Indicazioni nazionali
per i Piani di studio personalizzati
nella Scuola Secondaria di 1° grado
Le Indicazioni esplicitano i livelli essenziali di
prestazione a cui tutte le scuole secondarie di 1° grado del Sistema Nazionale
di Istruzione sono tenute per garantire il diritto personale, sociale e civile
all’istruzione e alla formazione di qualità[1].
La Scuola Secondaria di 1° grado
Successiva alla
Scuola Primaria, la Scuola Secondaria di 1° grado accoglie gli studenti e le
studentesse[2] nel periodo di passaggio dalla fanciullezza
all’adolescenza, ne prosegue l’orientamento educativo, eleva il livello di
educazione e di istruzione personale di ciascun cittadino e generale di tutto
il popolo italiano, accresce le capacità di partecipazione e di contributo ai
valori della cultura e della civiltà e costituisce, infine, grazie agli
sviluppi metodologici e didattici conformi alla sua natura ‘secondaria’, la
premessa indispensabile per l’ulteriore impegno dei ragazzi nel secondo ciclo
di istruzione e di formazione.
Il passaggio
dall’istruzione primaria all’istruzione secondaria di 1° grado, pur nella
continuità del processo educativo che deve svolgersi secondo spontaneità e
rispetto dei tempi individuali di maturazione della persona anche e soprattutto
nella scuola, esprime, sul piano epistemologico, un valore simbolico di ‘rottura’
che dispiegherà poi le sue potenzialità nell’istruzione e nella
formazione del secondo ciclo.
La scoperta del modello. Nell’età della Scuola Primaria, nonostante la ricchezza dei quadri conoscitivi elaborati nel
corso del quinquennio, resta, in genere, ancora dominante la
persuasione di una coincidenza tra
realtà e conoscenza della realtà, tra la natura e le rappresentazioni
che ce ne facciamo.
Passare da una
istruzione primaria ad una istruzione secondaria significa, invece, cominciare
a maturare le consapevolezze che mettono in crisi questo isomorfismo ingenuo e
scoprire in maniera via via più convincente e raffinata l’incompletezza di
qualsiasi rappresentazione, iconica e/o logica, della realtà.
Passare da
un’istruzione primaria ad una secondaria di 1° grado, in questo senso,
significa confrontarsi con il problema del modello.
Qualsiasi modello
della realtà, a partire
da quello iconico fotografico per giungere a quello più astratto e formale,
infatti, non comporta una trascrizione completa e fedele dell'oggetto che vuole
rappresentare, bensì una selezione di certe qualità o scopi di esso. Conoscere
in maniera ‘secondaria’ vuol dire, allora, adoperare costrutti mentali
esplicativi che si fondano su un uso appropriato dell’analogia.
Proprio perché
l’analogia è regolata e controllata da convenzioni e/o da proprietà ‘assegnate’
che determinano il modo con cui l’uomo filtra i dati della realtà e li traduce
in immagini e/o simboli, è possibile per tutti riferirsi e maneggiare la
medesima realtà, costruendo, a riguardo di essa, un linguaggio che ha le
caratteristiche dell’oggettività e dell’intersoggettività.
Il modello matematico-scientifico. In questo contesto, particolare importanza è attribuita alle modalità attraverso le quali si elabora la descrizione scientifica del mondo, concentrando soprattutto l’attenzione sul processo di matematizzazione degli oggetti fisici e sulla conseguente costituzione di un modello che rimpiazza in senso letterale gli oggetti reali.
Il modello matematico, per i suoi pregi di oggettività e di
intersoggettività, diventa elemento di congiunzione, vero e proprio
“interfaccia”, tra la realtà e la dimensione delle scienze sperimentali. Si
avvia, a partire dalla Scuola Secondaria di 1° grado, un processo iterativo che
modifica e raffina i modelli ottenuti attraverso l’analisi, in forma sempre più
logicamente organizzata, della complessità dei dati reali e la successiva
verifica condotta alla luce delle prove sperimentali disponibili. Il processo
continua sino a quando i risultati ottenuti su una classe significativa di dati
empirici non siano ritenuti soddisfacenti da chi si è posto il problema di
comprenderli e di comunicarli universalmente senza cadere in equivoci.
Oltre il riduzionismo. Il ruolo dei modelli si rafforza e si amplia con l’incrementarsi delle situazioni sperimentali che si presentano con un numero cospicuo di variabili. La catena di anelli che separa l’evento del mondo reale e quello della descrizione di esso offerta dalle teorie scientifiche si allunga, in questi casi, progressivamente.
Questa separazione, tuttavia,
lungi dal segnalare una qualche impossibilità di accesso conoscitivo al reale,
è piuttosto il segno dell’inesauribile complessità della realtà: per quante
facce si colgano di essa, infatti, non è possibile
comprenderle tutte e, soprattutto, tutte insieme contemporaneamente.
Passare
da un’istruzione primaria ad un’istruzione secondaria di 1° grado significa,
allora, iniziare a scoprire i segni di questa dinamica di ricerca,
sperimentarla e superare ogni residuo egocentrismo cognitivo di tipo infantile
per assumere, al contrario, la responsabilità di una vita criticamente sempre
vigile e tesa –attraverso il confronto – alla ricerca della verità.
La parte e il
tutto. Proprio l’inesauribilità della
realtà e il suo carattere aperto a più modelli rappresentativi spiega due altre
dimensioni che accompagnano l’istruzione secondaria di 1° grado.
La prima riguarda la necessità di modelli di rappresentazione degli oggetti, del mondo e della
vita diversi da quelli scientifico-matematici: si tratta dei modelli di natura
linguistico-letteraria, artistico-estetica, tecnologica, storico-sociale, etica
e religiosa che tanta parte hanno avuto nella nostra tradizione, contribuendo
con pari (quando non, in alcuni momenti storici, maggiore) dignità a ricercare
la verità e a definire la nostra identità culturale. Infatti, dimensioni come
l’affettività, il giudizio etico, l’appagamento estetico, il senso del limite
ecc…, non trovano nei modelli matematici adeguati strumenti di
rappresentazione.
La seconda si riferisce al bisogno di ogni soggetto
conoscente, in età evolutiva o adulta, di ancorare l’inesauribilità delle
rappresentazioni della realtà ad una visione complessiva e unitaria di essa,
nonché al significato sentito personalmente del suo rapporto con essa.
Passare da una conoscenza primaria ad una secondaria di 1°
grado, allora, significa cominciare ad essere consapevoli della necessità di
rimandare sempre, nell’incontro personale (e di tutti) con la realtà, la parte
al tutto e il tutto alla parte, ovvero di collegare sempre le prospettive
parziali di lettura rappresentativa del mondo e della vita in un sistema
unitario e integrato di significati personali, che se non può ambire a
presentarsi come sintesi compiuta e definitiva dei modelli parziali che
ingloba, si preoccupa, però, di chiarire e approfondire i nessi e i raccordi
che individua tra loro.
