GARDA - 4/6 dicembre 2001

 

MINISTERO DELL'ISTRUZIONE
DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA

Direzione Generale
per gli Ordinamenti Scolastici

POLO LICEALE GUARINO VERONESE
San Bonifacio (VR)

In collaborazione con
ANIAT


Tecnologia e Disegno:
l'Educazione Tecnologica
nella Scuola Secondaria

Corso di Formazione residenziale
Per Docenti degli Istituti di Istruzione Secondaria
di primo e di secondo grado


Garda (VR) 4 - 6 Dicembre 2001


SINTESI DEI LAVORI DI GRUPPO


Questa sintesi deriva dai documenti di ogni singolo gruppo presentati alla fine del seminario
Composizione dei gruppi: in allegato
.

Premessa

Le trasformazioni degli strumenti, macchine, prodotti, che avvengono in così breve tempo, condizionano e modificano l'ambiente e i nostri modi di vivere.
Perciò avere coscienza delle trasformazioni significa realizzare la presenza della tecnologia come disciplina che studia e produce queste trasformazioni.
Un paese occidentale avanzato come il nostro, che partecipa alle decisioni sui destini del mondo, ha una percezione arcaica di se stesso nel momento in cui discute ancora dell'opportunità di inserire i saperi legati alla tecnologia nei percorsi formativi dei giovani: è come voler andare avanti rimanendo con la testa all'indietro.
Se guardiamo alla Storia e se la inquadriamo nei suoi aspetti economici e di evoluzione della produzione degli artefatti scopriamo che la Tecnologia costituisce una dei fili conduttori per la comprensione dei fatto del mondo. Qualche esempio tre innumerevoli altri: Avrebbero i Romani potuto costruire l'arco, che cambiò l'Architettura, se non avessero risolto tecnologicamente il suo equilibrio statico? Oppure:il perfezionamento tecnologico di un'arma poteva cambiare le sorti di una guerra? E ancora: potrebbe la Scienza progredire senza le tecnologie avanzate e viceversa?
I relazione a ciò, si può parlare di reinterpretazione in chiave tecnologica dei fatti del mondo in cui viviamo ponendo l'attenzione sugli artefatti prodotti e su quanta immaginazione, intuizione e progettualità c'è dietro alla loro realizzazione con tutto quello che comporta didatticamente e validamente "la scoperta", percorsi di apprendimento logico deduttivi e induttivi, osservazione, analisi, sintesi e acquisizione di competenze.

1. Focalizzazione della funzione formativa della Tecnologia, del Disegno e dell'Educazione Tecnologica

I due aspetti fondamentali individuati per la formazione del cittadino nell'ambito della Tecnologia sono interagenti. Uno è l'inserimento strutturato nei piani di studio della scuola e l'altro è la valutazione del condizionamento etico, sociale e ambientale esercitato dalla presenza e dall'uso degli artefatti sempre in continua trasformazione.
Il secondo aspetto tocca due argomenti di vitale interesse: quello dell'ecosistema e quello sociologico. Questo condizionamento non può e non deve essere subito passivamente dai cittadini. Tutti i prodotti tecnologicamente avanzati e trasformati così velocemente devono essere responsabilmente utilizzati, per cui è necessaria la conoscenza, nel senso più ampio del termine, per mettere in grado la persona di effettuare scelte consapevoli dopo una oggettiva valutazione.
Pertanto la presenza della Tecnologia diventa indispensabile nel quadro formativo del cittadino. Questi è, infatti, utente e produttore, due ruoli che possono essere assunti sia distintamente che unitamente; due ruoli che in mancanza di una adeguata formazione possono entrare in conflitto aprendo, come accade sovente, in questo particolare momento storico, problemi di carattere etico e sociale. L'avanzare dirompente dei continui processi di trasformazione, sempre più sofisticati, non sempre è accompagnato da adeguate trasformazioni delle ecotecnologie e degli aspetti riguardanti i modi di vita e di interazione sociale. Lo studio delle ecotecnologie, ad esempio, è necessario come appoggio per mediare e adattare la produzione, distribuzione, gestione, manutenzione e dismissione all'ambiente, mentre gli aspetti sociologici interessano i sistemi di vita e il cambiamento dei valori culturali di riferimento. Pertanto non è possibile prescindere dalla considerazione della salvaguardia del nostro ecosistema già così duramente provato ed e non si può ignorare il cambiamento delle relazioni sociali e la qualità della vita consequenziali.
Come si può facilmente arguire il problema ha dei risvolti complessi, particolarmente significativi e indispensabili per la formazione dei giovani.
In questa sede si è incentrata l'attenzione sugli aspetti tecnologici veri e propri essendo quelli sociologici talmente articolati che non potevano essere affrontati in così breve tempo.

