PISTE DI
LAVORO IN MUSEO:
artefatti
digitali e di trasformazione
Gabriele Righetto[1]
¨ Il Museo che ci ospita offre
una serie di opportunità per quanto riguarda
la dimensione scientifica
ma anche e soprattutto
¨ la dimensione tecnologica.
Ø La tecnologia della trasformazione
Ø La tecnologia dell’informazione.
I gruppi potranno lavorare
-
o intersecando le due
prospettive
-
o lavorando solo su una di
esse.
n
Bisogna
però tenere presente che in Tecnologia, concretamente,
n
non
esistono operazioni tecnologiche separate,
ma atti procedurali di sequenze che conducono alla produzione di un
artefatto
n
gli
artefatti sono
produzioni complesse
e unitarie
che prevedono una quantità concorrente di
procedure e azioni concrete
n
I
gruppi potranno quindi scegliere individuando una produzione complessa e
unitaria, ossia un artefatto adatto a produrre
un oggetto
digitale
coerente,
significativo,
riproducibile.
da
collocare in rete
n
La
Tecnologia non è un ambito dei saperi monolitico, ma più esattamente ci si
dovrebbe riferire al concetto di famiglia di saperi o
n
Politecnìa
n
Storicamente
la politecnìa si è manifestata almeno nei macrosettori
n
settore architettonico-urbanistico e del territorio
aperto
n
settore ingegneristico –
territoriale e del design
n
settore delle reti e oggetti
digitali
n
settore delle tecnologie
energetiche
n
settore delle ecotecnologie.
v Tali macrosettori si sono diversamente espressi a seconda del paradigma culturale che storicamente era in auge.
v I principali paradigmi che
hanno interessato la fase storica a cui apparteniamo e che sono presenti in questo museo sono:
v L’agrario.-artigianale
v L’industriale
v Il biodigitale
· I nostri lavori possono lavorare
su un solo paradigma,
oppure
evidenziare anche lo sviluppo storico,
attraversando la proposta didattico-tecnologica con l’analisi dei momenti evolutivi di tutti e tre i paradigmi.
n
Dato
il poco tempo è bene che i gruppi operino scelte precise e si collochino
n
privilegiando uno di questi
settori,
n
lavorando dove i materiali
del museo sono esistenti e più ricchi
almeno
due proposte didattiche
da mettere in rete
durante l’attività del
Gruppo Autore
Per ognuno dei macrosettori suggerisco una serie
di artefatti che possono costituire
oggetto di lavoro e proposta didattica.
n
settore
architettonico-urbanistico e
del territorio aperto
edificio isolato
parco-giardino-orto
n
riferimenti nel Museo
(si veda il mio documento su
Proposte di merito)[2] es. Leonardo
e l’architettura
n
settore ingegneristico,
territoriale
e del design
macchina impianto oggetto/strumento
progettazione artefatto con ottica di design
trattamento tecnologico dei materiali
n
riferimenti nel Museo
(si veda il mio documento su
Proposte di merito)[3]
n
es . locomotiva o nave o macchina di Watt
n
settore delle reti e oggetti
digitali
v videoscrittura con immagini
inserite
v piccolo ipertesto
v prodotto immesso in rete e
relazioni di trasmissione cooperazione on line
descrizione dei processi di produzione/gestione di un oggetto digitale
n
settore delle tecnologie
energetiche
forno
ruota idraulica
ruota eolica
turbina
centrale di produzione energetica
centrale mareomotrice
sistema distributivo energetico
n
riferimenti nel Museo
(si veda il mio documento su
Proposte di merito)[4] es . locomotiva o nave o macchina di Watt
· settore delle ecotecnologie.
