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PREMESSA
Le trasformazioni degli strumenti, macchine, prodotti, impianti
e reti che avvengono in così breve tempo, condizionano
e modificano l'ambiente e il nostro modo di vivere contemporaneo.
Perciò avere coscienza delle trasformazioni, a scala
ravvicinata e territoriale, significa realizzare la presenza
della tecnologia come disciplina che studia e produce queste
trasformazioni e può avere un impatto positivo o negativo
sull'ambiente e il tessuto sociale.
In relazione a ciò, si può parlare di reinterpretazione
in chiave tecnologica dei fatti del mondo in cui viviamo ponendo
l'attenzione sugli artefatti prodotti e su quanta immaginazione,
intuizione e progettualità c'è dietro alla loro
realizzazione con tutto quello che comportano didatticamente
e validamente "la scoperta", i percorsi di apprendimento
logico deduttivi e induttivi, l'osservazione, l'analisi, la
sintesi e l'acquisizione di competenze e valutazione di impatto
ambientale.
I due aspetti fondamentali individuati per la formazione del
cittadino nell'ambito della Tecnologia sono interagenti.
Uno è l'inserimento strutturato nei piani di studio
della scuola e l'altro è la valutazione dell'interazione
etica, sociale e ambientale esercitata dalla presenza e dall'uso
degli artefatti sempre in continua trasformazione.
Il secondo aspetto tocca argomenti di vitale interesse:
- quello dell'ecosistema
- quello sociologico: tutti i prodotti tecnologicamente avanzati
e trasformati così velocemente devono essere responsabilmente
utilizzati, per cui è necessaria la conoscenza, nel
senso più ampio del termine, per mettere in grado la
persona di effettuare scelte consapevoli dopo un'oggettiva
valutazione.
Pertanto la presenza della Tecnologia diventa essenziale nel
quadro formativo del cittadino poiché è indispensabile
per:
Leggere e interpretare la complessità della realtà
con approccio tecnologico, avendo attenzione per gli artefatti
e i processi che conducono alla produzione e alla gestione
degli artefatti stessi, in un quadro di interpretazione e
valutazione socioambientale.
Interagire, ossia relazionarsi anche praticamente con l'artefatto
attraverso la visualizzazione, la comprensione dei segni,
la decodificazione del messaggio, con particolare attenzione
ai linguaggi plastici, ossia alle espressioni tecnologiche
che strutturano lo spazio e occupano lo spazio.
Produrre che costituisce il passaggio dall'idea astratta alla
concretizzazione di un prodotto dalle fasi di realizzazione
a quelle di distribuzione, compresa l'attenzione alle dinamiche
di trasporto che il processo richiede,
Comunicare che esplicita in modo chiaro e rigoroso il processo
operativo per renderlo riproducibile, facendo ricorso ai linguaggi
tipici della tecnologia che sono quelli grafici, plastici,
procedurali, diagrammatici e del disegno, con esplicito riferimento
alle modalità digitali della grafica.
Promuovere l'estetica della Tecnologia in quanto gli artefatti
e i luoghi del costruito non si riducono a sole funzioni performative,
ma innalzano questioni di comfort, partecipazione all'evoluzione
del gusto, alla celebrazione di nuovi riti e nuovi miti, alla
costruzione di linguaggi che interpretano l'affiorare di comportamenti
individuali e sociali volti a stili di vita aperti e a comportamenti
innovativi ed a significati che giocano nella dialettica tra
il continuismo e il fratturismo semantico e pragmatico, E'
la specie umana che inventa il suo modo di essere e stare
nel mondo.
Progettare e produrre nella sostenibilità che significa
domandarsi quanto la trasformazione tecnologica sia in grado
di dialogare con la struttura profonda e complessa degli ecosistemi
naturali, contribuendo ad un processo di coevoluzione che
da un lato tuteli la biodiversità e il supporto geofisico
e dall'altro permetta le dinamiche del cambiamento antropico,
ossia la sostenibilità culturale.
Sostenere l'etica della tecnologia che si esprime nelle fasi
del controllo, della verifica dell'impatto ambientale, del
collaudo e della gestione della manutenzione e più
rigorosamente della sostenibilità, intesa sia come
equilibrio dinamico degli ecosistemi e tecnosistemi che come
processo di 'chiusura del cerchio' secondo la filiera naturfatto-artefatto-rinaturfatto.
Gestire gli artefatti implica avere consapevolezza dell'arco
di vita degli artefatti e della necessità di condurre
tale processo in ogni sua fase in termini di comportamento
responsabile e sostenibile dall' ideazione alla dismissione.
Gli allievi devono essere messi in grado di gestire l'intero
processo della trasformazione nelle sue fasi di progettazione,
verifica di sostenibilità, di produzione, di distribuzione,
di comprensione dei processi semantici e simbolici in gioco
con la produzione e uso degli artefatti, di gestione e manutenzione,
di dismissione.
Tale compito appare sicuramente ampio, complesso e di difficile
attuazione; pertanto la tecnologia non può essere bastante
a sé stessa anche nella accezione della politecnia,
altrimenti cadrebbe in autoreferenzialità e inadeguatezza.
L'educazione tecnologica pertanto, per tutte le caratteristiche
esposte, concorre alla definizione del profilo formativo del
cittadino ad essere: colto, democratico e responsabile, attrezzato
per il mondo del lavoro in quanto capace di immaginare, progettare,
partecipare, cooperare, tutelare, promuovere socialmente l'ambiente.
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