MilanoiRGL

 

PISTE DI LAVORO IN MUSEO:

artefatti digitali e di trasformazione

Gabriele Righetto[1]

 

 

¨     Il Museo che ci ospita offre una serie di opportunità per quanto riguarda

     la dimensione scientifica

ma anche e soprattutto

¨     la dimensione  tecnologica.

 

Con due prospettive

Ø     La tecnologia della trasformazione

Ø     La tecnologia dell’informazione.

 

I gruppi potranno lavorare

-         o intersecando le due prospettive

-         o lavorando solo su una di esse.

 

n        Bisogna però tenere presente che in Tecnologia, concretamente, 

 

n        non esistono operazioni tecnologiche separate, ma atti procedurali di sequenze che conducono alla produzione di un artefatto

 

n        gli artefatti sono

    produzioni  complesse  e  unitarie

    che prevedono una  quantità concorrente di  

     procedure e azioni concrete

 

n        I gruppi potranno quindi scegliere individuando una produzione complessa e unitaria, ossia un artefatto adatto a produrre

un oggetto digitale

coerente,

significativo,

riproducibile.

      da collocare  in rete

 

n        La Tecnologia non è un ambito dei saperi monolitico, ma più esattamente ci si dovrebbe riferire al concetto di famiglia di saperi o

n        Politecnìa

n        Storicamente la politecnìa si è manifestata almeno nei macrosettori

 

n        settore  architettonico-urbanistico e del territorio aperto

n        settore ingegneristico – territoriale  e del design

n        settore delle reti e oggetti digitali

n        settore delle tecnologie energetiche

n        settore delle ecotecnologie.

 

v    Tali macrosettori si sono diversamente espressi a seconda del paradigma culturale che storicamente era in auge.

v    I principali paradigmi che hanno interessato la fase storica a cui apparteniamo  e che sono presenti in questo museo sono:

v    L’agrario.-artigianale

v    L’industriale

v    Il biodigitale

 

·                   I  nostri lavori possono lavorare

su un solo paradigma,

oppure

evidenziare anche lo sviluppo storico,

attraversando la proposta didattico-tecnologica con l’analisi dei momenti evolutivi di tutti e tre i paradigmi.

 

n        Dato il poco tempo è bene che i gruppi operino scelte precise e si collochino

n        privilegiando uno di questi settori,

n        lavorando dove i materiali del museo sono esistenti e più ricchi

 

 

Forse sarebbe bene orientarsi a stabilire la produzione di

 

almeno

due proposte didattiche

da mettere in rete

durante l’attività del Gruppo Autore

 

Per ognuno dei macrosettori suggerisco una serie di  artefatti che possono costituire oggetto di lavoro e proposta didattica.

 

 

 

n        settore 

   architettonico-urbanistico e

del territorio aperto

 

edificio        isolato       parco-giardino-orto

n        riferimenti nel Museo

(si veda il mio documento su Proposte di merito)[2] es. Leonardo e l’architettura

n        settore ingegneristico, territoriale

   e del design

 

macchina     impianto   oggetto/strumento 

           progettazione artefatto con ottica di design

           trattamento tecnologico dei materiali

n        riferimenti nel Museo

(si veda il mio documento su Proposte di merito)[3]

n           es . locomotiva o nave o macchina di Watt

n        settore delle reti e oggetti digitali

 

v    videoscrittura con immagini inserite

v    piccolo ipertesto

v    prodotto immesso in rete e relazioni di trasmissione cooperazione on line

 

 descrizione dei processi di produzione/gestione di un oggetto digitale

n        settore delle tecnologie energetiche

 

forno

ruota idraulica

ruota eolica

turbina

centrale di produzione energetica

centrale mareomotrice

sistema distributivo energetico

 

n           riferimenti nel Museo

(si veda il mio documento su Proposte di merito)[4]    es . locomotiva o nave o macchina di Watt

 

·      settore delle ecotecnologie.

