Risorse - materiali
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MINISTERO
DELL'ISTRUZIONE Direzione
Generale POLO
LICEALE GUARINO VERONESE In collaborazione con A.N.I.A.T.
Corso
di Formazione residenziale Area Autonomia - Ufficio X° Garda (VR) 4 - 6 Dicembre 2001
Prof. ANNA MARIA
BERANGER S.M.S. "VIA PADRE SEMERIA" ROMA
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| L'educazione
tecnologica ha un valore culturale intrinseco alla storia evolutiva dell'uomo,
come illustrato ampiamente dall'analisi puntuale del relatore prof. Gabriele
Righetto ed esemplificato nell'espressione "Una specie che
fa segni".
Il valore formativo della tecnologia, del disegno e dell'educazione tecnologica, in particolare, deve essere preso in considerazione dalla scuola materna alla secondaria superiore, proseguendo anche oltre, in un contesto di educazione permanente come chiave di lettura della realtà tecnologica, interazione con essa, produzione personale e comunicazione. Leggere la complessità della realtà con un approccio tecnologico significa avere attenzione per gli artefatti e i processi che conducono alla produzione e alla gestione degli artefatti stessi. Per ottenere tali risultati occorre accedere a una serie di procedure valide in contesti vasti e aperti di cui i saperi scolastici sono una componente. L'approccio
tecnologico consiste nell'osservazione e riconoscimento dell'oggetto,
nell'analisi particolareggiata, nell'estrapolazione dei punti essenziali. La tecnologia
si occupa di artefatti; pertanto l'educazione al tecnologico deve
condurre alla formazione delle due funzioni principali di utente di
tecnologia e di produttore di tecnologia. La
rappresentazione grafica che utilizza le nuove metodologie permette
di procedere dal macro al micro. Esistono dunque due trasversalità, una orizzontale che è data dalla politecnia ossia dalla collaborazione di tutti i saperi detentori di capacità trasformativa e una trasversalità verticale di tipo generazionale che va dall'infanzia alla giovinezza, per tutto l'arco della formazione in età evolutiva. I processi formativi ed educativi devono essere lunghi e precoci. La scuola
dell'infanzia dovrebbe prevedere la scoperta del proprio corpo e
del dialogo con gli artefatti ad esso pertinenti (vestiti, cibo, bevande
)
e con quelli del mondo vicino (rubinetti, presa elettrica, televisore,
gas) con atteggiamenti precoci di educazione alla sicurezza. Nella scuola elementare l'educazione tecnologica dovrebbe prendere in considerazione il mondo domestico e quotidiano. Vi deve essere un approccio più esplicito al disegno, come esplorazione e comprensione degli artefatti, a forme facilitate di uso della fotografia per la scoperta, almeno, della lettura di base della pianta, dei due alzati e dei dettagli. Non va escluso l'approccio all'uso del PC manipolando disegni e foto scansionate o giocando con forme elementari di computer-grafica. La scuola media dovrebbe privilegiare un'indagine degli artefatti con strumenti più attenti al rigore formale e quindi accentuando anche gli approcci digitali, di riprese e di animazione a sfondo tecnico. Il contesto alle medie dovrebbe configurarsi come attenzione agli artefatti sociali e quindi agli aspetti della tecnologia rivolta ai gruppi, alle comunità, alle istituzioni. Per
le superiori l'orientamento è di sintesi dei processi maturati
nei precedenti livelli e di ulteriore arricchimento, spostando l'attenzione
dalla tecnologia come cultura generale alle tecnologie specialistiche
e professionalizzanti. La dimensione di riferimento dovrebbe consentire
capacità di rappresentazione ad ampio scenario in un'ottica territoriale
e ambientale; tale ottica implica particolare rilevanza per l'approccio
urbanistico dei beni culturali e ambientali e dei luoghi dei sistemi
produttivi. Questi aspetti a rilevante impatto ambientale, dovrebbero
essere trattati con una particolare attenzione verso l'educazione alle
ecotecnologie. La tecnologia è un sapere della trasformazione e conseguentemente un sapere con forti responsabilità. L'etica
della tecnologia si esprime nelle fasi del controllo, della verifica
dell'impatto ambientale, del collaudo e della gestione della manutenzione.
Tali processi possono essere valutati in parte, ma in modo significativo,
anche con metodi digitali; in questo senso la metodologia della simulazione
deve essere considerata non solo una tecnica per apprendere, ma soprattutto
una strategia da governare. Sicuramente
vi sono aspetti di tipo normativo e giuridico che possono essere sondati
dalle discipline specifiche; aspetti fortemente economici che richiedono
apporto specialistico; aspetti espressivo-artistici che richiedono competenze
nel settore specifico (per es. design); aspetti geografici che presentano
problemi di natura sociale e storica che richiedono conoscenze di tipo
antropologico affrontabili con le chiavi interpretative delle discipline
di pertinenza. |