una
coltivazione biologica e
sostenibile
n
riferimenti nel Museo
(si vedano i settori
presenti in Museo)[5]
es . settore
Chimica salute e alimentazione
Tutti questi campi di lavoro implicano operazioni
tecnologiche, per cui all’interno di tutti vi possono essere alcune fra le
moltissime operatività tecnologiche appartenenti al mondo della tecnologia,
tenendo presente che
l’operatività cambia rilevanza
con il cambiare
del paradigma culturale tecnologico
e quindi vi sono
¨ operatività
prevalentemente
agrario-artigianali
¨ operatività prevalentemente
industriali
¨ operatività prevalentemente
bio-digitali
fra queste
quelle suggerite e cioè
n
smontare
n
spostare oggetti
n
trafilare e laminare
n
digitalizzare
n
mescolare
n
robotizzare
sono un piccolo elenco tra le moltissime possibili.
La Tecnologia è un’attività umana che esiste nella sua natura profonda quando si traduce in attività trasformatrice del mondo e dell’ambiente e pertanto ha dovuto fare sempre i conti con
-
la sostenibilità.
Oggi il concetto di sostenibilità è più chiaro ed è riferibile
ad alcune questioni chiave:
-
la chiusura del cerchio
-
l’impronta ecologica
-
la compatibilità
economica
- la compatibilità socio-culturale
Nei lavori di gruppi
– un paragrafo,
– passaggio
– o elemento di valutazione
può essere dedicato anche a questo fondamentale aspetto.
Un’ultima, ma fondamentale questione:
-
il pensiero plastico.
La tecnologia è sempre attività di attività di trasformazione
- sia del mondo esterno
- che del mondo interno
-
(in
questo secondo senso è riferita maggiormente alla tecnologia
dell’informazione/comunicazione).
Quando si tratta di trasformazione del mondo esterno
essa si colloca sempre in luoghi ed occupa spazi. La dimensione della
spazialità può essere anche definita dimensione plastica e in senso meno
complicato costituisce la
-
dimensione
tridimensionale della tecnologia
Il pensiero tecnologico, pur facendo strumentalmente
uso del pensiero espresso verbalmente, è strutturalmente un pensiero
tridimensionale e plastico:
-
gli
artefatti sono plastici e occupano uno spazio
-
gli
artefatti vengono pensati e gestiti con linguaggio tipico del pensiero plastico che si avvale di
-
disegno
-
sistemi
rappresentativi
pertanto nei lavori dei nostri gruppi un spazio
esplicito dovrebbe essere dedicato a
-
disegno
-
sistemi rappresentativi
fotochimici e digitali
Il modo tipico di strutturare il pensiero plastico è
procedere per:
-
modelli
-
plastici
I modelli e i plastici ripercorrono tre forme
rappresentative:
-
modelli isomorfi
-
modelli analogici
-
modelli omologhi
Il museo è ricco di plastici e modelli di tutti e
tre i tipi e nei lavori di gruppo è bene che ci sia almeno un passaggio che sia
significativo per
-
l’uso di plastici
-
un esempio di
applicazione di plastico
I modelli-plastici possono servire a capire e gestire
¨ le caratteristiche intrinseche dell’artefatto
¨ le caratteristiche del contesto dell’artefatto
Per le caratteristiche
intrinseche dell’artefatto
si possono fare plastici -modelli
- che
rappresentano l’esterno e l’involucro
dell’artefatto
- che rappresentano l’interno dell’artefatto e
le sue componenti (assonometria di sezione,
assonometrie esplose, plastici aperti, ecc.)
Per le caratteristiche
del contesto dell’artefatto si possono realizzare:
- plastici –modelli
territoriali (mostrano come
è organizzato il territorio attorno all’artefatto
e sono utili per capire le relazioni di un
artefatto con artefatti vicini o altri artefatti
con cui si forma un sistema o tecnosistema)
- plastici-modelli
ecologici (mostrano
come l’artefatto o il sistema di artefatti agiscano sull’ambiente, producano
degrado o inquinamento o meglio attivino un processo virtuoso di ‘chiusura del
cerchio’ per cui una risorsa naturale (naturfatto) viene trattata e trasformata
e si traduce in artefatto e sociofatto compatibile e una volta dismessa venga
riciclata o trattata in modo da essere restituita in modo compatibile
all’ecosistema (rinaturfatto).