1.1 Gli aspetti formativi

Leggere la complessità della realtà con un approccio tecnologico significa avere attenzione per gli artefatti e i processi che conducono alla produzione e alla gestione degli artefatti stessi. Per ottenere tali risultati occorre accedere a una serie di procedure valide in contesti vasti e aperti di cui i saperi scolastici sono una componente. L'approccio tecnologico consiste nell'osservazione e riconoscimento dell'oggetto, nell'analisi particolareggiata, nell'estrapolazione dei punti essenziali.
Interagire significa relazionarsi anche praticamente con l'artefatto attraverso la visualizzazione, la comprensione dei segni, la decodificazione del messaggio.
Produrre
è il passaggio dall'idea astratta alla concretizzazione di un prodotto, seguendo una procedura operativa che passa attraverso la sua rappresentazione grafica e l'allestimento di un modello.
Comunicare
è esplicitare in modo chiaro e rigoroso il processo operativo per renderlo riproducibile.
L'etica della tecnologia si esprime nelle fasi del controllo, della verifica dell'impatto ambientale, del collaudo e della gestione della manutenzione. Tali processi possono essere valutati in parte, ma in modo significativo, anche con metodi digitali; in questo senso la metodologia della simulazione deve essere considerata non solo una tecnica per apprendere, ma soprattutto una strategia da governare.
Gli allievi devono essere messi in grado di gestire l'intero processo della trasformazione nelle sue fasi di progettazione, di produzione, di distribuzione, di gestione e manutenzione, di dismissione.
Tale compito appare sicuramente ampio, complesso e di difficile attuazione; pertanto la tecnologia non può essere bastante a sé stessa anche nella accezione della politecnia altrimenti cadrebbe in autoreferenzialità e inadeguatezza.

Per una migliore chiarezza, schematizzando:

Analisi del problema: quale formazione è propria dell'area tecnologica.


L'educazione tecnologica concorre nella definizione del profilo formativo del cittadino/ad essere

1. Colto in quanto :

  • a. possiede una pluralità di linguaggi disciplinari con cui interpretare la realtà;
  • b. è consapevole della dimensione multiculturale della realtà contemporanea;

2. Democratico e responsabile in quanto: sa operare scelte consapevoli e responsabili;

3. Attrezzato per il mondo del lavoro in quanto: è capace di immaginare, progettare, partecipare, cooperare.

2. Riflessione sui contenuti e sugli strumenti che le attività di rappresentazione grafica e di progettazione tecnologica possono ricoprire nei piani di studio e di ricerca.

Una riflessione esaustiva comporterebbe, a livello di individuazione dei contenuti, la stesura di un vero e proprio trattato data la vastità dell'argomento "Tecnologia".
Tale disciplina si articola infatti in filoni specifici: per esempio lo studio in campo edile architettonico, lo studio relativo ai vari macchinari nei singoli campi (industrie meccaniche, chimiche, elettrotecniche etc.) e quant'altro può essere collegato con la produzione di tutti gli artefatti.
Per semplificare pertanto si può individuare, tra gli altri, uno dei fili conduttori in comune a tutta la produzione tecnologica: la progettualità.