Qualifica così l’istruzione secondaria di 1° grado il
principio che vuole ogni disciplina aperta all’interdisciplinarità più
completa, a cui segue il salto transdisciplinare, ovvero il confronto con una
«visione personale unitaria» di sé, degli altri, della cultura e del mondo.
L’istruzione secondaria di 1° grado anima tutte le proprie attività educative di apprendimento con le consapevolezze prima ricordate. Tali consapevolezze trovano a partire dalla prima classe della Scuola Secondaria di 1° grado lo stimolo per uno sviluppo progressivamente sempre più organico e annunciano la loro piena sistematicità che sarà raggiunta nel secondo ciclo di istruzione e di formazione. La Scuola Secondaria di 1° grado impiega queste consapevolezze per avvalorare i seguenti tratti educativi.
Scuola dell’educazione integrale della persona. La Scuola Secondaria di 1° grado, confermando una tradizione avviata nel 1963 e consolidata nel 1979, rinnova il proposito di promuovere processi formativi in quanto si preoccupa di adoperare il sapere (le conoscenze) e il fare (abilità) che è tenuta ad insegnare come occasioni per sviluppare armonicamente la personalità degli allievi in tutte le direzioni (etiche, religiose, sociali, intellettuali, affettive, operative, creative ecc…) e per consentire loro di agire in maniera matura e responsabile.
Scuola che colloca
nel mondo. La Scuola Secondaria di 1°
grado aiuta lo studente ad acquisire una immagine sempre più
chiara ed approfondita della realtà sociale, a riconoscere le attività tecniche
con cui l’uomo provvede alla propria sopravvivenza e trasforma le proprie
condizioni di vita, a comprendere il rapporto che intercorre fra le vicende
storiche ed economiche, le strutture istituzionali e politiche, le aggregazioni
sociali e la vita e le decisioni del singolo. Le conoscenze e le abilità che lo
studente è sollecitato a trasformare in competenze personali offrono, in questo
quadro, un contributo di primaria importanza ai fini dell’integrazione critica
delle nuove generazioni nella società contemporanea.
Scuola orientativa. La Scuola Secondaria di 1° grado mira all’orientamento di ciascuno, favorisce l’iniziativa del soggetto per il suo sviluppo fisico, psichico e intellettuale, lo mette nelle condizioni di definire e conquistare la propria identità di fronte agli altri e di rivendicare un proprio ruolo nella realtà sociale, culturale e professionale. È un processo formativo continuo cui debbono concorrere unitariamente anche le varie strutture non formali e informali del territorio, nonché il grado di scuola successivo. La possibilità del preadolescente di operare scelte realistiche nell’immediato e nel futuro, portando avanti lo sviluppo di un progetto di vita personale, deriva dal consolidamento di competenze decisionali fondate su una verificata conoscenza di sé e su un intelligente tirocinio educativo che abbia autenticato e continui ad autenticare le capacità, gli interessi e le attitudini di ogni ragazzo.
Il carattere orientativo è intrinseco allo studio delle discipline e alle attività inter e transdisciplinari. L’uno e le altre, infatti, sono volte alla scoperta di sé (un sé sottoposto agli straordinari dinamismi delle trasformazioni psicofisiche e a cambiamenti negli stili di apprendimento, interessi, abitudini, sentimenti, immagine di sé), della cultura e dell’arte, del mondo in generale (contatti, scambi, scoperte, ecc.) e della produzione umana in particolare, attraverso l’ incontro con i diversi ambienti della produzione tecnica o intellettuale. Lo studio e le attività possono essere amplificate nella loro efficacia con un impiego accorto dei percorsi formativi facoltativi offerti ai preadolescenti per il migliore sviluppo possibile delle loro capacità, fino ai livelli dell’eccellenza.
Scuola dell’identità. La Scuola Secondaria di 1° grado assolve il compito di accompagnare il preadolescente nella sua maturazione globale fino alle soglie dell’adolescenza. Dalla prima alla terza classe, egli si pone in maniera sempre più forte la domanda circa la propria identità. Si affollano risposte parziali, mai definitive, che è tuttavia necessario apprendere a saggiare, coltivare, abbandonare, riprendere, rimandare, integrare, con uno sforzo e con una concentrazione che assorbe la quasi totalità delle energie. Questa ‘fatica’ interiore del crescere, che ogni preadolescente pretende quasi sempre di reggere da solo o al massimo con l’aiuto del gruppo dei pari, ha bisogno, in realtà, della presenza di adulti coerenti e significativi disposti ad ascoltare, aiutare, consigliare, fornire strumenti di ricerca, di comprensione, di gestione positiva dei problemi. In particolare, i genitori, e più in generale la famiglia, a cui competono in modo primario e originario le responsabilità, anche per quanto concerne l’educazione all’affettività e alla sessualità (secondo il patrimonio dei propri valori umani e spirituali), devono essere coinvolti nella programmazione e nella verifica dei progetti educativi e didattici posti in essere dalla scuola.
Scuola della motivazione e del significato.
Poiché i ragazzi sono massimamente disponibili ad apprendere, ma molto
resistenti agli apprendimenti di cui non comprendano motivazione e significato,
che vogliano sottometterli e non responsabilizzarli, che non producano frutti
di rilevanza sociale o di chiara crescita personale, ma si limitino ad essere
autoreferenziali, la Scuola Secondaria di 1° grado è impegnata a radicare
conoscenze e abilità disciplinari e interdisciplinari sulle effettive capacità
di ciascuno, utilizzando le modalità più motivanti e ricche di senso, perché
egli possa esercitarle, sia individualmente, sia insieme agli altri, sia
dinanzi agli altri. Motivazione e bisogno di significato sono del resto
condizioni fondamentali di qualsiasi apprendimento. Senza queste due dimensioni
risulta molto difficile coniugare lo sforzo richiesto da
qualsiasi apprendimento, tanto più se lontano dagli interessi immediati
dell’allievo e di natura secondaria, con la pertinenza e il grado di
complessità delle conoscenze e abilità che si intendono insegnare.
Scuola della prevenzione dei disagi e del recupero degli svantaggi. La migliore prevenzione è l’educazione. Disponibilità umana all’ascolto e al dialogo, esempi di stili di vita positivi, testimonianza privata e pubblica di valori, condivisione empatica di esperienze, problemi e scelte, significatività del proprio ruolo di adulti e di insegnanti, conoscenze e competenze professionali diventano le occasioni che consentono alla Scuola Secondaria di 1° grado di leggere i bisogni e i disagi dei preadolescenti e di intervenire prima che si trasformino in malesseri conclamati, disadattamenti, abbandoni. Il suo primo punto di forza in questa strategia è rappresentato dal coinvolgimento delle famiglie; i genitori, infatti, sono chiamati in prima persona a confrontarsi non solo con gli eventi scolastici dei figli, ma anche e soprattutto con l’evoluzione della loro peculiare personalità. Laddove tale coinvolgimento mancasse, la scuola stessa è chiamata ad affrontare questo punto di debolezza, utilizzando tutte le proprie risorse, a cui si aggiungono quelle delle istituzioni della società civile presenti sul territorio.