 

 

ü    Un acquedotto nella sue fase di  

      captazione

ü    La rete fognaria

ü           Un depuratore

       una coltivazione biologica e

       sostenibile

 

 

 

n        riferimenti nel Museo

(si vedano i settori presenti in Museo)[5]

es . settore Chimica salute e alimentazione

 

 

Tutti questi campi di lavoro implicano operazioni tecnologiche, per cui all’interno di tutti vi possono essere alcune fra le moltissime operatività tecnologiche appartenenti al mondo della tecnologia, tenendo presente che

l’operatività cambia rilevanza

con il cambiare

del paradigma culturale tecnologico

 

e quindi vi sono

 

¨     operatività prevalentemente 

    agrario-artigianali

¨     operatività prevalentemente

     industriali

¨     operatività prevalentemente

     bio-digitali

 

fra queste  quelle suggerite e cioè

n        smontare

n        spostare oggetti

n        trafilare e laminare

n        digitalizzare

n        mescolare

n        robotizzare

 

sono un piccolo elenco tra le moltissime possibili.

 

 

La Tecnologia  è un’attività umana che esiste nella sua natura profonda quando si traduce in attività trasformatrice del mondo e  dell’ambiente e pertanto ha dovuto fare  sempre i conti con

-        la sostenibilità.

 

Oggi il concetto di sostenibilità è più chiaro ed è riferibile

ad alcune questioni chiave:

-         la chiusura del cerchio

-         l’impronta ecologica

-         la compatibilità economica

-         la compatibilità socio-culturale

 

Nei lavori di gruppi

       un paragrafo,

       passaggio

       o elemento di valutazione

può essere dedicato anche a questo fondamentale aspetto.

 

Un’ultima, ma fondamentale questione:

-         il pensiero plastico.

La tecnologia è sempre attività di attività di trasformazione

-         sia del mondo esterno

-         che del mondo interno

-         (in questo secondo senso è riferita maggiormente alla tecnologia dell’informazione/comunicazione).

 

Quando si tratta di trasformazione del mondo esterno essa si colloca sempre in luoghi ed occupa spazi. La dimensione della spazialità può essere anche definita dimensione plastica e in senso meno complicato costituisce la

-         dimensione tridimensionale della tecnologia

Il pensiero tecnologico, pur facendo strumentalmente uso del pensiero espresso verbalmente, è strutturalmente un pensiero tridimensionale e plastico:

-         gli artefatti sono plastici e occupano uno spazio

-         gli artefatti vengono pensati e gestiti con linguaggio tipico  del pensiero plastico che si avvale di

-         disegno

-         sistemi rappresentativi

pertanto nei lavori dei nostri gruppi un spazio esplicito dovrebbe essere dedicato  a

-        disegno

-        sistemi rappresentativi fotochimici e digitali

 

Il modo tipico di strutturare il pensiero plastico è procedere per:

 

-         modelli

-         plastici

 

I modelli e i plastici ripercorrono tre forme rappresentative:

 

-         modelli isomorfi

-         modelli analogici

-         modelli omologhi

 

Il museo è ricco di plastici e modelli di tutti e tre i tipi e nei lavori di gruppo è bene che ci sia almeno un passaggio che sia significativo per

 

-         l’uso di plastici

-         un esempio di applicazione di plastico

 

I modelli-plastici possono servire a capire e gestire

¨     le caratteristiche intrinseche dell’artefatto

¨      le caratteristiche del contesto dell’artefatto

 

Per le caratteristiche intrinseche dell’artefatto

si possono fare plastici -modelli

 -  che rappresentano l’esterno e l’involucro

    dell’artefatto

- che rappresentano l’interno dell’artefatto e  

   le sue componenti (assonometria di sezione,

   assonometrie esplose, plastici aperti, ecc.)

 

Per le caratteristiche del contesto dell’artefatto si possono realizzare:

 

- plastici –modelli territoriali (mostrano come         

  è organizzato il territorio attorno all’artefatto

  e sono utili per capire le relazioni di un  

  artefatto con artefatti vicini o altri artefatti

  con cui si forma un sistema o tecnosistema)

 

- plastici-modelli ecologici (mostrano come l’artefatto o il sistema di artefatti agiscano sull’ambiente, producano degrado o inquinamento o meglio attivino un processo virtuoso di ‘chiusura del cerchio’ per cui una risorsa naturale (naturfatto) viene trattata e trasformata e si traduce in artefatto e sociofatto compatibile e una volta dismessa venga riciclata o trattata in modo da essere restituita in modo compatibile all’ecosistema (rinaturfatto).