I plastici o modelli ecologici rendono chiara e pensabile plasticamente
la filiera:
Naturfatto
![]()
![]()
Rinaturfatto
![]()
Artefatto
Dismesfatto

Sociofatto
Occorre però tenere presente che l’era digitale e
ancor più la sua maturazione biodigitale comporta la capacità di gestire
-
il pensiero plastico
digitale,
-
ossia
un mondo tridimensionale virtuale
Tutto questo riguarda una capacità aggiuntiva del pensare plasticamente che nei nostri lavori dovrebbe essere almeno accennata.
In particolare si tenga presente che oggi è possibile
una filiera di lavoro a rete e distanza
- lavorare digitalmente su computer
-
produrre progetti di artefatti digitali e virtuali
-
inviarli in luoghi dislocati con invio in rete (telelavoro digitale)
-
il progetto digitale può essere trasformato in
modello-plastico mediante la stereolitografia che può fungere da prototipo
-
il progetto digitale può essere ricalibrato in modo che
sia compatibile con i processi di macchine automatiche o meglio robotizzate e
quindi si può passare alla produzione mediante forme del tipo CAD-CAM che è la modalità di robotizzazione
-
più esplicita e che conduce a
-
catene significative di telelavoro.
E’ quindi fondamentale che
l’educazione biodigitale
si avvalga in modo forte dell’approccio alla
-
robotizzazione
ma non si dovrebbe trascurare nei nostri lavori anche il fatto che la prospettiva di sviluppo più prossimo di tecnologie oggi ancora parzialment di frontiera, renderanno fenomeno normale per le nuove generazioni biodigitali
-
le nanotecnologie
-
le biotecnologie molecolari
Per far questo occorre educare ad un particolare pensiero plastico
-
il pensiero nano-bio
per il quale sono rilevanti le capacità di
lavoro a scale molto
ridotte,
-
microscopiche e
-
nanometriche
appunto.
Per questo è opportuno saper educare a
rappresentazioni idonee a rendere visibile il non percettibile
e quindi a produrre modelli plastici digitali adeguati.
La procedura più importante da mettere in modo è
-
la zoomatura ingrandimento
-
la zoomatura per
riduzione.
E’ chiaro allora che tutti i gruppi hanno bisogno non solo di produrre
- lavori su artefatti,
ma anche su
- oggetti digitali
La prospettiva
-
del telelavoro
-
della
tele-esplorazione
richiedono uno sviluppo che consenta di gestire
la presenza a distanza
e quel particolare tipo di ragione che si manifesta in rete, soprattutto navigando in Web e cioè
la ragione di connettivante.
Nei nostri lavori credo che un cenno si debba fare anche a questo, quando presenteremo i nostri lavori digitali suggerendo collegamenti con siti e modalità di gestione di una webgrafia e l'esercizio di strategie ad imbuto e di Serendipity.
Non mi resta che augurarvi, augurarci, buon lavoro
Milano 21 gennaio 2003
PISTE
DI LAVORO
IN
MUSEO:
artefatti
digitali e di trasformazione
¨
la dimensione
scientifica
¨
la dimensione
tecnologica
n
non
esistono
operazioni tecnologiche
separate,
ma
atti procedurali
di sequenze
che conducono alla
produzione di
un artefatto
n
gli artefatti sono
produzioni
complesse e
unitarie
che prevedono una
quantità concorrente di procedure e azioni concrete
n
Politecnìa
n
macrosettori
n
settore architettonico-urbanistico e del territorio
aperto
n
settore
ingegneristico
–
territoriale e del design
n
settore delle
reti e oggetti digitali
n
settore delle
tecnologie energetiche
n
settore delle
ecotecnologie.
