Risorse - materiali

MINISTERO DELL'ISTRUZIONE
DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA

Direzione Generale
per gli Ordinamenti Scolastici

POLO LICEALE GUARINO VERONESE
San Bonifacio (VR)

In collaborazione con

A.N.I.A.T.
(ASSOCIAZIONE NAZIONALE INSEGNANTI AREA TECNOLOGICA)


Tecnologia e Disegno:
l'Educazione Tecnologica
nella Scuola Secondaria

Corso di Formazione residenziale
Per Dicenti degli Istituti di istruzione secondaria
Di primo e di secondo grado

Area Autonomia - Ufficio X°

Garda (VR) 4 - 6 Dicembre 2001


RELAZIONE dei LAVORI
GRUPPO N.5
Tutor Prof. Giorgio Beretta

 

Prof. ANNA MARIA BERANGER S.M.S. "VIA PADRE SEMERIA" ROMA
Prof. ANNA PAOLA DEPLANO S.M.S. "PORCU-SATTA QUARTU SANT'ELENA (CA)
Prof. ANNA MARINONI S.M.S. "G. PALNA" VOGHERA (PV)
Prof. VINCENZO VALENZA S.M.S. "MATTEOTTI" RIVOLI (TO)
D.S. Prof. ETTORE GATTO L.S. "ARCHIMEDE" MESSINA
Prof. ADRIANA ORLANDO L.S. "ARCHIMEDE" MESSINA
Prof. ROSELLA RITROVATO L.S. "SPALLANZANI" TIVOLI (ROMA)
Prof. M.TERESA VECCHIONE L.S. "ARCHIMEDE" MESSINA
Prof. PAOLA CIGNI DOP utilizzata presso MIUR ROMA

 

L'educazione tecnologica ha un valore culturale intrinseco alla storia evolutiva dell'uomo, come illustrato ampiamente dall'analisi puntuale del relatore prof. Gabriele Righetto ed esemplificato nell'espressione "Una specie che fa segni".

Il valore formativo della tecnologia, del disegno e dell'educazione tecnologica, in particolare, deve essere preso in considerazione dalla scuola materna alla secondaria superiore, proseguendo anche oltre, in un contesto di educazione permanente come chiave di lettura della realtà tecnologica, interazione con essa, produzione personale e comunicazione.

Leggere la complessità della realtà con un approccio tecnologico significa avere attenzione per gli artefatti e i processi che conducono alla produzione e alla gestione degli artefatti stessi. Per ottenere tali risultati occorre accedere a una serie di procedure valide in contesti vasti e aperti di cui i saperi scolastici sono una componente.

L'approccio tecnologico consiste nell'osservazione e riconoscimento dell'oggetto, nell'analisi particolareggiata, nell'estrapolazione dei punti essenziali.
Interagire significa relazionarsi anche praticamente con l'artefatto attraverso la visualizzazione, la comprensione dei segni, la decodificazione del messaggio.
Produrre è il passaggio dall'idea astratta alla concretizzazione di un prodotto, seguendo una procedura operativa che passa attraverso la sua rappresentazione grafica e l'allestimento di un modello.
Comunicare è esplicitare in modo chiaro e rigoroso il processo operativo per renderlo riproducibile.

La tecnologia si occupa di artefatti; pertanto l'educazione al tecnologico deve condurre alla formazione delle due funzioni principali di utente di tecnologia e di produttore di tecnologia.
Per entrambe le funzioni è indispensabile attivare sia capacità e abilità di esplorazione di artefatti già esistenti, sia del processo che conduce alla progettazione e alla produzione di nuovi artefatti. Per poter manifestare la capacità esplorativa in tecnologia ci si può avvalere di una molteplicità di linguaggi come il disegno nelle sue varie tipologie (da quello a mano libera a quello digitale), la fotografia, il linguaggio filmico, l'animazione.
La scrittura stessa appartiene al mondo degli artefatti e l'evoluzione dei mezzi tecnologici ne coinvolge la natura (papiri, tavolette di cera, codici miniati, stampa, videoscrittura). L'interfaccia tra scrittura e tecnologia incide molto sul modo di pensare e sulla flessibilità dell'espressione: un manoscritto è molto flessibile ma poco socializzabile, uno scritto a stampa è molto socializzabile ma poco flessibile.
Anche le modalità alfanumeriche hanno cambiato la loro natura con il procedere delle tecnologie; evolvendo nella videoscrittura che è insieme flessibile e socializzabile.
Gli stessi artefatti "libri" transitano dalle sole parole Guttenberghiane ai libri con le tavole seicentesche, a quelli con figure ottocentesche fino alla composizione ipertestuale attuale.