2.1 Progetto e Disegno come linguaggio.

La dimensione progettuale è il modo attraverso il quale la Tecnologia concretizza le idee in artefatti e gestisce i processi di trasformazione.
Distinguiamo due momenti per arrivare alla produzione di un artefatto: la progettazione e la realizzazione dell'opera. Ci avviamo così nel campo della sua esecuzione : chi realizza effettua una previsione dalla quale si passa a operazioni successive secondo una procedura mentale che porterà al suo compimento.
Il percorso progettuale è fatto quindi di scelte conseguenti la cui correttezza sarà garantita dal metodo che è essenzialmente una procedura di controllo.
Il metodo è definito pertanto come procedimento mentale inteso a controllare la relazione tra determinate scelte e le loro motivazioni.
Quale la ricaduta educativa?
L' acquisizione un metodo che garantisca la correttezza del procedere dirigendo idee, rendendo operativa l'immaginazione creatrice in modo da poter sempre verificare l'ipotesi a monte.
Conoscerne e sperimentarne la metodologia significa promuovere negli alunni la comprensione e l'uso di un metodo per la risoluzione di problemi concreti, la capacità di valutare tutti gli aspetti connessi ad ogni trasformazione della materia e di giudicare le sue ricadute sull'ambiente.
"…….La tecnologia è pre-visione, ossia capacità di far esistere un artefatto prima che questo sia effettivamente operante nel contesto reale.
Espressione della progettazione è il linguaggio grafico, oggi codificato, attraverso il quale si rappresenta l'oggetto.
I sistemi do rappresentazione sono di conseguenza strumenti fondamentali per la tecnologia: i sistemi di rappresentazione più tradizionali afferiscono al Disegno…" (Ostuni, Maggio 2000).
Il Disegno è il linguaggio universale che meglio si presta alla descrizione della Tecnologia: il disegno è progettazione, è lettura del territorio, è rilievo, è analisi tecnica, è modellizzazione.
Il linguaggio grafico è quello rappresentativo che visualizza l'oggetto e prevede la forma in relazione alla funzione. Ad esempio in Architettura modella e rappresenta lo spazio, in meccanica rappresenta le parti di una macchina, in urbanistica permette di progettare il territorio. Inoltre in alcuni campi, mediante rappresentazione grafica, è possibile la soluzione di problemi (per esempio in matematica e geometria) visualizzandoli e facilitandone la risoluzione.
La grande peculiarità della rappresentazione grafica è la visualizzazione. Il primo linguaggio antico tramandatoci è stato il graffito attraverso il quale è stata possibile la prima comunicazione che è stata, per l'appunto, proprio non verbale.
Non dimentichiamo che proprio attraverso queste rappresentazioni grafiche abbiamo potuto capire la vita dei nostri antenati. Con questo vogliamo rimarcare l'immediatezza di questo linguaggio perfettamente valido anche e soprattutto ai giorni nostri. Naturalmente parliamo in generale dell'acquisizione del metodo progettuale tramite linguaggi specifici codificati che nel caso della tecnologia si identifica in modo fondamentale e irrinunciabile con la rappresentazione grafica.

2.2 Estetica e Design

L'estetica del Tecnologo ha come preoccupazione principale quella di attribuire agli artefatti la dote di essere segni, ossia non solo di funzionare ma di comunicare e di favorire i processi relazionali tra l'artefatto e l'utente dentro le comunità che utilizzano lo stesso tipo di artefatto.
In questo senso è il Design, insieme agli aspetti ergonomici, che rappresenta nella linea sopra indicata l'elemento che ha più profondamente inciso sulla qualità della trasformazione e sulla sua organizzazione in artefatti ridotti o estesi.
Il Design gestisce non soltanto un momento fondamentale della filiera della produzione, ma gestisce anche il tema dell'Estetica della trasformazione.
La dimensione dell'estetica del tecnologico è una forma di gestione dei linguaggi socializzati dell'artificiale e consente un più efficace sistema di partecipazione al tessuto dell'ambiente costruito e naturale, ricercando fra questi un alto grado di sostenibilità e compatibilità, quando l'estetica non sia poveramente solo buona forma ma anche funzione sana.

