnico e tecnologico da far apprendere va ricercata e definita in ciò che sta a fondamento strutturale delle esperienze tecniche e tecnologiche implicate nelle attività lavorative. In molti settori del mondo del lavoro l'utilizzazione del sapere è un fatto rigoroso, perché altrimenti salta tutto un processo; questa rigorosità, che proviene non tanto dall'accademia ma dai luoghi di produzione, fa parte dell'attuale cultura tecnologica. Le competenze culturali, operative, metodologiche, consocitive, interpretative e comunicative che se ricavano possono essere così elencate: capacità di porsi e risolvere i problemi; di prendere decisioni; di comunicare efficacemente; di usare le tecnologie dell'informazione e della comunicazione per la ricerca, la rappresentazione e la comunicazione; di cooperare e lavorare in gruppo; di utilizzare i paradigmi scientifici per le applicazioni pratiche; di selezionare le tecnologie e le tecniche appropriate; la conoscenza di termini, simboli, modelli, leggi, teorie, principi, concetti, metodi, strumenti, linguaggi, procedimenti; l'operatività, intesa come insieme di operazioni tecniche che consentono di ottenere un preciso risultato; la finalizzazione delle attività; il carattere normativo delle attività tecniche; la sperimentazione e la metodologia progettuale; la verifica oggettiva del risultato; la consapevolezza della storicità dello sviluppo delle conoscenze tecniche e tecnologiche. Si insegna ad apprendere, a capire nel momento in cui il ragazzo è posto davanti ai problemi che le discipline intendono risolvere. La progettazione, in ambito didattico, è un prezioso strumento per abituare l'alunno ad individuare i problemi, a prefigurare possibili soluzioni, ad organizzare il suo intervento secondo varie fasi in un percorso razionale. Il progetto si definisce attraverso una costante interazione tra teoria e prassi, dove sono sicuramente privilegiate le competenze rispetto all'accumulo di conoscenze, ma dove è altrettanto presente la consapevolezza che le conoscenze sono fonte essenziale per lo sviluppo delle competenze stesse. Come procedura didattica idonea ad individuare i nuclei fondanti disciplinari, le relazioni che li collegano e per offrire percorsi individualizzati viene proposta la didattica modulare. Per modulo si intende un segmento di un programma di istruzione fortemente strutturato e ad alta omogeneità interna relativo ad aspetti epistemologicamente portanti della proposta di istruzione. Le principali ragioni di questa opzione vanno rintracciate:
- nella crescita del sapere che è ormai di tipo esponenziale e determina la necessità di un costante aggiornamento; i saperi trasmessi dalla scuola invecchiano oggi più celermente che nel recente passato; è necessario strutturare curricoli capaci di far acquisire agli alunni saperi stabili e capitalizzabili per giungere a reticoli di conoscenze; la didattica tradizionale e l'attuale organizzazione scolastica ipotizzano e determinano processi di apprendimento di tipo lineare; le più recenti teorie dell'apprendimento delineano una situazione più complessa ed articolata descrivibile ricorrendo a strutture reticolari caratterizzate da rimandi plurimi tra i nodi e che permettono collegamenti meno rigidamente definiti e individualizzabili;
- nella formazione culturale continua, che prefigura uscite periodiche dal mondo del lavoro e rientri nei diversi livelli di istruzione e formazione; si tratta anche di un problema di certificazione delle competenze acquisite nella scuola, come pure di passare da una scuola in cui le conoscenze sono "raccontate" ad una scuola in cui le conoscenze sono "dimostrate" dalle performance degli alunni;
- nella individualizzazione della formazione, sottesa dal modello reticolare della conoscenza; l'individualizzazione presuppone un sistema di verifiche delle caratteristiche cognitive e affettivo-motivazionali di ciascun allievo e di tutti gli allievi di un gruppo; significa anche un controllo continuo sulle molte variabili comprese in stili diversi di apprendimento, nei processi di recupero e di sostegno, nelle occasioni offerte di consolidamento ed arricchimento delle conoscenze.

