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M.Famiglietti, G.Marucci, F.Riotta,G.C.Sacchi, E.Toppano
Tecnologia e informatica dai tre anni all'età adulta.
Esemplificazioni operative e didattiche,
con contributi di T.Andena, G.Busconi, R.Secchi,
presentazione di F.Frabboni

Tecnodid Editrice, Napoli, 2004, 240 pp.,euro 18,00.

A scuola di tecnologia, pronto il curricolo per la riforma
di Giacomo Giustolisi

Con tempismo quasi perfetto, in coincidenza con l'emanazione del D.M. 59/2004 contenente le Indicazioni nazionali per le scuole dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado, l'editrice napoletana Tecnodid pubblica questo volume a più mani dedicato alla Tecnologia come disciplina formativa nella scuola della riforma.
L'argomento è di scottante attualità, sia tra gli operatori scolastici sia sui mezzi di informazione, dato che il citato decreto, se da un lato introduce per la prima volta l'insegnamento di Tecnologia e informatica sin dal primo anno della scuola primaria - colmando in tal modo un ritardo storico dell'offerta formativa della nostra scuola - dall'altro riduce fortemente lo spazio di insegnamento della Tecnologia nel triennio della scuola secondaria di primo grado (da tre a un'ora settimanale), introducendo in essa alcuni elementi di contenuto perlomeno discutibili e largamente obsoleti (economia domestica e bricolage), e accorpando per di più questa disciplina con le Scienze, forse in omaggio a uno stereotipo duro a morire, che vede nella Tecnologia stessa solo una mera applicazione pratica di principi scientifici, senza considerare affatto l'autonomia e la specificità del pensiero tecno
logico rispetto a quello scientifico, ampiamente dimostrate sia ai più alti livelli della ricerca, sia in termini di specificità di impatto formativo.
Ebbene, il volume in oggetto sembra fatto apposta non solo per smentire in modo documentato tale stereotipo, ma soprattutto per dimostrare la forte valenza formativa che la tecnologia può assumere nel progetto educativo dei nostri giovani fin dall'inizio della scolarità, attraverso la proposta di un vero e proprio curricolo, completo di proposte operative dai tre ai diciotto anni e proiettato verso una dimensione di educazione permanente.
Per meglio comprendere l'importanza di questo lavoro - e la sua concreta e immediata spendibilità in fase di progettazione curricolare e didattica da parte delle scuole e degli insegnanti - dobbiamo considerare come il testo sia la risultante più recente di un decennale lavoro di ricerca condotto, a partire dal 1994, da cinque IRRSAE (ora IRRE): Emilia-Romagna, Sicilia, Marche, Friuli-Venezia Giulia e Basilicata.
Tale lavoro di ricerca ha già prodotto diversi testi che ne documentano le varie fasi , e giunge ora, con il presente volume, alla sistemazione organica di una proposta curricolare per la tecnologia chiara e distinta dall'informatica, come rileva Gian Carlo Sacchi nel suo contributo di apertura:"La ricerca condotta sul campo da cinque regioni… ha segnato una svolta che rilancia, da un lato, il valore dell'asse tecnologico nella formazione di tutti e di ciascuno e per tutta la vita, ma, dall'altro, vuole impedire il ritorno a una visione modernista e settoriale delle tecnologie, mettendo in evidenza questa capacità di lettura trasversale della realtà tecnologica, che eviterà, peraltro, che alla fine sia l'informatica a prevalere, per effetto di una malintesa competizione fra statuti disciplinari. Questo volume documenta infatti come è stato costruito il reticolo di base della tecnologia, e come questa strategia consenta di stare nella complessità, di agire in modo flessibile rispetto a diversi indirizzi specialistici, di gestire con finalità autenticamente formative una notevole mole di contenuti e competenze".
Nella sua prima sezione il testo, dopo aver affrontato gli aspetti pedagogici e i problemi istituzionali (con il già citato contributo di Sacchi), chiarisce prima con Teresa Andena la distinzione fra sapere tecnologico e sapere scientifico, poi con Giuseppe Marucci il rapporto fra tecnologia e information technology .
Nella seconda e terza sezione, rispettivamente dedicate l'una alla scuola dell'infanzia e primaria e l'altra alla scuola secondaria, Maria Famiglietti e Ferdinando Riotta tracciano il corpus principale del curricolo di tecnologia dai tre ai diciotto anni.