La rappresentazione grafica che utilizza le nuove metodologie permette di procedere dal macro al micro.
La tecnologia contemporanea ha enormemente potenziato la dimensione miniaturizzata; in tal modo è possibile indagare fenomeni fisici estremamente ridotti, ma mediati da supporti tecnologici.
La tecnologia permette visioni insolite, ma una volta individuati fenomeni miniaturizzati porta a vedere anche gli insiemi con un'ottica diversificata e a pensare gli artefatti in scala miniaturizzata. Oggi è indispensabile ricorrere a sistemi rappresentativi in scala microscopica. La società digitale risente molto della gestione di circuiti integrati, gestibili solo con la rappresentazione di scala microscopica e mediante procedura di "zoom". Pur essendo in fase pionieristica, gli artefatti si arricchiscono di robot miniaturizzati che si annunciano come potente tecnologia dell'immediato futuro; le nuove generazioni richiedono pertanto l'educazione alle nano tecnologie.
Il campo scientifico si apre alla miniaturizzazione cellulare e intracellulare soprattutto a livello di geni e genomi.
Anche questo richiede sistemi di rappresentazione talvolta nuovi.
Ma questi aspetti innovativi sono correlati a notevoli questioni di natura etica e di responsabilità ambientale, per cui non è possibile educare neutramente alla descrizione di tali fenomeni senza aggiungere un preciso arricchimento di capacità di giudizio e di espressione valoriale in un'ottica di educazione allo sviluppo sostenibile.
In un compito così gravoso è indispensabile la partecipazione e la cooperazione tra più saperi e secondo assi intergenerazionali.

Esistono dunque due trasversalità, una orizzontale che è data dalla politecnia ossia dalla collaborazione di tutti i saperi detentori di capacità trasformativa e una trasversalità verticale di tipo generazionale che va dall'infanzia alla giovinezza, per tutto l'arco della formazione in età evolutiva.

I processi formativi ed educativi devono essere lunghi e precoci.

La scuola dell'infanzia dovrebbe prevedere la scoperta del proprio corpo e del dialogo con gli artefatti ad esso pertinenti (vestiti, cibo, bevande…) e con quelli del mondo vicino (rubinetti, presa elettrica, televisore, gas) con atteggiamenti precoci di educazione alla sicurezza.
In questa fase la tecnologia dovrebbe essere prevalentemente narrativa; si dovrebbe cioè raccontare il mondo degli artefatti possibilmente con tono fiabesco e favolistico.

Nella scuola elementare l'educazione tecnologica dovrebbe prendere in considerazione il mondo domestico e quotidiano. Vi deve essere un approccio più esplicito al disegno, come esplorazione e comprensione degli artefatti, a forme facilitate di uso della fotografia per la scoperta, almeno, della lettura di base della pianta, dei due alzati e dei dettagli. Non va escluso l'approccio all'uso del PC manipolando disegni e foto scansionate o giocando con forme elementari di computer-grafica.

La scuola media dovrebbe privilegiare un'indagine degli artefatti con strumenti più attenti al rigore formale e quindi accentuando anche gli approcci digitali, di riprese e di animazione a sfondo tecnico. Il contesto alle medie dovrebbe configurarsi come attenzione agli artefatti sociali e quindi agli aspetti della tecnologia rivolta ai gruppi, alle comunità, alle istituzioni.

Per le superiori l'orientamento è di sintesi dei processi maturati nei precedenti livelli e di ulteriore arricchimento, spostando l'attenzione dalla tecnologia come cultura generale alle tecnologie specialistiche e professionalizzanti. La dimensione di riferimento dovrebbe consentire capacità di rappresentazione ad ampio scenario in un'ottica territoriale e ambientale; tale ottica implica particolare rilevanza per l'approccio urbanistico dei beni culturali e ambientali e dei luoghi dei sistemi produttivi. Questi aspetti a rilevante impatto ambientale, dovrebbero essere trattati con una particolare attenzione verso l'educazione alle ecotecnologie.
A livello superiore non dovrebbero mancare esperienze di operatività avanzata e aggiornata, compresa quella manuale, mirate alla gestione di problemi di modellistica (produzione operativa e prototipi), all'uso dell'interfaccia CAD-CAM e alla gestione ipertestuale dell'esplorazione territoriale degli artefatti, con particolare attenzione per le reti tecnologiche.

La tecnologia è un sapere della trasformazione e conseguentemente un sapere con forti responsabilità.

L'etica della tecnologia si esprime nelle fasi del controllo, della verifica dell'impatto ambientale, del collaudo e della gestione della manutenzione. Tali processi possono essere valutati in parte, ma in modo significativo, anche con metodi digitali; in questo senso la metodologia della simulazione deve essere considerata non solo una tecnica per apprendere, ma soprattutto una strategia da governare.
Gli allievi devono essere messi in grado di gestire l'intero processo della trasformazione nelle sue fasi di progettazione, di produzione, di distribuzione, di gestione e manutenzione, di dismissione.
Tale compito appare sicuramente ampio, complesso e di difficile attuazione; pertanto la tecnologia non può essere bastante a sé stessa anche nella accezione della politecnia altrimenti cadrebbe in autoreferenzialità e inadeguatezza.

Sicuramente vi sono aspetti di tipo normativo e giuridico che possono essere sondati dalle discipline specifiche; aspetti fortemente economici che richiedono apporto specialistico; aspetti espressivo-artistici che richiedono competenze nel settore specifico (per es. design); aspetti geografici che presentano problemi di natura sociale e storica che richiedono conoscenze di tipo antropologico affrontabili con le chiavi interpretative delle discipline di pertinenza.
Occorre pertanto un quadro di professionalità dei docenti in grado di gestire la metodologia dell'approccio in team.

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