In secondo luogo, e coerentemente con l’offerta formativa di istituto, la Scuola Secondaria di 1° grado è chiamata a proporre, in accordo con le famiglie, scelte il più possibile condivise dagli altri soggetti educativi nell’extrascuola (enti locali, formazioni sociali, comunità religiose, volontariato, la società civile intera).
Per gli alunni che hanno un retroterra sociale e culturale svantaggiato, comunque, la Scuola Secondaria di 1° grado programma i propri interventi mirando a rimuovere gli effetti negativi dei condizionamenti sociali, in maniera tale da superare le situazioni di svantaggio culturale e da favorire il massimo sviluppo di ciascuno e di tutti. Così essa mira a «rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale» che, limitando di fatto la libertà, «impediscono il pieno sviluppo della persona umana» indipendentemente dal sesso, dalla razza, dalla lingua, dalla religione, dalle opinioni politiche e dalle condizioni personali e sociali (art. 3 della Costituzione).
Scuola della relazione educativa.
In educazione, e particolarmente quando si è preadolescenti, è molto difficile impadronirsi delle conoscenze
(sapere) e delle abilità (fare) e trasformarle in competenze di ciascuno in
nome e per conto di una logica di scambio:
la scuola dà una cosa allo studente che contraccambia con
qualcos’altro (impegno, attenzione, studio, correttezza).
È
difficile anche nel caso in cui alla logica dello scambio si sostituisca quella
del rapporto. Avere rapporti tra
soggetti dentro l’istituzione scuola, tra docente e allievi, tra docenti e
genitori, significa infatti far sempre riferimento all’incontro di ruoli e
competenze comunque formalizzate in statuti, norme, contratti, gerarchie, ecc.
Con lo
scambio, e anche con il rapporto, il rischio dell’estraneità tra i soggetti
coinvolti nel processo educativo e della sostituzione del coinvolgimento pieno
e diretto, libero e gratuito di ciascuno, con la prestazione pattuita o
corretta, ma agìta più per dovere che
per intima adesione, resta sempre
rilevante.
Questo
accade molto meno, invece, se alle logiche dello scambio e del rapporto si
sostituisce e si vive quella della relazione
educativa. La relazione educativa tra soggetti supera, infatti, lo scambio
di prestazioni che può rimanere ancora impersonale, così come il
rapporto tra figure che esercitano poteri legittimi in modo corretto, ma non
per questo si mettono in gioco come persone.
La relazione
educativa, pur nella naturale asimmetria dei ruoli e delle funzioni tra docente
ed allievo, implica, infatti, l’accettazione
incondizionata l’uno dell’altro, così come si è, per chi si è, al di là di ciò
che si possiede o del ruolo che si svolge. Nella relazione educativa ci si
prende cura l’uno dell’altro come persone: l’altro ci sta a cuore, e si sente
che il suo bene è, in fondo, anche la realizzazione del nostro.
Quando si entra in questo clima, gli studenti apprendono meglio. La Scuola Secondaria di 1° grado, perciò, è chiamata a considerare in maniera adeguata l’importanza delle relazioni educative interpersonali che si sviluppano nei gruppi, nella classe e nella scuola, e ciò soprattutto in presenza di ragazzi in situazione di handicap.
Avere attenzione alla persona; valorizzare, senza mai omologare o peggio deprimere; rispettare gli stili individuali di apprendimento; incoraggiare e orientare; creare confidenza; correggere con autorevolezza quando è necessario; sostenere; condividere: sono solo alcune delle dimensioni da considerare per promuovere apprendimenti significativi e davvero personalizzati per tutti.
Obiettivi
specifici di apprendimento
Il
percorso educativo della Scuola Secondaria di 1° grado, nella prospettiva della
maturazione del Profilo educativo,
culturale e professionale dello studente alla conclusione del I ciclo
dell’istruzione, utilizza gli obiettivi
specifici di apprendimento indicati per il primo biennio e per la terza
classe nelle tabelle allegate per progettare Unità di Apprendimento. Queste partono da obiettivi formativi adatti e significativi per i singoli allievi,
definiti anche con i relativi standard di apprendimento, si sviluppano mediante
appositi percorsi di metodo e di contenuto e valutano, alla fine, sia il
livello delle conoscenze e delle abilità acquisite, sia se e quanto esse
abbiano maturato le competenze personali di ciascun allievo (art. 8 del Dpr.
275/99).
Gli
obiettivi specifici di apprendimento indicati nelle tabelle allegate sono
ordinati per discipline, da un lato, e per ‘educazioni’ che trovano la loro
sintesi nell’unitaria educazione alla Convivenza
civile, dall’altro. Non bisogna, comunque, a questo proposito, trascurare
tre consapevolezze.
- La
prima ci avverte che l’ordine epistemologico di presentazione delle conoscenze
e delle abilità che costituiscono gli obiettivi specifici di apprendimento non
va confuso con il loro ordine di svolgimento psicologico e didattico con gli
allievi. L’ordine epistemologico vale per i docenti e disegna una mappa
culturale, semantica e sintattica, che essi devono padroneggiare anche nei
dettagli e mantenere certamente sempre viva ed aggiornata sul piano scientifico
al fine di poterla poi tradurre in azione educativa e organizzazione didattica
coerente ed efficace.
L’ordine
di svolgimento psicologico e didattico, come si intuisce, vale, invece, per gli
allievi ed è tutto affidato alle determinazioni professionali delle istituzioni
scolastiche e dei docenti, ed entra in gioco quando si passa dagli obiettivi
specifici di apprendimento agli obiettivi formativi. Per questo non bisogna
attribuire al primo ordine la funzione del secondo. Soprattutto, non bisogna
cadere nell’equivoco di impostare e condurre le attività didattiche quasi in
una corrispondenza biunivoca con ciascun obiettivo specifico di apprendimento.
L’insegnamento, in questo caso, infatti, diventerebbe una forzatura. Al posto
di essere frutto del giudizio e della responsabilità professionali necessari
per progettare la declinazione degli obiettivi specifici di apprendimento negli
obiettivi formativi (cfr. il prossimo paragrafo), ridurrebbe i secondi ad una
esecutiva applicazione dei primi. Inoltre, trasformerebbe l’attività didattica
in una ossessiva e meccanica successione di esercizi/verifiche degli obiettivi
specifici di apprendimento indicati che toglierebbe ogni respiro educativo e
culturale all’esperienza scolastica, oltre che autonomia alla professione
docente.