 

I plastici o modelli ecologici rendono chiara e pensabile plasticamente la filiera:

                                              

                                                                              Naturfatto

 

 

 


      Rinaturfatto

 


                                                                                              Artefatto

                                                    Dismesfatto        

 

 

 


                                                                                Sociofatto

 

                                                                      

 

Occorre però tenere presente che l’era digitale e ancor più la sua maturazione biodigitale comporta la capacità di gestire

-        il pensiero plastico digitale,

-          ossia un mondo tridimensionale virtuale

 

Tutto questo riguarda una capacità aggiuntiva del pensare plasticamente che nei nostri lavori dovrebbe essere almeno accennata.

 

In particolare si tenga presente che oggi è possibile

 

una filiera di lavoro a rete e distanza

-         lavorare digitalmente su computer

-         produrre progetti di artefatti digitali e virtuali

-         inviarli in luoghi dislocati con invio  in rete (telelavoro digitale)

-         il progetto digitale può essere trasformato in modello-plastico mediante la stereolitografia che può fungere da prototipo

-         il progetto digitale può essere ricalibrato in modo che sia compatibile con i processi di macchine automatiche o meglio robotizzate e quindi si può passare alla produzione mediante forme del tipo CAD-CAM che è la modalità di robotizzazione

-         più esplicita e che conduce a

-         catene significative di telelavoro.

 

E’ quindi fondamentale che

l’educazione biodigitale

si avvalga in modo forte dell’approccio alla

-         robotizzazione

ma non si dovrebbe trascurare nei nostri lavori anche il fatto che la prospettiva di sviluppo più prossimo di tecnologie oggi ancora parzialment di frontiera, renderanno fenomeno normale per le nuove generazioni biodigitali

 

-        le nanotecnologie

-        le biotecnologie molecolari

 

Per far questo occorre educare ad un particolare pensiero plastico

 

-         il pensiero nano-bio

 

per il quale sono rilevanti le capacità di

    lavoro a scale molto ridotte,

-         microscopiche e

-         nanometriche appunto.

 

Per questo è opportuno saper educare a

rappresentazioni idonee a rendere visibile il non percettibile

e quindi a produrre modelli plastici digitali adeguati.

 

La procedura più importante da mettere in modo è

-         la zoomatura ingrandimento

-         la zoomatura per riduzione.

 

 

E’ chiaro allora che tutti i gruppi hanno bisogno non solo di produrre

 

 

- lavori su artefatti,

ma anche su

- oggetti digitali

 

La prospettiva

-         del telelavoro

-         della tele-esplorazione

 

richiedono uno sviluppo che consenta di gestire

la presenza a distanza

e quel particolare tipo di ragione che si manifesta in rete, soprattutto navigando in Web e cioè

la ragione di connettivante.

 

Nei nostri lavori credo che un cenno si debba fare anche a questo, quando presenteremo i nostri lavori digitali suggerendo collegamenti con siti e modalità di gestione di una webgrafia e l'esercizio di strategie ad imbuto e di Serendipity.

 

 

Non mi resta che augurarvi, augurarci, buon lavoro

 

 

 

 

 

 

 

Milano 21 gennaio 2003

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LUCIDI

PISTE DI LAVORO

IN MUSEO:

 

 

artefatti digitali e di trasformazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Presenza in Museo di

 

 

 

 

¨           la dimensione scientifica

¨           la dimensione tecnologica

 

 

 

 

 

 

 

la dimensione  tecnologica

 con due prospettive

 

 

 

 

Ø     La tecnologia della 

     trasformazione

Ø      La tecnologia 

     dell’informazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

n        non esistono

operazioni tecnologiche separate,

ma

atti procedurali di sequenze

che conducono alla produzione di

un artefatto

 

 

 

 

 

 

 

n        gli artefatti sono

 

 

produzioni

complesse e unitarie

 

che prevedono una  quantità concorrente di procedure e azioni concrete

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

n        Politecnìa

 

 

 

 

n        macrosettori

 

n        settore  architettonico-urbanistico e del territorio aperto

 

n        settore ingegneristico

   territoriale  e del design

 

n        settore delle reti e oggetti digitali

 

n        settore delle tecnologie energetiche

 

n        settore delle ecotecnologie.