La Prof.ssa Anna Messinese nel suo contributo esemplifica la procedura di costruzione di un modulo didattico tramite l'utilizzo del diagrammi a blocchi e del P.E.R.T. (Program Evaluation and Reriew Technique). Queste tecniche permettono di definire le attività necessarie (unità didattiche) al suo completo svolgimento, i loro mutui legami logico-temporali, i tempi massimi di realizzazione. L'applicazione di queste procedure ai diversi moduli didattici permette inoltre di verificare la realizzazione dell'intera programmazione e, quindi, le eventuali necessità di adattamento al livello socio-culturale, al grado di preparazione ed ai tempi di apprendimento degli studenti. La programmazione così ottenuta permette anche al Consiglio di Classe di verificare periodicamente i risultati raggiunti e di adeguare la programmazione didattica alla realtà riscontrata.
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3. MATERIALE PROPEDEUTICO AI LAVORI DI GRUPPO
Il materiale distribuito per il seminario comprendeva, unitamente alla Sintesi dei lavori di gruppo del seminario di Garda (4-6-dicembre 2001) approntata dalla Prof.ssa Anna Messinese, anche diversi documenti da utilizzare quale riferimento operativo per lo svolgimento dei lavori di gruppo e che li hanno indirizzati significativamente.

L'Isp. Giuseppe Marucci con il suo contributo puntualizza il profilo culturale del Liceo Scientifico - Tecnologico. Obiettivo formativo del Liceo Scientifico - Tecnologico è quello di fornire una cultura tecnologica elevata e competenze congrue, senza per questo determinare scelte professionali precoci. Il L. S-T mira alla formazione degli alunni nel riferimento del Tecnoumanesimo ponendo attenzione agli sviluppi delle nuove tecnologie ed alla necessità di mantenere i valori acquisiti nella cultura umanistica e i riferimenti metodologici e teorici della cultura scientifica. La tecnologia va intesa come Scienza della Progettazione e della Trasformazione ed è sintesi tra gli aspetti teorici astratti del sapere scientifico tecnologico e gli aspetti progettuali produttivi. Essa tende a fornire ai giovani gli strumenti necessari per operare efficacemente con le nuove competenze tecnologiche ed a formare cittadini consapevoli e critici, flessibili e capaci di padroneggiare anche competenze espressivo - comunicative. La tecnologia si pone come risposta organizzata ai bisogni ed ai desideri producendo trasformazioni gestite, il cui insieme costituisce il mondo dell'artificiale. Il L. S-T comprende le specificità delle due componenti generatrici: la licealità come itinerario formativo culturale e civile e la tecnologia come modalità di espressione e realizzazione delle attività umane; la ricomposizione delle due componenti mira alla costruzione di personalità autonome in grado di approcciare ed affrontare lo specifico delle applicazioni tecnologiche nelle diverse attività umane con atteggiamento e mentalità critica.

Il Documento base sul curricolo dell'Educazione Tecnologica dalla scuola primaria alla scuola secondaria di 1° grado è, rispetto a quello relativo alla scuola secondaria, più strutturato e con un grado di elaborazione più avanzato; lo stesso documento contiene premesse, scelte didattiche e riferimenti che costituiscono il "taglio di fondo" di entrambi i documenti base. Partendo dalla constatazione dei profondi e sostanziali cambiamenti indotti dalla tecnologia nella società contemporanea in moltissimi ambiti di vita, si propone un percorso formativo che realizzi un costante e dinamico equilibrio tra capire, concettualizzare, organizzare e fare, tenendo conto delle specificità proprie degli allievi; esso deve costituire un curricolo verticale dai 5 ai 18 anni formato da attività e insegnamenti connessi alla cultura tecnologica con lo scopo di:
§ rendere consapevoli i giovani di come si struttura una parte importante della società;
§ far acquisire saperi relativi al mondo degli artefatti;
§ dotare i giovani di competenze indispensabili per inserirsi efficacemente nella società come cittadini e come lavoratori;
§ inquadrare storicamente la tecnica sia nei rapporti con la scienza che con lo sviluppo economico.