v Tali
macrosettori si sono diversamente espressi a seconda del
paradigma culturale
storicamente in
auge
v I principali paradigmi che
hanno interessato la fase storica a cui apparteniamo e che sono
presenti in
questo museo
sono:
Ø
L’industriale
Ø
Il biodigitale
·
privilegiare
uno di questi settori
·
lavorare dove i
materiali del museo sono esistenti e più ricchi
almeno
due
proposte didattiche
da
mettere in rete
durante l’attività del
n
settore
architettonico-
urbanistico e
del territorio aperto
edificio
isolato
parco-giardino-orto
n
riferimenti nel Museo
n
temi
n
modelli presenti
in Museo:
n
Testo
illustrativo con immagini e iconografia di supporto da inserire in rete
n
Produzione di
modelli/plastici – approccio ecoplastico
(per lo sviluppo del pensiero plastico)
· descrizione del processo metodologico e didattico
es. Leonardo e
l’architettura
n
settore
ingegneristico, territoriale
e del design
macchina
impianto
oggetto/strumento
progettazione di artefatto con ottica di
design
trattamento tecnologico dei materiali
n
riferimenti nel Museo
n
temi
n
modelli presenti
in Museo:
n
Testo
illustrativo con immagini e iconografia di supporto da inserire in rete
n
Produzione di
modelli/plastici – approccio ecoplastico
(per lo sviluppo del pensiero plastico)
· descrizione del processo metodologico e didattico
·
possibile
lavoro sui TRASPORTI, macchine e
motori con
applicazioni che interessino il territorio,
v videoscrittura con immagini
inserite
v piccolo ipertesto
v prodotto immesso in rete e
relazioni di trasmissione cooperazione on line
n
settore delle
tecnologie energetiche
artefatti
presenti in museo
forno
ruota idraulica
ruota eolica
turbina
centrale di produzione energetica
centrale mareomotrice
sistema distributivo energetico
n
riferimenti nel Museo
es . locomotiva
o nave o macchina di Watt
n
temi
n
modelli presenti
in Museo:
n
Testo
illustrativo con immagini e iconografia di supporto da inserire in rete
n
Produzione di
modelli/plastici – approccio ecoplastico
(per lo sviluppo del pensiero plastico)
·
descrizione del processo metodologico e didattico
·
settore delle
ecotecnologie
ü
una coltivazione
biologica e
sostenibile
n
temi
n
modelli presenti
in Museo:
n
Testo
illustrativo con immagini e iconografia di supporto da inserire in rete
n
Produzione di
modelli/plastici – approccio ecoplastico
(per lo sviluppo del pensiero plastico)
·
descrizione
del processo
metodologico e
didattico
n
riferimenti nel Museo
(si vedano i settori
presenti in Museo)
settori.
- chimica e industria - casa, cibo, indumenti, manufatti metallici, esplosivi, elettrochimica, fertilizzanti, farmaci
- filmati di settore - chimica e biochimica con applicazioni terapeutiche - coloranti, batteri
- agricolo-alimentare - fitofarmaci
- filmati su antibioticvi - chimica e biotecnologie
- la bachelite - resine e materiali termoplastici
- elastomeri - tecnopolimeri
- materiali ceramici
La Tecnologia è un’attività umana che esiste nella sua natura profonda quando si traduce in
attività trasformatrice
del mondo e dell’ambiente
e pertanto ha dovuto fare sempre i conti con
la sostenibilità.