2.3 Ruolo del Disegno e della Progettazione come rappresentazione degli artefatti nella Scuola

Poiché la categoria concettuale fondamentale per pensare la Tecnologia è quella della trasformazione, è assolutamente necessario che la scuola strutturi i propri percorsi formativi utilizzando questa categoria come asse formativo insieme agli altri, tradizionalmente presenti da sempre, in modo da costituire una effettiva innovazione che porti la scuola ad una migliore aderenza alla realtà in cui viviamo.
Si tratta dunque di invertire l'attuale peso specifico dell'asse linguistico giustificandone diversamente la necessità e l'opportunità.
L'educazione tecnologica è una via privilegiata per l' acquisizione, attraverso le discipline, di competenze trasversali quali:

  • Problematizzare / scegliere: individuare il problema rispetto ad un tema, fenomeno, evento evidenziando la pluralità degli elementi di analisi e dei criteri di valutazione; prospettare possibili soluzioni; operare scelte considerando i propri bisogni e quelli degli altri
  • Progettare: ………
  • Modellizzare: ………..
  • Comunicare: ………

L'Educazione Tecnologica in riferimento alle metodologie didattiche ed alla partecipazione attiva dell'alunno :

  • Offre ricche e frequenti occasioni, nelle attività pratiche, di apprendimento cooperativo (tutoring… ),
  • permette percorsi alternativi, dall' analisi al confronto dei risultati, per raggiungere gli stessi obiettivi
  • favorisce la relazione tra forme espressive diverse
  • offre la possibilità di esperienze laboratoriali
  • favorisce ed educa al lavoro di équipe

Da quanto sopra esposto nei paragrafi precedenti emerge in modo significativo il legame tra la Tecnologia e il Disegno come sua rappresentazione.
Ed è altresì da evidenziare che il Disegno non è un semplice strumento da utilizzare in modo meccanico come un utensile, ma, essendo un linguaggio, è esso stesso una disciplina il cui studio comporta la strutturazione e il suo inserimento nei piani di studio.
Si potrebbe parallelamente, per chiarire il concetto, considerare l'espressione linguistica per antonomasia e cioè la scrittura e le lettere. Il pensiero non si concretizza solo attraverso la scrittura e la letteratura ma anche e soprattutto in questa nostra società attuale, con il linguaggio grafico. L'esclusione delle rappresentazioni grafiche nei quadri formativi scolastici a favore dell'asse linguistico letterario considerato pregiudizialmente eccellente, sarebbe solo l'espressione di un preconcetto non tollerabile specialmente se ciò provenisse da uno staff dirigenziale laddove tale staff si ritenesse di idee avanzate e innovatrici.
Lo spazio per tutti i linguaggi visualizzati e perciò per il Disegno, deve essere preciso, fisso, strutturato
e irrinunciabile se si vuole veramente dare un contributo significativo alla formazione del cittadino.

3. Valorizzazione delle nuove tecnologie al servizio della Tecnologia e del Disegno.

La rappresentazione grafica che utilizza le nuove metodologie permette di procedere dal macro al micro.
La tecnologia contemporanea ha enormemente potenziato la dimensione miniaturizzata; in tal modo è possibile indagare fenomeni fisici estremamente ridotti, ma mediati da supporti tecnologici.

Anche le modalità alfanumeriche hanno cambiato la loro natura con il procedere delle tecnologie; evolvendo nella videoscrittura che è insieme flessibile e socializzabile.
Gli stessi artefatti "libri" transitano dalle sole parole Guttenberghiane ai libri con le tavole seicentesche, a quelli con figure ottocentesche fino alla composizione ipertestuale attuale.