La cultura tecnologica si propone di far acquisire alle ragazze ed ai ragazzi strumenti operativi e concettuali (in costante equilibrio dinamico) che permettano loro di interagire con il mondo costruito. Operare con gli artefatti significa sviluppare competenze reticolari, riferite ai diversi tipi di conoscenza, e imparare a utilizzare strutture, procedure e linguaggi tipici di tali saperi. Sono quindi necessari sia momenti di insegnamento specifici che momenti di attività trasversali. L'azione formativa verso la dimensione del fare e del progettare implica anche l'utilizzazione di forme e metodologie dell'apprendere proprie di contesti esterni alla scuola. Bambini e bambine, ragazzi e ragazze devono essere aiutati a capire come i prodotti della tecnologia costituiscano potenti strumenti di estensione delle prestazioni umane, ma che sono i valori di una società a determinare ogni scelta di utilizzo e di sviluppo delle tecnologie stesse.
Sono quindi individuate quattro macro-competenze che costituiscono gli obiettivi specifici dell'apprendimento della cultura tecnologica (N.B.: nei documenti successivi queste macro-competenze sono anche chiamate paradigmi o dimensioni); esse sono ricorrenti in tutte le fasi del primo ciclo per giungere a generare competenze diversificate a seconda della progressione verticale del curricolo. Queste quattro macro-competenze si identificano in:

Interpretare il mondo costruito dall'uomo: essere competenti a ricostruire e rappresentare le caratteristiche dei sistemi e degli oggetti tecnologici per quanto concerne la forma, le funzioni, la funzionali, i materiali
Produrre ed organizzare: essere competenti nel seguire, comprendere e predisporre processi e procedure allo scopo di ideare, progettare e realizzare oggetti, fisici o virtuali, seguendo una definita metodologia progettuale
Contestualizzare la tecnologia e la sua evoluzione nell'ambiente e nella società: essere competenti nel mettere in relazione la tecnologia con i contesti socio-ambientali cogliendo la loro dimensione storico-culturale attiva e passiva
Competenze trasversali: che attengono in particolare al saper attivare processi di analisi e di analogia, correlare dati, formulare ipotesi e verificarle, commisurare i mezzi ai fini, valutare e validare processi e prodotti, sequenzializzare le azioni rispetto ad un obiettivo, costruire e rappresentare modelli logici e analogici, progettare - organizzare - realizzare un oggetto e un processo, raccogliere - organizzare - elaborare informazioni.

Per lo sviluppo del pensiero tecnologico si presenta la seguente progressione del curricolo:
a) partire da attività semplici (ad es.: smontaggio e rimontaggio di oggetti di uso comune) per cogliere il legame funzione - struttura;
b) sviluppare l'osservazione, l'analisi e la rappresentazione dei processi artificiali per imparare a riorganizzare il sapere con l'uso di strumenti iconografici e di modelli logici;
c) selezionare le conoscenze secondo ottiche differenti attraverso azioni di ricerca sulla natura delle componenti di un oggetto/processo, sulle procedure e sul controllo;
d) promuovere la progettualità, da una situazione problematica alla ricerca di soluzione ed alla loro realizzazione, promuovendo il pensiero divergente, le capacità operative e di verifica/revisione;
e) realizzare attività di simulazione, reale o virtuale, volta l'analisi degli effetti prodotti per educare a cogliere le relazioni, a cercare regole di comportamento, a leggere le situazioni in termini sistemici, a confrontare gli esiti.