Oggi il concetto di sostenibilità è più chiaro ed è riferibile
ad alcune questioni chiave:
-
la chiusura del cerchio
-
l’impronta ecologica
-
la compatibilità economica
-
la compatibilità socio-culturale
il
pensiero plastico
pensiero plastico
- esplorativo esterno
- esplorativo interno
- territoriale
- ecologico
- disegno
-
sistemi
rappresentativi fotochimici e digitali
- modelli
-
plastici
-
modelli isomorfi
-
modelli analogici
-
modelli omologhi
¨
le caratteristiche intrinseche
dell’artefatto
¨
le caratteristiche del contesto
dell’artefatto
Naturfatto
![]()
![]()
Rinaturfatto
![]()
Artefatto
Dismesfatto

Sociofatto
il
pensiero plastico digitale
ossia
un
mondo tridimensionale virtuale
una
filiera di lavoro a rete
e
distanza
-
lavorare
digitalmente su computer
-
produrre progetti di
artefatti digitali e virtuali
-
inviarli in luoghi
dislocati con invio in rete
(telelavoro digitale)
-
il progetto digitale può essere trasformato in modello-plastico
mediante la stereolitografia che può
fungere da prototipo
-
il progetto digitale può essere ricalibrato in modo che sia
compatibile con i processi di macchine
automatiche o meglio robotizzate e quindi si può passare alla produzione
mediante forme del tipo CAD-CAM che
è
la modalità
di robotizzazione
-
più
esplicita e che conduce a
-
catene
significative
di
telelavoro.
E’ quindi fondamentale che
l’educazione
biodigitale
si avvalga in modo forte dell’approccio alla
- robotizzazione
-
le nanotecnologie
-
le biotecnologie
molecolari
-
il pensiero
nano-bio
capacità di
lavoro a scale molto ridotte,
-
microscopiche e
-
nanometriche
appunto.
-
la zoomatura
ingrandimento
-
la zoomatura
per riduzione.
EDUCAZIONE PER
GENERAZIONI BIODIGITALI
v
la presenza a
distanza
v
la ragione di
connettivante.
n
collegamenti con
siti
n
modalità di
gestione di una webgrafia
n
l'esercizio di
strategie ad imbuto e di Serendipity.
AUGURIAMOCI
_____
BUON LAVORO
ABSTRACT
Modesti
suggerimenti di lavoro ai GRUPPI AUTORE
n
Scegliere il settore di lavoro
n
Orientarsi sul numero di prodotti finali da mettere in rete
n
Privilegiare il macrosettore tecnologico di pertinenza
n
Individuare uno o due artefatti di riferimento
n
Determinare se il taglio del lavoro avrà anche un riferimento
storico-evolutivo
n
Scandire il ruolo del pensiero plastico e del pensiero verbale
n
Ipotizzare il tipo di modelli o plastici a cui si farà riferimento
n
Individuare le risorse interne al museo da utilizzare
n
Descrivere e problematizzare il processo metodologico e didattico
n
Indicare i problemi e le procedure che si accolgono per una
valutazione di sostenibilità
n
Stabilire il livello di disegno e di sistemi rappresentativi
n
Porsi il problema della filiera della chiusura del cerchio
n
Problematiche di educazione delle generazioni biodigitali
n
Ruolo e significato del lavoro proposto per una promozione di
cultura tecnologica
Centro di Ecologia Umana – Università di Padova / Segretario Generale e coordinatore dell’area di Ecologia Formativa
-
Contenitori per attività e
abitazioni umane
-
e contenitori di macchine e
impianti
-
Leonardo
e l’architettura
-
La
città ideale di Leonardo e le acque
-
La
misura del tempo (con attenzione agli ingranaggi e trasmissione regolare del
moto –premesse per comprendere la logica delle macchine come strumenti per il
moto)
-
lavorazione
dei metalli e della ceramica (intesa come suggestione per avvicinarsi ai
problemi dei materiali costruttivi)
-
agricoltura
e alimentazione (per affrontare la tecnologia territoriale e della ’costruzione
del territorio e paesaggio’)
-
chimica
e biotecnologie (apertura ad altri aspetti di punta dell’epoca digitale o
biodigitale)
modelli presenti in Museo:
- le macchine di Leonardo
-
la macchina per sollevare pesi
- macchina a pestelli o pistogio
- orologio da torre del secolo XVII
- Astrario di Giovanni Dondi
- Modelli di funzionamento di orologi meccanici
- Il foliot
- L’orologio elettrico
- macchina a pestelli (modello isomorfo)
- cembalo scrivano (modello isomorfo con caratteri anche analogici)
Testo
illustrativo con immagini e iconografia di supporto da inserire in rete
Produzione di
modelli/plastici (per lo sviluppo del pensiero plastico)
-
modelli-plastici
-
bozzetto
di edificio di tipo isomorfo
-
esplorabile
all’esterno
-
esplorabile
all’interno
-
modellino
di isolato come fenomeno territoriale
-
modellino
della rete idrica (dalla fonte di captazione al depuratore) – modellino
per il pensiero plastico ecologico
Il
gruppo lavora sui
TRASPORTI,
ossia
su aspetti legati a
macchine e motori
con
applicazioni che interessino
il territorio,
soprattutto
come luogo degli spostamenti e delle
tecnologie impiegate allo scopo.