La Tecnologia permette visioni insolite, ma una volta individuati fenomeni miniaturizzati porta a vedere anche gli insiemi con un'ottica diversificata e a pensare gli artefatti in scala miniaturizzata. Oggi è indispensabile ricorrere a sistemi rappresentativi in scala microscopica. La società digitale risente molto della gestione di circuiti integrati, gestibili solo con la rappresentazione di scala microscopica e mediante procedura di "zoom". Pur essendo in fase pionieristica, gli artefatti si arricchiscono di robot miniaturizzati che si annunciano come potente tecnologia dell'immediato futuro; le nuove generazioni richiedono pertanto l'educazione alle nano tecnologie.
Il campo scientifico si apre alla miniaturizzazione cellulare e intracellulare soprattutto a livello di geni e genomi.
Anche questo richiede sistemi di rappresentazione talvolta nuovi.
Ma questi aspetti innovativi sono correlati a notevoli questioni di natura etica e di responsabilità ambientale, per cui non è possibile educare neutramente alla
descrizione di tali fenomeni senza aggiungere un preciso arricchimento di capacità di giudizio e di espressione valoriale in un'ottica di educazione allo sviluppo sostenibile.
In un compito così gravoso è indispensabile la partecipazione e la cooperazione tra più saperi e secondo assi intergenerazionali.

Esistono dunque due trasversalità, una orizzontale che è data dalla politecnia ossia dalla collaborazione di tutti i saperi detentori di capacità trasformativa e una trasversalità verticale di tipo generazionale che va dall'infanzia alla giovinezza, per tutto l'arco della formazione in età evolutiva.

Il quadro culturale complessivo e operativo è mutato radicalmente con l'affermarsi della società digitale che comporta un arricchimento culturale con l'integrazione del quadro alfanumerico con il quadro del multimedismo infatti il disegno digitale:

  • libera dalle fatiche inutili e dalla ripetitività del quotidiano garantendo precisione e risultati certi;
  • conserva gli elementi di soddisfazione e di piacere del lavoro ben fatto che alimentano la motivazione e il desiderio di costruire livelli più alti di performance;
  • permette a tutti gli allievi di arrivare a prodotti formalmente compiuti e di non subire la frustrazione di imperfezioni formali che il disegno manuale difficilmente elimina;
  • enfatizza il valore della progettazione, dell'ideazione libera, della consapevolezza del processo che dall'idea primordiale conduce all'idea compiuta e quindi conduce al pensiero plastico.

4. Esplorazione delle possibile integrazioni tra diverse discipline con la Tecnologia, il Disegno, l'Educazione Tecnologica, Storia dell'Arte, Informatica, Scienze, Musica etc.

Dall' esperienza maturata e dalle relazioni presentate sono emersi i seguenti concetti.

Discipline dell'area che concorrono a

Problematizzare: scienze sperimentali, matematica, economia e diritto, disegno e tecnologia……

Progettare: , disegno e tecnologia, costruzioni, informatica, educazione tecnica, tecnologia dei materiali………

Modellizzare: educazione tecnica, topografia, scienze sperimentali, matematica,disegno e tecnologia……..

Comunicare: disegno, storia dell'arte, linguaggi non verbali e multimediali……..

I processi formativi devono essere lunghi e precoci.
Il percorso, oltre a un carattere orizzontale, ha esigenza di una continuità di tipo verticale: a livello elementare ad esempio si dovrebbe valorizzare l'artefatto individuale, alle medie l'artefatto sociale e nella scuola superiore quello professionale, tenendo ben presente la eterogeneità della popolazione scolastica sia nella provenienza culturale che nella motivazione.

Fondamentale è ricordare la compresenza/ complementarietà tra istruzione e formazione, concetti che trovano la loro esplicazione nella attività didattica a qualsiasi livello.
Ipotizzando un percorso di tipo verticale dell'insegnamento della Tecnologia e Disegno indichiamo concetti da sviluppare nelle varie fasce d'età.