Il curricolo verticale potrebbe svilupparsi attraverso:
· attività interne ai campi di esperienza per la scuola dell'infanzia;
· attività modulare integrata nei diversi ambiti disciplinari per il primo triennio della scuola primaria
· insegnamento disciplinare con moduli organicamente inseriti nel percorso curricolare collegialmente definito per il secondo biennio della scuola primaria e per la scuola secondaria di primo grado;
· insegnamento disciplinare per le T.I.C. nel primo biennio della ciclo secondario;
· insegnamenti disciplinari per gli indirizzi dell'intero ciclo secondario con terminalità tecniche;
· attenzione particolare al mondo dell'artificiale e dei suoi effetti all'interno degli altri temi negli altri indirizzi del ciclo secondario.
Il documento si completa con la presentazione degli obiettivi di insegnamento relativi alle competenze degli alunni per ciascuna delle macro-competenze e per ciascuno dei livelli funzionali della scuola del primo ciclo (1° biennio, 2° biennio, secondaria di primo grado).

Il Documento base sul curricolo dell'Educazione Tecnologica nella scuola secondaria di 2° grado è, come detto, più generale e costituisce ancora una base di discussione per la definizione del curricolo relativo. Il documento prende atto del richiamo alle tecnologie informatiche presenti nei documenti ufficiali; se è ben vero che questa nuova dimensione (della comunicazione e dell'informazione) deve trovare uno spazio specifico nella nuova scuola, anch'esso deve essere indirizzato ad un uso "etico" consapevole ed utile per l'umanità. Come la trasformazione e la produzione sono mirate a soddisfare bisogni, esigenze e desideri degli uomini ed a trovare un equilibrio tra ambiente modificato ed ambiente reale, così le nuove T.I.C. debbono essere mirate a soddisfare bisogni, esigenze e desideri e debbono trovare un equilibrio sostenibile tra ambiente reale ed ambiente virtuale. Peraltro il grande capitolo della multimedialità sta modificando significativamente modi e costumi di vita, di apprendimento, di produzione: viene meno la centralità simbolica dell'alfanumerico, ogni cittadino della società info-industriale può e deve essere allo stesso tempo produttore ed utente e vanno sviluppati processi di apprendimento che si avvalgono della ragione connettivante fortemente attiva nel contesto digitale. Questo traghettamento al digitale comporta l'esigenza di una nuova alleanza tra i saperi fondanti (umanistici, scientifici, tecnologici, epistemici ed organizzativi). In una prospettiva di Tecnoumanesimo bisogna promuovere nelle nuove generazioni atteggiamenti di responsabilità per una tecnologia sostenibile socialmente ed ambientalmente. Va posta anche la questione dell'integrità relazionale e della percezione della qualità formale dei prodotti artificiali e degli ambienti in cui gli artefatti ed i prodotti biologici sono presenti e convivono. Per proseguire il percorso formativo iniziato fin dai primi anni di scuola, è necessario che la cultura tecnologica entri nel curricolo come elemento culturale di base anche nel bienni conclusivo dell'obbligo scolastico. Vengono quindi proposti alcuni temi in grado di contribuire a sviluppare il pensiero critico sulla Tecnologia (meta-obiettivo per il biennio della scuola secondaria) riferiti al rapporto produzione - uomo - ambiente: valutazione di impatto ambientale; produzione, erogazione e gestione dell'energia; quadro sociale ed economico dei processi tecnologici; conoscenza delle principali eco-tecnologie in grado di mantenere livelli di sostenibilità dei principali fattori ambientali (il documento propone lo studio di esse, ma il dettaglio proposto sembrerebbe più proprio di un triennio ad indirizzo specifico); questioni di etica e di bioetica; conoscenza delle principali tappe storiche dello sviluppo tecnologico; conoscenza del mondo del lavoro; sistemi organizzativi dei luoghi di lavoro e dei servizi; elementi di design e di progettazione industriale; elementi di economia ambientale. A questa elencazione dei temi, che è evidentemente una proposta in progress, dovrebbero comunque essere aggiunti alcuni altri temi relativi a questioni di elevato impatto antropico e sociale quali: la produzione e diffusione delle informazioni e della cultura, l'apporto tecnologico agli aspetti sanitari individuali e societari, il lavoro e la produzione telematica.