Famiglietti esamina in sintesi l'evoluzione della concezione formativa della tecnologia nella nostra scuola nel corso del '900, per soffermarsi poi sul rapporto tra tecnologia e formazione nello sviluppo del pensiero dell'individuo nel passaggio da un'impostazione psicologica costruttivista (mirata all'addestramento) alla psicologia cognitiva fondata sulla costruzione della conoscenza, analizzando quindi le distinte abilità di pensiero sviluppate dalla tecnologia: problematizzazione, analisi delle risorse, organizzazione e competenze decisionali, pensiero divergente produttivo, metodologia progettuale, discriminazione valutativa, pensiero predittivo, controllo/collaudo.
Su queste basi rigorose delle scienze dell'apprendimento di ispirazione cognitivista, la studiosa espone e documenta una ricca serie di esemplificazioni didattiche operative riferite ai nuovi Campi di esperienza della Scuola dell'infanzia - in particolare al Campo Esplorare, Conoscere, Progettare - attraverso le quali viene dimostrato come sia possibile avviare bambini di età pre-scolare ad un approccio concreto e produttivo con le tematiche tecnologiche lungo un percorso articolato di esperienze, manipolazioni, osservazioni, dialoghi, riflessioni, costantemente attento sia agli aspetti operativi sia alle implicazioni linguistiche.
Da qui il curricolo si apre alle proposte didattiche a cavallo tra la scuola dell'infanzia e quella primaria, per focalizzarsi poi sugli obiettivi specifici di apprendimento della prima classe della scuola primaria, dove le componenti della curiosità infantile e della manipolazione spontanea trovano una prima sistemazione in esperienze operative fortemente significative.
Affrontando poi distintamente le attività del primo e del secondo biennio della scuola primaria, il testo analizza il delicato passaggio - previsto dalle Indicazioni nazionali - dagli obiettivi generali e dagli obiettivi di apprendimento agli obiettivi formativi e all'unità di apprendimento, per dedicare poi un ampio spazio alla definizione della tecnologia come disciplina scientificamente fondata e agli strumenti logico-formativi e concettuali attraverso i quali i fanciulli sistemano, organizzano e producono conoscenza.
Si introduce in questa parte il discorso sui modelli logici di concettualizzazione che permettono di costruire conoscenza sugli artefatti e sui sistemi della tecnologia e si delinea così un articolato percorso formativo di esperienze e attività cognitive e operative da sviluppare e arricchire lungo tutto l'arco della scuola primaria e della secondaria di primo grado, che la ricercatrice stessa definisce lo"zoccolo duro" della formazione tecnologica.
Chiude questa sezione il contributo di Giovanna Busconi, che fornisce un quadro di sintesi delle possibilità didattiche che si aprono con l'introduzione delle Tecnologie della comunicazione e dell'informazione (T.I.C.) nella scuola primaria.
Nella terza sezione del volume Ferdinando Riotta, dopo aver evidenziato il valore formativo della disciplina all'interno della dimensione laboratoriale della scuola, analizza puntualmente da un lato i concetti fondanti o epistemi della tecnologia (bisogno/problema, risorsa, processo, artefatto, controllo, impatto) e, dall'altro, i suoi metodi, le sue azioni e l'organizzazione dei contenuti, dimostrando come la disciplina possa offrire differenti punti di vista in funzione delle diverse relazioni che si possono istituire fra i suoi epistemi e come la varietà e specificità di queste chiavi di lettura siano alla base di un percorso altamente formativo all'interno della complessità.
Tale percorso viene poi analizzato attraverso un'ampia serie di schematizzazioni che organizza la lettura delle Indicazioni nazionali evidenziandone gli elementi di discontinuità e i presupposti teorici che ne caratterizzano l'impatto riformatore, mentre un analogo percorso di analisi viene proposto per il Profilo educativo, culturale e professionale dello studente e per gli Obiettivi specifici.
Nella parte finale del volume, dopo un interessante approfondimento sulla metodologia progettuale curato da Rolando Secchi, Elio Toppano propone un approccio metacognitivo alla modellizzazione, attività cognitiva di rappresentazione del reale tipica della tecnologia ed esplicitamente richiamata dalle Indicazioni come una delle chiavi di volta dell'intera riforma, attraverso esemplificazioni relative alla costruzione e all'applicazione di modelli di rappresentazione multiprospettica.
Chiude il testo - e insieme il percorso formativo curricolare indicato per la tecnologia nella nuova scuola - un intervento di Gian Carlo Sacchi sulle prospettive dell'apprendimento della tecnologia stessa negli adulti, dove si evidenzia tra l'altro come il sapere tecnologico contribuisca all'ampliamento della rete concettuale in più campi di competenza, coniugando il livello specifico con quello trasversale.

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