 

 

 

 

 

v  Tali macrosettori si sono diversamente espressi a seconda del

 

     paradigma culturale

storicamente in auge

 

 

 

 

 

 

v    I principali paradigmi che hanno interessato la fase storica a cui apparteniamo e che sono

 

presenti in questo museo

sono:

 

 

Ø           L’agrario.-artigianale

Ø                      L’industriale

Ø                       Il biodigitale

·               privilegiare uno di questi settori

·               lavorare dove i materiali del museo sono esistenti e più ricchi

 

 

 

 

almeno

 

due

proposte didattiche

 

da

mettere in rete

 

 

durante l’attività del

Gruppo Autore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

n          settore 

    architettonico-

    urbanistico e

  del territorio aperto

 

 

edificio   

isolato        

parco-giardino-orto

 

n        riferimenti nel Museo

Sezioni interessate del Museo della Scienza e della Tecnologia

n        temi

n        modelli presenti in Museo:

n        Produzioni dei team di lavoro

n        Testo illustrativo con immagini e iconografia di supporto da inserire in rete

n        Produzione di modelli/plastici – approccio ecoplastico

   (per lo sviluppo del pensiero plastico)

·      descrizione del processo metodologico e didattico

es. Leonardo e l’architettura

 

n        settore ingegneristico, territoriale

   e del design

 

 

macchina     

impianto   

oggetto/strumento 

progettazione di artefatto con ottica di design

trattamento tecnologico dei materiali

 

n        riferimenti nel Museo

n        temi

n        modelli presenti in Museo:

n        Produzioni dei team di lavoro

n        Testo illustrativo con immagini e iconografia di supporto da inserire in rete

n        Produzione di modelli/plastici – approccio ecoplastico

   (per lo sviluppo del pensiero plastico)

·      descrizione del processo metodologico e didattico

·        possibile  lavoro sui  TRASPORTI, macchine e motori con applicazioni che interessino il territorio,

 

v    videoscrittura con immagini inserite

v    piccolo ipertesto

v    prodotto immesso in rete e relazioni di trasmissione cooperazione on line

 

 

n        settore delle tecnologie energetiche

 

 

artefatti presenti in museo

forno

ruota idraulica

ruota eolica

turbina

centrale di produzione energetica

centrale mareomotrice

sistema distributivo energetico

 

n           riferimenti nel Museo

es . locomotiva o nave o macchina di Watt

 

n        temi

n        modelli presenti in Museo:

n        Produzioni dei team di lavoro

n        Testo illustrativo con immagini e iconografia di supporto da inserire in rete

n        Produzione di modelli/plastici – approccio ecoplastico

   (per lo sviluppo del pensiero plastico)

·        descrizione del processo metodologico e didattico

 

 

·      settore delle ecotecnologie

 

 

 

ü     Un acquedotto nella sue fasi di  

       captazione

ü      La rete fognaria

ü    Un depuratore

ü            una coltivazione biologica e  

        sostenibile

 

n        temi

n        modelli presenti in Museo:

n        Produzioni dei team di lavoro

n        Testo illustrativo con immagini e iconografia di supporto da inserire in rete

n        Produzione di modelli/plastici – approccio ecoplastico

   (per lo sviluppo del pensiero plastico)

·       descrizione del processo metodologico e didattico

n        riferimenti nel Museo

(si vedano i settori presenti in Museo)

settori.

-          chimica e industria        -   casa, cibo, indumenti, manufatti metallici, esplosivi, elettrochimica, fertilizzanti, farmaci

-          filmati di settore            -  chimica e biochimica con applicazioni terapeutiche                    - coloranti, batteri


-          agricolo-alimentare        -  fitofarmaci

-          filmati su antibioticvi     - chimica e biotecnologie

-          la bachelite                        - resine e materiali termoplastici

-          elastomeri                          - tecnopolimeri

-          materiali ceramici

 

La Tecnologia è un’attività umana che esiste nella sua natura profonda quando si traduce in

 

 

attività trasformatrice

del mondo e  dell’ambiente

 

 

e pertanto ha dovuto fare  sempre i conti con

 

la sostenibilità.