Questa cultura tecnologica dovrebbe inoltre porsi come uno dei saperi di base in grado di offrire orientamenti per alcune grandi aree tematiche: il documento ne propone quattro che, tuttavia e con riferimento alle tecnologie specialistiche indicate nello stesso documento per il Triennio della Secondaria) potrebbero essere riarticolate ed integrate almeno fino ai seguenti otto filoni:
· ingegneristico (oggetti, macchine, impianti, reti di trasporto materiali ed immateriali, infrastrutture, ingegneria gestionale);
· architettonico (architettura di interni, arredamento, edifici, isolati, città, arredo urbano, sport, turismo, patrimonio culturale);
· urbanistico - territoriale (territorio insediato, insediamenti specializzati, servizi puntuali ed a rete, paesaggio, patrimonio culturale, turismo, cartografia, sistemi informativi territoriali, amministrazione);
· agro - zootecnico - forestale (boschi-foreste, colture, allevamenti, tecnologie alimentari, biotecnologie, paesaggio antropizzato, sostenibilità, economie integrative);
· ecologico (eco-tecnologie dell'aria, acqua, suolo, energia, sostenibilità, biotecnologie, ingegneria ambientale, recupero ambientale, sistemi di controllo e monitoraggio);
· informativo (dal dato all'informazione, mass media, reti di produzione e distribuzione, strumenti e reti di comunicazione);
· informatico (hardware, software, reti locali e reti territoriali, reti di distribuzione, sistemi di archiviazione, architettura di sistemi, sicurezza);
· sanitario (bioingegneria, macchinari di indagine e di intervento, farmaceutica, omeopatia, telemedicina, soccorso e sicurezza).
Ognuno di questi filoni potrebbe costituire il contenuto di uno specifico modulo ad alto valore culturale e orientativo, da svolgere durante il biennio conclusivo dell'obbligo (biennio che si suppone sostanzialmente unico) e da estendere ed articolare in funzione sia della realtà scolastica in cui si trova inserito il biennio sia del contesto territoriale in cui opera la scuola stessa. La formazione del professionista e del tecnologo specialista è poi compito specifico del triennio della scuola secondaria e delle Università. Resta l'esigenza di mantenere la presenza della cultura tecnologica anche nei trienni non specificamente orientati all'interno delle varie discipline che utilizzano prodotti o supporti tecnologici (ad es. le strumentazioni di indagine, di archiviazione e di recupero all'interno dell'insegnamento di Storia dell'Arte o gli strumenti elettronici nella produzione musicale) e di determinare eventuali occasioni di approfondimento delle competenze tecnologiche (ciò è sicuramente vero per quasi tutte le discipline per quanto riguarda le applicazioni ed i supporti informatici). Il documento si conclude indicando un largo spettro di tecnologie specialistiche che dovrebbero costituire lo specifico di formazione specialistica di Licei Tecnici - Tecnologici (questa elencazione, che appare troppo ampia e dettagliata, risente evidentemente della mancanza di specifiche indicazioni nei documenti relativi alla riforma in corso).
Infine sono stati distribuiti due documenti più direttamente "operativi" per i lavori di gruppo.
L'Ipotesi di struttura della disciplina "Tecnologia", costituita da tre allegati: il primo individua le dimensioni o paradigmi della disciplina (che corrispondono alle macro - competenze più sopra descritte), per ogni dimensione individua i concetti componenti (forma, funzione, progetto, linguaggio, costruzione) e propone una struttura in grado di condurre alla definizione delle unità didattiche per i diversi livelli scolastici; il secondo presenta (con riferimento specifico alla macro - competenza della "interpretazione del mondo costruito) l'elaborazione del percorso sotto forma di diagramma di flusso per ciascuno dei livelli scolastici; il terzo riporta lo schema per l'elaborazione di unità didattiche dalla definizione degli obiettivi generali fino alla verifica finale.
