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scuola di tecnologia, pronto il curricolo per la riforma
di
Giacomo Giustolisi
Con tempismo quasi
perfetto, in coincidenza con l'emanazione del D.M. 59/2004 contenente
le Indicazioni nazionali per le scuole dell'infanzia, primaria e secondaria
di primo grado, l'editrice napoletana Tecnodid pubblica questo volume
a più mani dedicato alla Tecnologia come disciplina formativa
nella scuola della riforma.
L'argomento è di scottante attualità, sia tra gli operatori
scolastici sia sui mezzi di informazione, dato che il citato decreto,
se da un lato introduce per la prima volta l'insegnamento di Tecnologia
e informatica sin dal primo anno della scuola primaria - colmando in
tal modo un ritardo storico dell'offerta formativa della nostra scuola
- dall'altro riduce fortemente lo spazio di insegnamento della Tecnologia
nel triennio della scuola secondaria di primo grado (da tre a un'ora
settimanale), introducendo in essa alcuni elementi di contenuto perlomeno
discutibili e largamente obsoleti (economia domestica e bricolage),
e accorpando per di più questa disciplina con le Scienze, forse
in omaggio a uno stereotipo duro a morire, che vede nella Tecnologia
stessa solo una mera applicazione pratica di principi scientifici, senza
considerare affatto l'autonomia e la specificità del pensiero
tecnologico
rispetto a quello scientifico, ampiamente dimostrate sia ai più
alti livelli della ricerca, sia in termini di specificità di
impatto formativo.
Ebbene, il volume in oggetto sembra fatto apposta non solo per smentire
in modo documentato tale stereotipo, ma soprattutto per dimostrare la
forte valenza formativa che la tecnologia può assumere nel progetto
educativo dei nostri giovani fin dall'inizio della scolarità,
attraverso la proposta di un vero e proprio curricolo, completo di proposte
operative dai tre ai diciotto anni e proiettato verso una dimensione
di educazione permanente.
Per meglio comprendere l'importanza di questo lavoro - e la sua concreta
e immediata spendibilità in fase di progettazione curricolare
e didattica da parte delle scuole e degli insegnanti - dobbiamo considerare
come il testo sia la risultante più recente di un decennale lavoro
di ricerca condotto, a partire dal 1994, da cinque IRRSAE (ora IRRE):
Emilia-Romagna, Sicilia, Marche, Friuli-Venezia Giulia e Basilicata.
Tale lavoro di ricerca ha già prodotto diversi testi che ne documentano
le varie fasi , e giunge ora, con il presente volume, alla sistemazione
organica di una proposta curricolare per la tecnologia chiara e distinta
dall'informatica, come rileva Gian Carlo Sacchi nel suo contributo di
apertura:"La ricerca condotta sul campo da cinque regioni
ha segnato una svolta che rilancia, da un lato, il valore dell'asse
tecnologico nella formazione di tutti e di ciascuno e per tutta la vita,
ma, dall'altro, vuole impedire il ritorno a una visione modernista e
settoriale delle tecnologie, mettendo in evidenza questa capacità
di lettura trasversale della realtà tecnologica, che eviterà,
peraltro, che alla fine sia l'informatica a prevalere, per effetto di
una malintesa competizione fra statuti disciplinari. Questo volume documenta
infatti come è stato costruito il reticolo di base della tecnologia,
e come questa strategia consenta di stare nella complessità,
di agire in modo flessibile rispetto a diversi indirizzi specialistici,
di gestire con finalità autenticamente formative una notevole
mole di contenuti e competenze".
Nella sua prima sezione il testo, dopo aver affrontato gli aspetti pedagogici
e i problemi istituzionali (con il già citato contributo di Sacchi),
chiarisce prima con Teresa Andena la distinzione fra sapere tecnologico
e sapere scientifico, poi con Giuseppe Marucci il rapporto fra tecnologia
e information technology .
Nella seconda e terza sezione, rispettivamente dedicate l'una alla scuola
dell'infanzia e primaria e l'altra alla scuola secondaria, Maria Famiglietti
e Ferdinando Riotta tracciano il corpus principale del curricolo di
tecnologia dai tre ai diciotto anni.
Famiglietti esamina in sintesi l'evoluzione della concezione formativa
della tecnologia nella nostra scuola nel corso del '900, per soffermarsi
poi sul rapporto tra tecnologia e formazione nello sviluppo del pensiero
dell'individuo nel passaggio da un'impostazione psicologica costruttivista
(mirata all'addestramento) alla psicologia cognitiva fondata sulla costruzione
della conoscenza, analizzando quindi le distinte abilità di pensiero
sviluppate dalla tecnologia: problematizzazione, analisi delle risorse,
organizzazione e competenze decisionali, pensiero divergente produttivo,
metodologia progettuale, discriminazione valutativa, pensiero predittivo,
controllo/collaudo.