 

Oggi il concetto di sostenibilità è più chiaro ed è riferibile

ad alcune questioni chiave:

 

 

-        la chiusura del cerchio

-        l’impronta ecologica

-        la compatibilità economica

-        la compatibilità socio-culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

il

pensiero plastico

 

pensiero plastico

-       esplorativo esterno

-       esplorativo interno

-       territoriale

-       ecologico

 

-       disegno

-         sistemi rappresentativi fotochimici e digitali

-       modelli

-         plastici

-        modelli isomorfi

-        modelli analogici

-        modelli omologhi

 

¨     le caratteristiche intrinseche dell’artefatto

¨     le caratteristiche del contesto dell’artefatto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                      Naturfatto

 

 

 

 


      Rinaturfatto

 


                                                                                                             Artefatto

 

 

                                     Dismesfatto         

 

 

 

 


 

                                                                                         Sociofatto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

il pensiero plastico digitale

 

ossia

un mondo tridimensionale virtuale

 

una filiera di lavoro a rete

e distanza

-         lavorare digitalmente su computer

-         produrre progetti di artefatti digitali e virtuali

-         inviarli in luoghi dislocati con invio  in rete (telelavoro digitale)

-         il progetto digitale può essere trasformato in modello-plastico mediante la stereolitografia che può fungere da prototipo

-          il progetto digitale può essere ricalibrato in modo che sia compatibile con i processi di macchine automatiche o meglio robotizzate e quindi si può passare alla produzione mediante forme del tipo CAD-CAM che è

la modalità di robotizzazione

-         più esplicita e che conduce a

-         catene significative

   di

  telelavoro.

E’ quindi fondamentale che

 

l’educazione biodigitale

 

si avvalga in modo forte dell’approccio alla

-    robotizzazione

 

-        le nanotecnologie

-        le biotecnologie molecolari

 

 

 

-        il pensiero nano-bio

 

capacità di

lavoro a scale molto ridotte,

-        microscopiche e

-        nanometriche appunto.

 

-        la zoomatura ingrandimento

-        la zoomatura per riduzione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

EDUCAZIONE  PER

GENERAZIONI BIODIGITALI

 

 

 

 

 

 

 

 

v       la presenza a distanza

v       la ragione di connettivante.

 

 

 

 

n        collegamenti con siti

n        modalità di gestione di una webgrafia

n        l'esercizio di strategie ad imbuto e di Serendipity.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AUGURIAMOCI

_____

BUON LAVORO

 

 

 

ABSTRACT

Modesti suggerimenti di lavoro ai GRUPPI AUTORE

 

n        Scegliere il settore di lavoro

n        Orientarsi sul numero di prodotti finali da mettere in rete

n        Privilegiare il macrosettore tecnologico di pertinenza

n        Individuare uno o due artefatti di riferimento

n        Determinare se il taglio del lavoro avrà anche un riferimento storico-evolutivo

n        Scandire il ruolo del pensiero plastico e del pensiero verbale

n        Ipotizzare il tipo di modelli o plastici a cui si farà riferimento

n        Individuare le risorse interne al museo da utilizzare

n        Descrivere e problematizzare il processo metodologico e didattico

n        Indicare i problemi e le procedure che si accolgono per una valutazione di sostenibilità

n        Stabilire il livello di disegno e di sistemi rappresentativi

n        Porsi il problema della filiera della chiusura del cerchio

n        Problematiche di educazione delle generazioni biodigitali

n        Ruolo e significato del lavoro proposto per una promozione di cultura tecnologica

 



[1]

Centro di  Ecologia Umana – Università di Padova / Segretario Generale e coordinatore dell’area di Ecologia Formativa

[2] A –

Gruppo architettonico-urbanistico

Il gruppo dovrebbe occuparsi di

EDIFICI e CONTESTI URBANISTICI

concependoli sinteticamente come:

-          Contenitori per attività e abitazioni umane

-          e contenitori di macchine e impianti

Sezioni interessate del Museo della Scienza e della Tecnologia

-          Leonardo e l’architettura

-          La città ideale di Leonardo e le acque

-          La misura del tempo (con attenzione agli ingranaggi e trasmissione regolare del moto –premesse per comprendere la logica delle macchine come strumenti per il moto)

-          lavorazione dei metalli e della ceramica (intesa come suggestione per avvicinarsi ai problemi dei materiali costruttivi)

-          agricoltura e alimentazione (per affrontare la tecnologia territoriale e della ’costruzione del territorio e paesaggio’)

-          chimica e biotecnologie (apertura ad altri aspetti di punta dell’epoca digitale o biodigitale)

modelli presenti in Museo:

-          le macchine di Leonardo

-          la macchina per sollevare pesi

-          macchina a pestelli o pistogio

-          orologio da torre del secolo XVII

-          Astrario di Giovanni Dondi

-          Modelli di funzionamento di orologi meccanici

-          Il foliot

-          L’orologio elettrico

-          macchina a pestelli (modello isomorfo)