La Scheda per il lavoro di gruppo presenta per ciascuna delle prime tre macro - competenze (qui denominate paradigmi) la scansione interna al piano di studio a partire dagli obiettivi di capacità per i quali vanno individuate le idonee attività e conoscenze e riconosciute le abilità trasversali correlate. E' proposta una scheda per ognuno dei livelli scolastici (primaria, primo e secondo biennio; secondaria di primo grado, primo biennio della secondaria di secondo grado). Sono presentate inoltre delle proposte per gli obiettivi di capacità relativi alla scuola primaria ed alla secondaria di primo grado, mentre per il biennio della secondaria di secondo grado è tutto da definire. (torna all'indice)

4. GRUPPI DI LAVORO ED OGGETTO DELLE ATTIVITA' SEMINARIALI
I partecipanti sono stati suddivisi in quattro gruppi di lavoro, la cui composizione è riportata in appendice
Ad essi è stato chiesto di elaborare, sulla base della Scheda per i lavori di gruppo, ipotesi di Piani di Studio per l'Educazione Tecnologica dalle elementari (primaria, primo e secondo biennio) al biennio della secondaria di secondo grado. Era facoltà dei gruppi occuparsi di uno specifico livello di scolarità. I gruppi di lavoro avrebbero dovuto, inoltre, elaborare anche una o due unità didattiche in modo sintetico, a partire dagli schemi distribuiti.
L'attenzione dei gruppi, probabilmente a motivo della estrazione dei partecipanti, si è soffermata:
¨ sulla scuola secondaria di primo grado (gruppi 1 e 2 che hanno prodotto una relazione congiunta, con un evidente riferimento al primo dei due documenti operativi);
¨ sul biennio della secondaria di secondo grado (gruppi 3 e 4, con un riferimento più diretto al secondo documento).
Nessuno dei gruppi, quindi, ha trattato il tema proposto in riferimento alla scuola primaria.
Analogamente, dato l'impegno profuso per rispondere alla richiesta più generale (il piano di studio) nessuno dei gruppi ha elaborato esemplificazioni di unità didattiche.
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4.1. RISULTATI DEI LAVORI DI GRUPPO: I PARADIGMI FONDANTI
Le prime tre macro - competenze sono state assunte da tutti i gruppi come paradigmi fondanti per lo sviluppo della proposta di Piano di Studio. Le abilità (competenze) trasversali sono state invece considerate come risultato atteso delle operatività e attività individuate.
I gruppi di lavoro relativi alla scuola secondaria di primo grado hanno mantenuto nel seguito del lavoro un riferimento distinto a ciascuno dei paradigmi sia per i concetti chiave che per le operazioni / attività individuate. Riprendendo lo schema del primo documento operativo, i paradigmi fondanti sono scanditi ciascuno da concetti chiave i quali, rispetto al documento, vengono ulteriormente scanditi, incrementati e riferiti specificatamente a ciascun paradigma costituendone, per un verso, le chiavi di lettura e, per altro verso, le tracce di concretizzazione per le operazioni / attività proposte per il piano di studio.
Entrambi i gruppi che hanno lavorato al piano di studio per il biennio della scuola secondaria di secondo grado hanno segnalato che, con la finalità principale di formazione del pensiero critico, non è possibile separare nettamente i tre paradigmi nella costruzione del piano di studio cosicché essi permeano l'intero spettro delle finalità educative e delle attività didattiche proposte: al massimo è possibile individuare un legame prevalente di ciascun obiettivo di capacità e di specifiche conoscenze e attività con uno dei tre paradigmi potendo permanere, al contempo, legami di minore intensità tra le stesse conoscenze ed attività con gli altri paradigmi (uno o entrambi).