Il valore formativo della tecnologia, del disegno e dell'educazione tecnologica, in particolare, deve essere preso in considerazione dalla scuola materna alla secondaria superiore, proseguendo anche oltre, in un contesto di educazione permanente come chiave di lettura della realtà tecnologica, interazione con essa, produzione personale e comunicazione.
La scuola dell'infanzia dovrebbe prevedere la scoperta del proprio corpo e del dialogo con gli artefatti ad esso pertinenti (vestiti, cibo, bevande…) e con quelli del mondo vicino (rubinetti, presa elettrica, televisore, gas) con atteggiamenti precoci di educazione alla sicurezza.
In questa fase la tecnologia dovrebbe essere prevalentemente narrativa; si dovrebbe cioè raccontare il mondo degli artefatti possibilmente con tono fiabesco e favolistico.

Nella scuola elementare l'educazione tecnologica dovrebbe prendere in considerazione il mondo domestico e quotidiano. Vi deve essere un approccio più esplicito al disegno, come esplorazione e comprensione degli artefatti, a forme facilitate di uso della fotografia per la scoperta, almeno, della lettura di base della pianta, dei due alzati e dei dettagli. Non va escluso l'approccio all'uso del PC manipolando disegni e foto scansionate o giocando con forme elementari di computer-grafica.

La scuola media dovrebbe privilegiare un'indagine degli artefatti con strumenti più attenti al rigore formale e quindi accentuando anche gli approcci digitali, di riprese e di animazione a sfondo tecnico. Il contesto alle medie dovrebbe configurarsi come attenzione agli artefatti sociali e quindi agli aspetti della tecnologia rivolta ai gruppi, alle comunità, alle istituzioni.

Per le superiori l'orientamento è di sintesi dei processi maturati nei precedenti livelli e di ulteriore arricchimento, spostando l'attenzione dalla tecnologia come cultura generale alle tecnologie specialistiche e professionalizzanti. La dimensione di riferimento dovrebbe consentire capacità di rappresentazione ad ampio scenario in un'ottica territoriale e ambientale; tale ottica implica particolare rilevanza per l'approccio urbanistico dei beni culturali e ambientali e dei luoghi dei sistemi produttivi. Questi aspetti a rilevante impatto ambientale, dovrebbero essere trattati con una particolare attenzione verso l'educazione alle ecotecnologie.
A livello superiore non dovrebbero mancare esperienze di operatività avanzata e aggiornata, compresa quella manuale, mirate alla gestione di problemi di modellistica (produzione operativa e prototipi), all'uso dell'interfaccia CAD-CAM e alla gestione ipertestuale dell'esplorazione territoriale degli artefatti, con particolare attenzione per le reti tecnologiche.

Sicuramente vi sono aspetti di tipo normativo e giuridico che possono essere sondati dalle discipline specifiche; aspetti fortemente economici che richiedono apporto specialistico; aspetti espressivo-artistici che richiedono competenze nel settore specifico (per es. design); aspetti geografici che presentano problemi di natura sociale e storica che richiedono conoscenze di tipo antropologico affrontabili con le chiavi interpretative delle discipline di pertinenza.
Occorre pertanto un quadro di professionalità dei docenti in grado di gestire la metodologia dell'approccio in team.

La riflessione e la discussione scaturiscono dalla ricchezza e dalla versatilità delle relazioni offerte nel seminario e dalle numerose e differenti esperienze dei docenti condotte nei vari istituti .
Alcuni spunti particolarmente significativi sono stati:

Dalla relazione dell'Ispettrice Cigni Perugini:
- la concezione della scuola come tecnoumanista
- il mezzo tecnologico che è una filosofia
- l'acronimo: c.a.p.i.r.e.: conoscere, ascoltare, proporre, immaginare,ricercare,emozionare
- l'approccio culturale della tecnologia come costante riprogrammazione e riprogettazione

Dall'intervento dell'ispettore Marucci:
- la tecnologia come scienza della progettazione e della trasformazione, da qui il concetto di artefatto che prevede il ricercare, lo scegliere, il prevedere
- il sapere tecnologico come scienza elaborata con pochi nodi epistemologici, ma con procedure proprie e con una specifica eticità
- l'integrazione tra teoria e pratica che aiuta nello sviluppo