- La
seconda consapevolezza ricorda che gli obiettivi specifici di apprendimento
indicati per le diverse discipline e per l’educazione alla Convivenza civile, se pure sono presentati in maniera
analitica, obbediscono, in realtà,
ciascuno, al principio della sintesi e dell’ologramma: gli uni rimandano agli
altri; non sono mai, per quanto possano essere autoreferenziali, richiusi su se
stessi, ma sono sempre un complesso e continuo rimando al tutto. Un obiettivo
specifico di apprendimento di una delle
dimensioni della Convivenza civile,
quindi, è e deve essere sempre anche disciplinare e viceversa; analogamente, un
obiettivo specifico di apprendimento di matematica è e deve essere sempre, allo
stesso tempo, non solo ricco di risonanze di natura linguistica, storica,
geografica, espressiva, estetica, motoria, sociale, morale, religiosa, ma anche
lievitare comportamenti personali adeguati. E così per qualsiasi altro
obiettivo specifico d’apprendimento.
Dentro la disciplinarità anche più spinta, in sostanza, va sempre
rintracciata l’apertura inter e transdisciplinare: la parte che si lega al tutto
e il tutto che non si dà se non come parte. E dentro, o dietro, le ‘educazioni’
che scandiscono l’educazione alla Convivenza
civile vanno sempre riconosciute le discipline, così come attraverso le
discipline non si fa altro che promuovere l’educazione alla Convivenza civile e, attraverso questa,
nient’altro che l’unica educazione integrale di ciascuno a cui tutta l’attività
scolastica è indirizzata.
- La
terza consapevolezza riguarda, quindi, il significato e la funzione da
attribuire alle tabelle degli obiettivi specifici di apprendimento. Esse hanno
lo scopo di indicare con la maggior chiarezza e precisione possibile i livelli essenziali di prestazione (intesi
qui nel senso di standard di prestazione del servizio) che le scuole pubbliche
della Repubblica sono tenute in generale
ad assicurare ai cittadini per mantenere l’unità del sistema educativo
nazionale di istruzione e di formazione, per impedire la frammentazione e la
polarizzazione del sistema e, soprattutto, per consentire ai ragazzi la
possibilità di maturare in tutte le dimensioni tracciate nel Profilo educativo, culturale e professionale
previsto per la conclusione del I ciclo degli studi. Non hanno, perciò, alcuna
pretesa validità per i casi singoli, siano essi le singole istituzioni scolastiche
o, a maggior ragione, i singoli allievi. È compito esclusivo di ogni scuola
autonoma e dei docenti, infatti, nel concreto della propria storia e del
proprio territorio, assumersi la libertà di
mediare, interpretare, ordinare, distribuire ed organizzare gli obiettivi
specifici di apprendimento negli obiettivi formativi, nei contenuti, nei metodi
e nelle verifiche delle Unità di Apprendimento, considerando, da un lato, le
capacità complessive di ogni studente che devono essere sviluppate al massimo
grado possibile e, dall’altro, le teorie pedagogiche e le pratiche didattiche
più adatte a trasformarle in competenze personali. Allo stesso tempo, tuttavia,
è compito esclusivo di ogni scuola autonoma e dei docenti assumersi la responsabilità di «rendere conto» delle
scelte fatte e di porre gli allievi, le famiglie e il territorio nella
condizione di conoscerle e di condividerle.
Dagli
obiettivi specifici di apprendimento agli obiettivi formativi
Il «cuore» del
processo educativo si ritrova, quindi, nel compito delle istituzioni
scolastiche e dei docenti di progettare le Unità
di Apprendimento caratterizzate da obiettivi formativi adatti e significativi
per i singoli allievi che si affidano
al loro peculiare servizio educativo, compresi quelli in situazione di
handicap, e volte a garantire la trasformazione delle capacità di ciascuno in
reali e documentate competenze.
La scelta degli obiettivi formativi.
L’identificazione degli obiettivi
formativi può scaturire dalla armonica combinazione di due diversi percorsi.
Il primo è quello che si fonda sull’esperienza degli allievi e individua a
partire da essa le dissonanze cognitive e non cognitive che possono
giustificare la formulazione di obiettivi
formativi da raggiungere, alla portata delle capacità degli allievi e, in
prospettiva, coerenti con il Profilo
educativo, culturale e professionale, nonché con il maggior numero
possibile di obiettivi specifici di apprendimento. Il secondo è quello che si
ispira direttamente al Profilo educativo,
culturale e professionale e agli obiettivi specifici di apprendimento;
questo percorso considera se e quando aspetti dell’uno e degli altri possono
inserirsi nella storia narrativa personale o di gruppo degli allievi, dopo
averli rielaborati attraverso apposite mediazioni professionali di tempo, di
luogo, di qualità e quantità, di relazione, di azione e di circostanza e averli
resi percepibili, nella prospettiva della crescita individuale, come traguardi
importanti e significativi per ciascun ragazzo e la sua famiglia, nel contesto
della classe, della scuola e dell’ambiente.
Nell’uno e nell’altro
caso, comunque, gli obiettivi formativi
sono dotati di una intrinseca e sempre aperta carica problematica e
presuppongono una dinamicità che li rende, allo stesso tempo, sempre, per ogni
allievo e famiglia, punto di partenza e di arrivo, condizione e risultato di
ulteriori maturazioni. Inoltre, non possono essere mai formulati in maniera
atomizzata e previsti quasi corrispondenza di
performance tanto analitiche
quanto, nella complessità del reale, inesistenti. A maggior ragione, infatti, a
livello di obiettivi formativi si
ripete, anzi si moltiplica, l’esigenza di riferirsi al principio della sintesi
e dell’ologramma, già menzionato a proposito degli obiettivi specifici
di apprendimento. Se non testimoniassero la traduzione di questo principio nel
concreto delle relazioni educative e delle esperienze personali di
apprendimento che si svolgono nei gruppi di lavoro scolastici difficilmente,
del resto, potrebbero essere ancora definiti «formativi».
Per questo, sebbene
formulati dai docenti in maniera analitica e disciplinare, vanno sempre
esperiti a partire da problemi ed attività che, per definizione, sono sempre
unitari e sintetici, quindi mai riducibili né ad esercizi che pretendono di raggiungerli
in maniera atomistica, né alla comprensione dell’esperienza assicurata da
singole prospettive disciplinari o da
singole “educazioni”. Richiedono, piuttosto, sempre, la mobilitazioni di
sensibilità e prospettive pluri, inter e transdisciplinari, nonché il continuo
richiamo all’integralità educativa. Inoltre, aspetto ancora più importante,
esigono che siano sempre dotate di senso, e quindi motivanti, per chi le svolge
e per chi le propone.