In conclusione viene confermata da tutti i partecipanti al seminario la validità e la correttezza dei tre paradigmi fondanti. (torna all'indice)

4.2. OBIETTIVI DI CAPACITA'
Nei documenti prodotti dai tre gruppi, pur con le differenze determinate dai diversi riferimenti scolastici, è possibile individuare alcuni elementi concettuali nodali per lo sviluppo del piano di studio:
ü la dimensione spaziale dell'oggetto di studio (forma, struttura, dimensione, misura, colore, estetica);
ü i principi di funzionamento, sia delle componenti interne che dell'oggetto nel suo complesso;
ü l'analisi di complessità per le realizzazioni tecnologiche estese, a sistema, a rete;
ü la rispondenza dei materiali alla funzionalità, alla affidabilità, alla qualità;
ü i principi e i metodi della rappresentazione bi e tridimensionale, sia con i mezzi tradizionali che con quelli informatici;
ü la concettualizzazione delle conoscenze per mezzo di schemi e mappe, prodotte anche con gli strumenti informatici e con le potenzialità multimediali;
ü la comunicazione dei dati e delle conoscenze;
ü l'ergonomia dei processi produttivi ed energetici;
ü la sperimentazione e la simulazione, come strumenti di valutazione sia socio-economica che ambientale;
ü la contestualizzazione delle tecnologie, dei prodotti e dei processi in uno specifico contesto sociale, culturale ed economico;
ü la storicizzazione delle tecnologie, dei prodotti e dei processi e dei loro effetti nel contesto antropico e naturale;
ü l'evoluzione delle risposte tecnologiche ai bisogni ed alle domande della realtà coeva;
ü la comprensione del processo progettuale (dalla ideazione al collaudo);
ü le problematiche della sicurezza e della sostenibilità.
Nel documento dei gruppi di lavoro che hanno operato in riferimento alla scuola secondaria di primo grado queste nodalità vengono elencate sotto la voce operazioni / attività, mentre i documenti degli altri due gruppi di lavoro li riportano come obiettivi di capacità. (torna all'indice)

4.3. CONOSCENZE ED ATTIVITA'
La definizione di conoscenze ed attività propriamente dette, riferite agli obiettivi di capacità individuati, viene sviluppata nei documenti dei gruppi che si sono occupati del piano di studio del biennio della scuola secondaria di secondo grado.
I criteri che hanno presieduto alla definizione degli ambiti su cui operare per la costruzione del piano di studio sono:
- privilegiare una metodologia didattica di tipo induttivo che parta dall'esame di un oggetto particolare per estrapolare gli aspetti generali e riassemblarli mediante un processo trasversale sia interno alla disciplina che multidisciplinare;
- articolare l'approccio alla cultura tecnologica secondo la teoria dei problemi (problem setting, problem soving, problem posing).
Ciascuno dei due gruppi ha individuato possibili conoscenze e attività, che costituiscono comunque un elenco esemplificativo delle possibilità di concretizzazione del curricolo. L'organizzazione del curricolo si configura su tre aspetti fondamentali:
- la conoscenza e l'utilizzo della grammatica e della sintassi della percezione e della rappresentazione;
- l'attenzione all'oggetto ed ai sistemi produttivi (processo, artefatto, impatto, controllo);
- l'assunzione della complessità come componente sempre più significativa del contesto contemporaneo e delle applicazioni tecnologiche (ambiente, reti, alternative, scelte, sinergie, ecc.).
In particolare vanno proposti gli aspetti della tecnologia con cui il cittadino interagisce continuamente e rispetto ai quali è essenziale una consapevolezza delle problematiche etiche e sociali, riferite anche alla gestione del rischio, della sicurezza e dell'impatto ambientale ed articolandoli in riferimento a tre insiemi di elementi: gli oggetti, le strutture i sistemi. (torna all'indice)

4.4. ABILITA' TRASVERSALI
E' interessante notare come le abilità trasversali che individuano i gruppi di lavoro sul piano di studi per la scuola secondaria di primo grado quali obiettivi formativi dello svolgimento dell'insegnamento della disciplina tecnologica corrispondano, quasi perfettamente, agli obiettivi di capacità a partire dai quali i gruppi di lavoro relaivi alla scuola secondaria di secondo grado prendono le mosse per la definizione del paino di studio riguardante il biennio, garantendo con ciò implicitamente la continuità didattica e formativa del curricolo.