Data
la dotazione del Museo potrebbe essere interessante lavorare sui
-
Trasporti diversamente apllicati
-
Motori implicati in macchine
-
Macchine per produrre
movimento
-
Trasporti
terrestri
-
Le
carrozze
-
Le
biciclette
-
Le
moto
-
Le
auto
-
Trasporti
ferroviari
-
Navi
e aerei
-
L’uomo
e il mare
-
La
nave scuola Ebe
-
Il
volo
modelli presenti in Museo:
-
storia
della ruota
-
le
macchine di Leonardo
-
la
macchina per sollevare pesi
-
macchina
a pestelli o pistogio
-
macchina
newcomen (modello)
-
macchina
Watt
-
macchina
a vapore Regina Margherita
-
modellino
dello spaccato di una ferrovia
-
motore
eolico (modello isomorfo con caratteri anche analogici)
-
anello
di Pacinotti
-
modello
di panfilo Elettra
-
carrucole
-
noria
-
turbine
idrauliche
Testo illustrativo
con immagini e iconografia di supporto da inserire in rete
Produzione di
modelli/plastici (per lo sviluppo del pensiero plastico)
- Modelli isomorfi di carrozza
-
plastico
interno di carrozza (approccio al
concetto di design e
interazione con le arti minori)
-
argano
e sollevamento di un’ancora
-
modelli-plastici
-
bozzetto
di treno o auto
-
percorso di trasporto
-
esplorabile
all’esterno
-
esplorabile
all’interno
-
modello
di pensiero plastico ecologico relativo agli inquinanti atmosferici legati ai mezzi di trasporto a combustione
interna (il cerchio non si chiude)
Il
gruppo si occupa di
ARTEFATTI CHE GENERANO
ENERGIA
-
idrica
-
eolica
-
termica
-
mareomotrice
-
geotermica
-
…
-
e
loro artefatti collegati
- i Forni
- lavorazione industriale dei metalli (ferro, alluminio, piombo, rame)
modelli presenti in
Museo:
- forno a vento
- turbine idrauliche
- noria
- macchina di Horn
-
motore eolico
Testo illustrativo
con immagini e iconografia di supporto da inserire in rete
Produzione di
modelli/plastici (per lo sviluppo del pensiero plastico)
-
modello
isomorfo di forno
-
plastico
per esplorazione esterna di un artefatto per generare/gestire energia
-
plastico
per esplorazione interna di un artefatto per generare/gestire energia
-
plastico
territoriale ed ecologico di un impianto di riscaldamento (gestione dei fumi)
settori.
- chimica e industria
- casa, cibo, indumenti, manufatti metallici, esplosivi, elettrochimica, fertilizzanti, farmaci
- filmati di settore
- chimica e biochimica con applicazioni terapeutiche
- coloranti, batteri
- agricolo-alimentare
- fitofarmaci
- filmati su antibioticvi
- chimica e biotecnologie
- la bachelite
- resine e materiali termoplastici
- elastomeri
- tecnopolimeri
- materiali ceramici