Unità di Apprendimento e Piani di Studio personalizzati.
Le Unità di Apprendimento, individuali,
di gruppi di livello, di compito o elettivi oppure di gruppo classe, sono
costituite dalla progettazione: a) - di uno o più obiettivi formativi tra loro integrati (definiti anche con i
relativi standard di apprendimento, riferiti alle conoscenze e alle abilità
coinvolte); b) delle attività educative e didattiche unitarie, dei metodi,
delle soluzioni organizzative ritenute necessarie per concretizzare gli
obiettivi formativi formulati; c) - delle modalità con cui verificare sia i
livelli delle conoscenze e delle abilità acquisite, sia se e quanto tali
conoscenze e abilità si sono trasformate in competenze personali di ciascuno.
Ogni istituzione scolastica, o ogni gruppo docente, deciderà il grado di
analiticità di questa progettazione delle Unità
di Apprendimento.
L’insieme delle Unità di Apprendimento effettivamente
realizzate, con le eventuali differenziazioni che si fossero rese opportune per
singoli alunni, dà origine al Piano di
Studio Personalizzato, che resta a disposizione delle famiglie e da cui si
ricava anche la documentazione utile per la compilazione del Portfolio delle competenze individuali.
Il Piano di Studio Personalizzato è un
appuntamento cruciale anche perché, a scelta delle famiglie e dei preadolescenti,
con l’assistenza del tutor, la scuola
può dedicare una quota fino a 200 ore annuali all’approfondimento parziale o
totale di discipline ed attività. Questi approfondimenti possono cambiare
nell’arco del triennio e quindi consentire, alla conclusione del triennio
medesimo, una scelta degli indirizzi formativi del secondo ciclo non soltanto
responsabile, ma già, per certi aspetti, collaudata; il Portfolio delle competenze dovrebbe registrarla e sancirla con
adeguate documentazioni.
Il Pof.
L’ispirazione culturale-pedagogica, i collegamenti con gli enti territoriali e
l’unità anche didattico-organizzativa dei Piani
di Studio Personalizzati elaborati dai gruppi docenti si evincono dal Piano dell’Offerta Formativa di
istituto.
Struttura. Il Portfolio delle competenze individuali comprende una sezione dedicata alla valutazione e un’altra riservata all’orientamento. La prima è redatta sulla base degli indirizzi generali circa la valutazione degli alunni e il riconoscimento dei crediti e debiti formativi (art.8, DPR 275/99).
Le due dimensioni, però, si intrecciano in continuazione perché l’unica valutazione positiva per lo studente di qualsiasi età è quella che contribuisce a comprendere l’ampiezza e la profondità delle sue competenze e, attraverso questa conoscenza progressiva e sistematica, a fargli scoprire ed apprezzare sempre meglio le capacità potenziali personali, non pienamente mobilitate, ma indispensabili per avvalorare e decidere un proprio futuro progetto esistenziale. Anche per questa ragione, la compilazione del Portfolio, oltre che il diretto coinvolgimento dell’allievo, esige la reciproca collaborazione tra famiglia e scuola.
Il Portfolio, con precise annotazioni sia dei docenti, sia dei genitori, sia (se necessario) dei preadolescenti, seleziona in modo accurato:
– materiali prodotti dall’allievo individualmente o in gruppo, capaci di descrivere le più spiccate competenze del soggetto;
– prove scolastiche significative relative alla padronanza degli obiettivi specifici di apprendimento e contestualizzate alle circostanze;
– osservazioni dei docenti e della famiglia sui metodi di apprendimento del preadolescente, con la rilevazione delle sue caratteristiche originali nelle diverse esperienze formative affrontate;
– commenti su lavori personali ed elaborati significativi, sia scelti dall’allievo (è importante questo coinvolgimento diretto) sia indicati dalla famiglia e dalla scuola, ritenuti esemplificativi delle sue capacità e aspirazioni personali;
– indicazioni che
emergono dall’osservazione sistematica, dai colloqui insegnanti-genitori, da
colloqui con lo studente e anche da questionari o test in ordine alle personali
attitudini e agli interessi più manifesti.
Funzione.
Va evitato il rischio di considerare il Portfolio un contenitore di materiali
disordinati e non organizzati. È, perciò, preciso dovere di ogni istituzione
scolastica individuare i criteri di scelta dei materiali e collocarli
all’interno di un percorso professionale che valorizzi le pratiche
dell’autonomia di ricerca e di sviluppo e il principio della cooperazione
educativa della famiglia.
La riflessione critica su
questi materiali costituisce un’occasione per migliorare le pratiche di
insegnamento, per stimolare lo studente all’autovalutazione e alla conoscenza
di sé in vista della costruzione di un personale progetto di vita e, infine,
per corresponsabilizzare i genitori nei processi educativi.
Il Portfolio delle competenze individuali della Scuola Secondaria di
1° grado si innesta su quello portato dai fanciulli dalla Scuola Primaria e
accompagna i preadolescenti nel passaggio agli indirizzi formativi del secondo
ciclo. La sua funzione è particolarmente preziosa nei momenti di transizione
tra le scuole dei diversi ordini. Il principio della continuità educativa
esige, infatti, che essi siano ben monitorati e che i docenti, nell’anno
precedente e in quello successivo al passaggio, collaborino, in termini di
scambio di informazioni, di progettazione e verifica di attività educative e didattiche,
con la famiglia, con il personale che ha seguito i fanciulli nella Scuola
Primaria o che riceverà i preadolescenti nel secondo ciclo.
Il Portfolio assume, inoltre, un ulteriore valore aggiunto nell’ultimo anno della Scuola Secondaria di 1° grado. I genitori, infatti, devono decidere a quale indirizzo formativo del secondo ciclo iscrivere i figli. Non si può immaginare che si tratti di un appuntamento burocratico, né che tale scelta sia compiuta senza una approfondita discussione con il tutor.
Il Portfolio diventa così l’occasione documentaria perché il tutor rilegga la ‘storia’ dello studente dall’infanzia alla preadolescenza, e perché, con il ragazzo e la sua famiglia, avendo presente il Profilo educativo, culturale e professionale da acquisire alla fine del primo ciclo, faccia un bilancio ragionato e condiviso dei risultati ottenuti, nella prospettiva delle future scelte da esercitare nell’ambito del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione per almeno 12 anni.
In ogni caso, è opportuno che
il docente tutor, indipendentemente
dalla decisione dello studente e della sua famiglia esprima, a nome della
scuola, il proprio consiglio orientativo. Le diverse esperienze ed i diversi percorsi compiuti nella Scuola
Secondaria di 1° grado, ancorché corrispondenti agli interessi e alle capacità
degli allievi, non sono, comunque, vincolanti circa il corso di studi
successivo.