-          cembalo scrivano (modello isomorfo con caratteri anche analogici)

Produzioni dei team di lavoro

Testo illustrativo con immagini e iconografia di supporto da inserire in rete

Produzione di modelli/plastici (per lo sviluppo del pensiero plastico)

-          modelli-plastici

-          bozzetto di edificio di tipo isomorfo

-          esplorabile all’esterno

-          esplorabile all’interno

-          modellino di isolato come fenomeno territoriale

-          modellino della rete idrica (dalla fonte di captazione al depuratore) – modellino per il pensiero plastico ecologico

 

[3]

 B - Gruppo ingegneristico-territoriale e del design

 

 

Il gruppo lavora sui

TRASPORTI,

ossia su  aspetti legati a

macchine e motori

con applicazioni che interessino

il territorio,

soprattutto come luogo degli spostamenti e delle tecnologie impiegate allo scopo.

Data la dotazione del Museo potrebbe essere interessante lavorare sui

-         Trasporti diversamente apllicati

-          Motori implicati in macchine

-          Macchine per produrre movimento

Sezioni interessate del Museo della scienza e della Tecnologia

-          Trasporti terrestri

-          Le carrozze

-          Le biciclette

-          Le moto

-          Le auto

-          Trasporti ferroviari

-          Navi e aerei

-          L’uomo e il mare

-          La nave scuola Ebe

-          Il volo

modelli presenti in Museo:

-          storia della ruota

-          le macchine di Leonardo

-          la macchina per sollevare pesi

-          macchina a pestelli o pistogio

-          macchina newcomen (modello)

-          macchina Watt

-          macchina a vapore Regina Margherita

-          modellino dello spaccato di una ferrovia

-          motore eolico (modello isomorfo con caratteri anche analogici)

-          anello di Pacinotti

-          modello di panfilo Elettra

-          carrucole

-          noria

-          turbine idrauliche

Produzioni dei team di lavoro

Testo illustrativo con immagini e iconografia di supporto da inserire in rete

Produzione di modelli/plastici (per lo sviluppo del pensiero plastico)

                        -   Modelli isomorfi di carrozza

-          plastico interno di carrozza (approccio al

concetto di design e interazione con le arti minori)

-          argano e sollevamento di un’ancora

 

-          modelli-plastici

-          bozzetto di treno o auto

-          percorso di trasporto

-          esplorabile all’esterno

-          esplorabile all’interno

-         modello di pensiero plastico ecologico relativo agli inquinanti atmosferici  legati ai mezzi di trasporto a combustione interna (il cerchio non si chiude)

 

[4]

Gruppo delle tecnologie energetiche

Il gruppo si occupa di

ARTEFATTI CHE GENERANO ENERGIA

-          idrica

-          eolica

-          termica

-          mareomotrice

-          geotermica

-         

-          e loro artefatti collegati

Sezioni interessate del Museo della Scienza e della Tecnologia

- motori e generatori d’energia

-          i Forni

-          lavorazione industriale dei metalli (ferro, alluminio, piombo, rame)

modelli presenti in Museo:

-          forno a vento

-          turbine idrauliche

-          noria

-          macchina di Horn

-          motore eolico

           

 

Produzioni dei team di lavoro

Testo illustrativo con immagini e iconografia di supporto da inserire in rete

 

Produzione di modelli/plastici (per lo sviluppo del pensiero plastico)

-          modello isomorfo di forno

-          plastico per esplorazione esterna di un artefatto per generare/gestire energia

-          plastico per esplorazione interna di un artefatto per generare/gestire energia

-          plastico territoriale ed ecologico di un impianto di riscaldamento (gestione dei fumi)

 

[5]

settori.

-          chimica e industria

-          casa, cibo, indumenti, manufatti metallici, esplosivi, elettrochimica, fertilizzanti, farmaci

-          filmati di settore

-          chimica e biochimica con applicazioni terapeutiche

-          coloranti, batteri

-          agricolo-alimentare

-          fitofarmaci

-          filmati su antibioticvi

-          chimica e biotecnologie

-          la bachelite

-          resine e materiali termoplastici

-          elastomeri

-          tecnopolimeri

-          materiali ceramici

 

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