Su queste basi rigorose delle scienze dell'apprendimento di ispirazione
cognitivista, la studiosa espone e documenta una ricca serie di esemplificazioni
didattiche operative riferite ai nuovi Campi di esperienza della Scuola
dell'infanzia - in particolare al Campo Esplorare, Conoscere, Progettare
- attraverso le quali viene dimostrato come sia possibile avviare bambini
di età pre-scolare ad un approccio concreto e produttivo con
le tematiche tecnologiche lungo un percorso articolato di esperienze,
manipolazioni, osservazioni, dialoghi, riflessioni, costantemente attento
sia agli aspetti operativi sia alle implicazioni linguistiche.
Da qui il curricolo si apre alle proposte didattiche a cavallo tra la
scuola dell'infanzia e quella primaria, per focalizzarsi poi sugli obiettivi
specifici di apprendimento della prima classe della scuola primaria,
dove le componenti della curiosità infantile e della manipolazione
spontanea trovano una prima sistemazione in esperienze operative fortemente
significative.
Affrontando poi distintamente le attività del primo e del secondo
biennio della scuola primaria, il testo analizza il delicato passaggio
- previsto dalle Indicazioni nazionali - dagli obiettivi generali e
dagli obiettivi di apprendimento agli obiettivi formativi e all'unità
di apprendimento, per dedicare poi un ampio spazio alla definizione
della tecnologia come disciplina scientificamente fondata e agli strumenti
logico-formativi e concettuali attraverso i quali i fanciulli sistemano,
organizzano e producono conoscenza.
Si introduce in questa parte il discorso sui modelli logici di concettualizzazione
che permettono di costruire conoscenza sugli artefatti e sui sistemi
della tecnologia e si delinea così un articolato percorso formativo
di esperienze e attività cognitive e operative da sviluppare
e arricchire lungo tutto l'arco della scuola primaria e della secondaria
di primo grado, che la ricercatrice stessa definisce lo"zoccolo
duro" della formazione tecnologica.
Chiude questa sezione il contributo di Giovanna Busconi, che fornisce
un quadro di sintesi delle possibilità didattiche che si aprono
con l'introduzione delle Tecnologie della comunicazione e dell'informazione
(T.I.C.) nella scuola primaria.
Nella terza sezione del volume Ferdinando Riotta, dopo aver evidenziato
il valore formativo della disciplina all'interno della dimensione laboratoriale
della scuola, analizza puntualmente da un lato i concetti fondanti o
epistemi della tecnologia (bisogno/problema, risorsa, processo, artefatto,
controllo, impatto) e, dall'altro, i suoi metodi, le sue azioni e l'organizzazione
dei contenuti, dimostrando come la disciplina possa offrire differenti
punti di vista in funzione delle diverse relazioni che si possono istituire
fra i suoi epistemi e come la varietà e specificità di
queste chiavi di lettura siano alla base di un percorso altamente formativo
all'interno della complessità.
Tale percorso viene poi analizzato attraverso un'ampia serie di schematizzazioni
che organizza la lettura delle Indicazioni nazionali evidenziandone
gli elementi di discontinuità e i presupposti teorici che ne
caratterizzano l'impatto riformatore, mentre un analogo percorso di
analisi viene proposto per il Profilo educativo, culturale e professionale
dello studente e per gli Obiettivi specifici.
Nella parte finale del volume, dopo un interessante approfondimento
sulla metodologia progettuale curato da Rolando Secchi, Elio Toppano
propone un approccio metacognitivo alla modellizzazione, attività
cognitiva di rappresentazione del reale tipica della tecnologia ed esplicitamente
richiamata dalle Indicazioni come una delle chiavi di volta dell'intera
riforma, attraverso esemplificazioni relative alla costruzione e all'applicazione
di modelli di rappresentazione multiprospettica.
Chiude il testo - e insieme il percorso formativo curricolare indicato
per la tecnologia nella nuova scuola - un intervento di Gian Carlo Sacchi
sulle prospettive dell'apprendimento della tecnologia stessa negli adulti,
dove si evidenzia tra l'altro come il sapere tecnologico contribuisca
all'ampliamento della rete concettuale in più campi di competenza,
coniugando il livello specifico con quello trasversale.
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