È utile, infine, che la
Scuola Secondaria di 1° grado segua nel tempo, in collaborazione con i Licei o
gli Istituti del secondo ciclo, l’evoluzione del percorso scolastico degli
allievi per poter migliorare il proprio complessivo know how formativo e orientativo, ed affinare, in base alla
riflessione critica sull’esperienza compiuta, le proprie competenze
professionali di intuizione e giudizio pedagogico e le proprie pratiche
autovalutative.
Compilazione.
Il Portfolio delle competenze individuali
della Scuola Secondaria di 1° grado è compilato ed aggiornato dal docente coordinatore-tutor, in collaborazione
con tutte le figure che si fanno carico dell’educazione e degli apprendimenti
di ciascun allievo, a partire dai genitori e dagli stessi studenti, chiamati ad
essere sempre protagonisti consapevoli della propria crescita.
Vincoli e
risorse
La Scuola Secondaria di 1° grado contribuisce alla realizzazione del Profilo educativo, culturale e professionale previsto per lo studente a conclusione del primo ciclo, collocando i Piani di Studio Personalizzati che sono stati redatti per concretizzare in situazione gli obiettivi specifici di apprendimento all’interno del Piano dell’Offerta Formativa di ogni istituzione scolastica.
Il Piano dell’Offerta Formativa tiene conto dei seguenti punti che costituiscono allo stesso tempo risorsa e vincolo per la progettazione di ogni istituzione scolastica:
1. L’organico
d’istituto è assegnato secondo le norme vigenti, anche per quanto riguarda gli
allievi in situazione di handicap. Il miglioramento dei processi di
apprendimento e la continuità educativa e didattica sono assicurati anche
attraverso la permanenza dei docenti nella sede di titolarità almeno per il
tempo corrispondente al periodo didattico.
2. L’orario
annuale obbligatorio delle lezioni, comprensivo della quota riservata alle
Regioni, alle istituzioni scolastiche e all’insegnamento della Religione
cattolica, è di 900 ore annuali; ogni istituzione scolastica, per realizzare il
Profilo educativo, culturale e
professionale atteso per la conclusione del primo ciclo e per trasformare
in competenze personali gli obiettivi specifici di apprendimento del primo
biennio e della terza classe, su richiesta, mette a disposizione dei ragazzi e
delle famiglie, un’offerta formativa opzionale facoltativa aggiuntiva fino a
200 ore annue; queste ore partecipano alla definizione dell’organico di istituto
e si possono impiegare sia nella prospettiva del recupero sia in quella dello
sviluppo e dell’eccellenza. Ogni studente è comunque obbligato a frequentare le
lezioni per non meno di ¾ delle ore annue del corso di studi prescelto; per
casi eccezionali, le istituzioni scolastiche possono autonomamente stabilire
motivate deroghe al suddetto limite; restano ferme le attuali disposizioni in
tema di mensa e di distribuzione dell’orario settimanale su cinque piuttosto
che su sei giorni.
3. L'autonomia
delle istituzioni scolastiche è regolata secondo le norme vigenti e si esercita
sui vincoli dettati nelle Indicazioni
Nazionali; per quanto riguarda l’autonomia didattica, è possibile
intensificare per espansione o concentrazione, con apposite Unità di
Apprendimento, l’approfondimento e il
radicamento territoriale degli obiettivi specifici di apprendimento delle
discipline e dell’educazione alla Convivenza
civile; l’autonomia delle istituzioni scolastiche implica, inoltre,
l’opportunità di organizzare le attività educative e didattiche obbligatorie
sia per attività frontali, sia per Laboratori, e di alternare, a seconda delle
esigenze di apprendimento individuali, gruppi classe e gruppi di classe e/o
interclasse di livello, di compito o elettivi; restando ferme le disposizioni
vigenti in proposito, dispone, infine, sugli eventuali ampliamenti dell’offerta
formativa.
4. Nei
Laboratori facoltativi di rete, si assicura la coltivazione e l’autenticazione
dei talenti artistici e musicali; i Laboratori potranno essere organizzati
anche dai Conservatori, dai Licei musicali e coreutici, dalle Scuole Secondarie
di 1° grado che li istituiranno autonomamente, da scuole non statali
accreditate, anche sulla base di convenzioni con enti e privati.
5. È
individuato un docente coordinatore dell'
équipe pedagogica che entra in
contatto con gli allievi e che svolge anche la funzione di tutor dei medesimi, in costante rapporto con le famiglie e con il
territorio, anche in ordine alla scelta delle attività opzionali facoltative.
6.
All’inizio del
primo biennio, il Servizio Nazionale di Valutazione procede alla valutazione esterna,
riferita sia agli elementi strutturali di sistema, sia ai livelli di padronanza
mostrati dagli allievi nelle conoscenze e nelle abilità raccolte negli obiettivi
specifici di apprendimento indicati per la fine della Scuola Primaria.
La
valutazione esterna del primo biennio non ha lo scopo di esprimere giudizi
valutativi sui singoli, siano essi allievi o gli operatori delle istituzioni
scolastiche o istituzioni scolastiche, ma si propone di raccogliere elementi
per informare il Paese, i decisori politici, le istituzioni scolastiche stesse
dello stato complessivo del sistema e anche, in generale, dei risultati
ottenuti nelle prove di conoscenza e di abilità espletate in modo anonimo dagli
allievi; ciò per offrire dati per programmare, da un lato, le politiche
educative e, dall’altro, per qualificare ulteriormente la valutazione di scuola
o interna.
Il
Servizio Nazionale di Valutazione è, tuttavia, anche coinvolto nella
predisposizione e gestione delle prove degli esami di stato che concludono il
primo ciclo di istruzione. La
valutazione interna si articola in autovalutazione di istituto, riguardante gli
elementi di sistema (efficacia della progettazione didattica rispetto agli
obiettivi, qualità dell’insegnamento, grado di soddisfazione delle famiglie e
del territorio ecc.) e in valutazione diagnostica, formativa e sommativa
(periodica, annuale e biennale) dei singoli allievi, di esclusiva competenza
dei docenti. Se il passaggio dalla prima alla seconda classe del biennio, salvo
casi motivati, non è precluso dalla presenza anche di numerosi debiti nel
perseguimento degli obiettivi formativi formulati nelle Unità di Apprendimento di diverse discipline e insegnamenti, resta
inteso che, per ottenere la promozione alla terza classe, i debiti, durante il
secondo anno, devono essere colmati (ovviamente nelle stesse discipline e
insegnamenti). Si dispone la ripetenza del secondo anno del biennio quando
l’allievo mantenga debiti negli obiettivi formativi di due discipline
(comportamento compreso) che siano già stati registrati l’anno precedente.