Nei documenti relativi al piano di studio per il biennio secondario di secondo grado le abilità trasversali sono individuate, per ciascun obiettivo di capacità:
Ø innanzitutto nei contenuti degli altri paradigmi, in coerenza con l'osservazione iniziale della forte interconnessione dei tre paradigmi nello sviluppo del pensiero critico;
Ø quindi, proprio negli aspetti peculiari della forma mentis tecnologica: pensiero esplorativo scientifico, pensiero progettuale tecnologico, pensiero analitico sistemico.
In riferimento proprio allo sviluppo delle diverse forme operative che può assumere la forma mentis tecnologica, una particolare attenzione è posta anche agli strumenti logico-operativi che possono concorrere al suo sviluppo ed alla concretizzazione delle conoscenze / attività: teoria dei grafi, diagrammi (di flusso, a blocchi, a lisca di pesce, ecc.) teoria degli insiemi, tabelle a doppia entrata, rappresentazioni grafiche e/o multimediali, gerarchie funzionali ecc.
Una ulteriore attenzione è posta alle relazioni interdisciplinari con altri insegnamenti del biennio (in particolare: economia e diritto, laboratori di fisica e chimica, scienze della terra).
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5. CONCLUSIONI
Anche questa occasione seminariale ha ribadito l'irrinunciabilità di una formazione culturale tecnologica, teorica ed applicata, all'interno della formazione complessiva del futuro cittadino e lavoratore. Questa formazione deve svilupparsi con la gradualità richiesta da ogni fascia di età, ma fin dall'inizio della scuola dell'obbligo, partendo dai dati esperenziali del mondo familiare fino allo sviluppo di un pensiero critico tecnologico che completi la cultura umanistica e quella scientifica (Tecnoumanesimo), per fungere anche da corretto orientamento verso la costruzione di professionalità nel prosieguo degli studi.
Il riconoscimento della necessità di una formazione culturale tecnologica appare come l'obiettivo prioritario da proporre nelle sedi e nei momenti opportuni in questa fase di definizione della riforma scolastica.
Restano ancora diverse questioni da approfondire e da definire con maggiore dettaglio (ad es. il piano di studio nella scuola di base; la formazione e l'aggiornamento dei docenti impegnati nei vari livelli di scolarizzazione, ecc.) ed alcune altre sono ancora da affrontare (ad es. il rapporto tra scuola secondaria di primo grado e formazione professionale proprio in riferimento allo specifico della cultura tecnologica), dipendendo tuttavia la loro definizione anche dallo sviluppo che avrà appunto la riforma scolastica stessa.
I risultati dei due seminari vanno quindi riguardati come risultati iniziali di un percorso più ampio che troverà impegnati gli interessati nei prossimi anni.
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APPENDICE: COMPOSIZIONE DEI GRUPPI DI LAVORO

GRUPPO 1:
Coordinatore: Gino Cappè
Componenti: A. Maria Beranger, Massimo Bernardi, M. Giacomina De Cesare, Clara D'Onofrio, Iolanda Modugno
GRUPPO 2:
Coordinatore: Anna Messinese
Componenti: Gabriele Amato, Gian Piero Benente, Livio Brino, A. Paola Deplano, Gabriella Patri
GRUPPO 3:
Coordinatore: Aldo Riggio
Componenti: Antonio Caserta, Maria Famiglietti, Sergio La Salvia, Elisabetta Lombardo, Nunzio Valentino, Vincenzo Valenza
GRUPPO 4:
Coordinatore: Barbara D'Aumiller
Componenti: Gianfranco Cortese, Anna Lilia Di Donato, Amerigo Di Meo, Giulio Labruna, Rossella Ritrovato