Dalla relazione del prof. Righetto:
- considerazione sull'infosocietà
- passaggio dal concetto di tecnologia a quello di politecnia
- caratteristiche della cultura tecnologica: esplorare, indagare, immaginare il mondo
- disegnare è un evento e il disegno che nasce nella progettazione
- capire il fare un disegno
- suggestiva interpretazione storica del disegno
- lo schizzo come strumento per inventare
- l'obiettivo del tecnologo: semplificare la complessità del reale
- educare al pensiero libero
- educare al pensiero tecnologico attraverso la cultura dei modelli

Dall'intervento della prof.ssa d'Aumiller:
- approccio metodologico e conoscitivo del disegno in rapporto alle altre discipline
- come l'immagine modifica il metacognitivo degli studenti
- ipotetigrafia quale descrizione dei processi attraverso dati frammentari raccolti sperimentalmente
- l'importanza della risoluzione grafica di problemi
- coerenza dei linguaggi con matematica, geometria….
- come il fare rilievo sia formativo perché implica delle scelte
- la rappresentazione o la schematizzazione prodotte al termine di un processo di elaborazione mentale inducono chi sperimenta a organizzare dati
- l'importanza della relazione tecnica considerata in tutte le sue parti


Dall'intervento del prof. Riggio
- dimostrazione di ciò si può fare con il CAD emozionando e motivando gli studenti
- l'approccio dall'apprendere l'informatica a quello di usare l'informatica per apprendere altre discipline
- il CAD è un disegno dinamico e una banca dati incrementale con la possibilità di generare simulazioni diverse in brevissimo tempo
- tecnologia ha determinato una complessificazione della domanda in termini culturali e sociali
- i termini culturali e sociali hanno prodotto un incremento dei bisogni percepiti
- importanza del ciclo di vita degli artefatti

dalla relazione del prof. Beretta:
- importanza della capacità comunicativa del disegno
- le fasi distinte di ideazione, progettazione, disegno, realizzazione e collaudo

dalla relazione della prof.ssa Messinese
- l'Arco e la costruzione del poligono funicolare: intuizione statica e risoluzione del problema tramite la Tecnologia (principali collegamenti interdisciplinari: Fisica, Storia dell'Arte);
- studi condotti a partire dalla sezione aurea di vari monumenti: il linguaggio grafico come strumento di lettura e interpretazione del pensiero;
- Progetto e plastico del quartiere Primavalle di Roma: rappresentazione grafica come sistema di rappresentazione bidimensionale, come studio preparatorio alla rappresentazione tridimensionale - modello - e come ricerca di esiti formali e livello di segnali architettonico-urbanistici (principali collegamenti interdisciplinari: Topografia, Estimo civile e catastale)

Conclusioni

Il pensiero che scaturisce da queste riflessioni è fondamentalmente quello di una elaborazione dei piani di studio che contempli la presenza della Tecnologia e del Disegno, che in nessun caso deve essere considerata un optional, dalla scuola primaria alla superiore, differenziati per fasce d'età e i cui contenuti si devono sempre più specializzare man mano che si avanza con gli ordini scolastici superiori.
La specializzazione comporta la differenziazione dei contenuti e permette gli approfondimenti e le acquisizione delle competenze nei vari filoni investiti. L'inserimento nei primissimi ordini scolastici permette l'elaborazione precoce così come viene fatto per la scrittura e le lettere.
E' appena il caso di rimarcare che oltre al legame Tecnologia-Disegno, il linguaggio grafico è anche l'espressione del pensiero artistico. Si può scrivere un'opera letteraria come si può dipingere "La Gioconda". Sono comunque espressioni di pensiero e non si può ammettere in un approccio obiettivo e "aperto" che un campo possa avere una prevalenza rispetto all'altro.
Pertanto appare indispensabile la pari dignità tra l'asse linguistico-letterario, e l'asse tecnologico e del linguaggio grafico.