Obiettivi specifici di apprendimento per le classi
prima e seconda
(primo
biennio)
Al termine del primo biennio, la scuola ha organizzato
per lo studente attività educative e didattiche unitarie che hanno avuto lo scopo di aiutarlo a trasformare in competenze personali le seguenti conoscenze e abilità disciplinari:
(Si rimanda
alle Indicazioni vigenti o a quelle che saranno indicate d’intesa con la Cei)
|
Per ascoltare: -
Strategie
dell’ascolto finalizzato e dell'ascolto attivo di testi orali complessi (giornale radio, telegiornale,
conferenza, documentario, …). -
Appunti:
prenderli mentre si ascolta e riutilizzarli. -
Avvio
all’ascolto critico di testi espositivi, narrativi, descrittivi. |
-
Identificare
attraverso l’ascolto attivo e finalizzato vari tipi di testo e il loro scopo. -
Comprendere testi d’uso quotidiani ( racconti, trasmissioni
radiofoniche e televisive, istruzioni, canzoni, …) e riorganizzare le
informazioni raccolte in appunti, schemi, tabelle, testi di sintesi vari. -
Interventi
correttivi delle difficoltà dell'ascolto.
|
|
Per parlare: -
Tratti
fondamentali che distinguono il parlato e lo scritto. -
Registri
linguistici del parlato narrativo, descrittivo, dialogico. -
Strategie
di memoria e tecniche di supporto al
discorso orale (appunti, schemi, cartelloni, lucidi e altro). -
Analisi
critica dei "luoghi comuni" e degli stereotipi linguistici. - Caratteristiche dei testi parlati più comuni (telegiornale , talk-show, pubblicità, …). |
-
Ricostruire
oralmente la struttura informativa di una comunicazione orale con/senza
l'aiuto di note strutturali. -
Interagire
con flessibilità in una gamma ampia di situazioni comunicative orali formali
e informali con chiarezza e proprietà lessicale, attenendosi al tema, ai
tempi e alle modalità richieste dalla situazione. -
Sostenere,
attraverso il parlato parzialmente pianificato, interazioni e semplici
dialoghi programmati. |
|
Per leggere -
Elementi caratterizzanti il testo narrativo letterario e non
(biografia, autobiografia, diario, lettera, cronaca, articolo di giornale,
racconto, leggenda, mito,ecc.) -
Elementi caratterizzanti il testo poetico (lirica, epica, canzone
d'autore). -
Meccanismi di costituzione dei significati traslati (metonimia,
similitudine, metafora,ecc.). -
Strategie di controllo del processo di lettura ad alta voce al fine
di migliorarne l'efficacia (semplici artifici retorici: pause, intonazioni,
ecc.). -
Strategie di lettura silenziosa e tecniche di miglioramento
dell'efficacia quali la sottolineatura e le note a margine. -
Esperienze autorevoli di lettura come fonte di piacere e di arricchimento personale anche fuori dalla scuola. - Testi presenti su software, cd-rom e la "navigazione" in Internet. |
-
Leggere silenziosamente e ad alta voce utilizzando tecniche adeguate. - Leggere ad alta voce in modo espressivo testi noti e non di diverso tipo con pronuncia orientata allo standard nazionale. -
Comprendere ed interpretare in forma guidata e/o autonoma testi
letterari e non (espositivi, narrativi, descrittivi, regolativi,ecc.)
attivando le seguenti abilità: ·
individuare informazioni ed
elementi costitutivi dei testi, ·
individuare il punto vista narrativo e descrittivo, ·
comprendere le principali intenzioni comunicative dell’ autore, ·
operare inferenze ed anticipazioni di senso, anche in riferimento ad
un lessema non noto, ·
leggere integrando informazioni provenienti da diversi elementi del
testo (immagini, tabelle, indici, grafici, capitoli, didascalie,ecc.), ·
comprendere impliciti e
presupposizioni. -
Leggere in forma guidata e/o autonoma testi poetici d'autore e analizzarli a livello fonico,
metrico-sintattico, polisemico. -
Leggere
testi su supporto digitale e ricavarne dati per integrare le conoscenze
scolastiche. -
Riferirsi
con pertinenza ed usare nei giusti contesti brani e riferimenti poetici
imparati a memoria. |
|
Per scrivere -
Procedure per isolare ed evidenziare negli appunti concetti
importanti (sottolineature, utilizzo di segnali grafici, ecc.), uso di
abbreviazioni, sigle, disegni, mappe, uso della punteggiatura come elemento
di registrazione. -
Caratteristiche testuali fondamentali dei testi d'uso, informativi,
regolativi, espressivi, epistolari, descrittivi. - Riscrittura e manipolazione di un testo narrativo, descrittivo, regolativo, espositivo, poetico (condensazioni, espansioni, introduzione di nuove parti, spostamento di paragrafi, riassunto, parafrasi, ecc.). |
-
Produrre testi scritti, a seconda degli scopi e dei destinatari,
espositivi, epistolari, espressivi, poetici, regolativi, informativi, testi
d'uso. -
Svolgere progetti tematici (relazioni di ricerca, monografie frutto
di lavori di gruppo, ecc.) e produrre testi adeguati sulla base di un
progetto stabilito (pianificazione, revisione, manipolazione). -
Compilare autonomamente una "scheda di lettura" ragionata
per testi di vario tipo. -
Costruire un semplice ipertesto. -
Manipolare racconti fictional, smontarli e riorganizzarli, ampliarli
e sintetizzarli. -
Riscrivere testi narrativi applicando trasformazioni quali: ·
modificare l'ordine delle sequenze del testo, riscrivendolo a partire
dalla fine, ·
eliminare o aggiungere personaggi, ·
modificare gli ambienti, ·
operare transcodifiche (da un genere all'altro, da una favola ad un
racconto, da un romanzo ad una sceneggiatura, da una biografia ad un testo
teatrale, …) e contaminazioni (di più testi e più stili). |
|
Per riflettere sulla lingua (grammatica,
sintassi, analisi logica) -
Studio
sistematico delle categorie sintattiche. -
Classi
di parole e loro modificazioni. -
Struttura
logica della frase semplice (diversi tipi di sintagmi, loro funzione, loro
legame al verbo). -
Struttura
comunicativa della frase semplice (tema/rema, fuoco/sfondo, ecc.) e mezzi per
attribuire un determinato profilo comunicativo alla frase. -
Il
lessico (famiglie di parole, campi semantici, legami semantici tra parole,
impieghi figurati, ecc.); l’uso dei dizionari. -
Basi
della metrica (divisione in versi, ripresa di gruppi di suoni, rima, assonanza, consonanza,
allitterazione, ecc.). -
Principali
tappe evolutive della lingua italiana, valorizzandone, in particolare, l’origine latina. -
Rapporto
esistente tra evoluzione della lingua e contesto storico-sociale. |
-
Riconoscere
e analizzare le funzioni logiche della frase semplice. -
Utilizzare
tecniche di costruzione della frase semplice in base al profilo comunicativo. -
Applicare
modalità di coesione-coerenza. -
Usare
consapevolmente strumenti di consultazione. -
Usare
creativamente il lessico. -
Utilizzare
tecniche di lettura metrica. -
Individuare
le caratteristiche fondamentali che collocano e spiegano storicamente un testo o una parola. |
|
-
Approfondimento delle funzioni già conosciute e
introduzione di funzioni per: ·
chiedere e dare informazioni personali e familiari; ·
esprimere bisogni elementari, obbligo e divieto; ·
esprimere capacità/incapacità; ·
chiedere e dare informazioni/ spiegazioni (orari di mezzi
di trasporto, numeri telefonici…); ·
chiedere e dire ciò che si sta facendo; ·
dire e chiedere il significato di…; ·
chiedere e parlare di azioni passate, di azioni programmate o intenzioni; ·
offrire, invitare, accettare, rifiutare; ·
esprimere consenso, disaccordo, fare confronti. -
Espansione dei campi
semantici relativi alla vita quotidiana. -
Riflessione sulla lingua: ·
tempi presente, passato,futuro, imperativo; ·
modali: "can",
"may", "must", "shall"; ·
aggettivo predicativo e qualificativo nei vari gradi; ·
avverbi di quantità e modo; ·
preposizioni di tempo e luogo; ·
pronomi complemento e pronomi possessivi; ·
indefiniti semplici. -
Civiltà: approfondimenti
su aspetti della cultura anglosassone: tradizioni e festività. |
-
Interagire in semplici scambi dialogici relativi alla
vita quotidiana dando e chiedendo informazioni, usando un lessico adeguato
e funzioni comunicative appropriate. -
Scrivere appunti, cartoline, messaggi e brevi lettere. -
Cogliere il punto principale in semplici messaggi e
annunci relativi ad aree di interesse
quotidiano. -
Identificare informazioni specifiche in testi
semi-autentici/autentici di diversa natura. -
Descrivere con semplici frasi di senso compiuto la
propria famiglia e i propri vissuti. -
Produrre semplici messaggi scritti su argomenti familiari
entro il proprio ambito d'interesse. -
Riconoscere le caratteristiche significative di alcuni
aspetti della cultura anglosassone e operare confronti con la propria. |
|
-
Aspetti fonologici della lingua. -
Brevi espressioni finalizzate ad un semplice scambio dialogico nella
vita sociale quotidiana. -
Aree lessicali concernenti numeri, date, colori, oggetti
dell’ambiente circostante. -
Ambiti semantici relativi all’identità delle persone, alle loro
condizioni di salute, ai fattori temporali, al tempo meteorologico. -
Verbi ausiliari. -
Principali tempi verbali : presente, passato recente e remoto, futuro
(forme regolari). -
Aggettivi possessivi, dimostrativi, qualificativi. -
Pronomi personali e possessivi. -
Alcune preposizioni di tempo e luogo. -
Principali strategie di lettura di semplici testi informativi,
regolativi, descrittivi. -
Alcuni tipi di testo scritto. -
Aspetti della cultura e della civiltà straniera impliciti nella
lingua. |
-
Mettere in relazione grafemi e fonemi, associando semplici parole e
frasi al rispettivo suono. -
Identificare la principale funzione comunicativa in un messaggio
utilizzando ritmi, accenti, curve prosodiche. -
Comprendere semplici e chiari messaggi orali riguardanti la vita
quotidiana. -
Comprendere semplici istruzioni attinenti alla vita e al lavoro di
classe. -
Presentarsi, presentare, congedarsi, ringraziare. -
Descrivere luoghi, oggetti, persone. -
Narrare semplici avvenimenti. -
Chiedere e parlare di abitudini, di condizioni di salute, delle
condizioni del tempo. -
Esprimere possesso, bisogni. -
Seguire itinerari, istruzioni, chiedere ed ottenere servizi. -
Leggere e comprendere brevi testi d’uso e semplici descrizioni. -
Produrre brevi testi scritti, utilizzando il lessico conosciuto. -
Confrontare modelli di civiltà e di cultura diversi. |
|
-
In relazione al contesto fisico, sociale, economico, tecnologico,
culturale e religioso fatti, personaggi, eventi ed istituzioni
caratterizzanti: Ø l'Europa medioevale fino
al Mille; Ø la nascita dell’Islam e la
sua espansione; Ø la civiltà europea dopo il
Mille e l’unificazione culturale e religiosa dell’Europa: le radici di una
identità comune pur nella diversità dei diversi sistemi politici; Ø l’apertura dell’Europa ad
un sistema mondiale di relazioni: la scoperta dell’«altro» e le sue
conseguenze; Ø la crisi della sintesi
culturale, politica e sociale del Medioevo; Ø Umanesimo e Rinascimento; Ø la crisi dell’unità
religiosa e la destabilizzazione del rapporto sociale; Ø il Seicento e il
Settecento: nuovi saperi e nuovi problemi; la nascita dell’idea di progresso
e sue conseguenze; Ø l’Illuminismo, la
Rivoluzione americana e la Rivoluzione francese. |
-
Utilizzare termini specifici del linguaggio disciplinare. -
Costruire «quadri di civiltà» in base ad indicatori dati di tipo
fisico-geografico, sociale, economico, tecnologico, culturale e religioso. -
Comprendere aspetti
essenziali della metodologia della ricerca storica e delle categorie di
interpretazione storica. -
Distinguere tra svolgimento storico, microstorie e storie settoriali
o tematiche. -
Distinguere e selezionare
vari tipi di fonte storica, ricavare informazioni da una o più fonti. -
Utilizzare, in modo pertinente, gli aspetti essenziali della
periodizzazione e organizzatori temporali tipo ciclo, congiuntura,
accelerazione, stasi… -
Utilizzare in funzione di ricostruzione storiografica testi
letterari, epici, biografici, … -
Scoprire specifiche radici storiche medievali e moderne nella realtà
locale e regionale. -
Approfondire le dimensioni e le risonanze locali di fenomeni ed
eventi di interesse e portata nazionale e sovranazionale. -
Identificare in una narrazione storica problemi cui rispondere
adoperando gli strumenti della storiografia. |
|
-
Principali forme di rappresentazione grafica (ideogrammi, istogrammi,
diagrammi a barre) e cartografica (carte fisiche, politiche, stradali,
tematiche, topografiche e topologiche).
-
Concetti di scala grafica e numerica, distanza itineraria, distanza
economica in termini di tempo e costi, coordinate geografiche, latitudine,
longitudine, fuso orario, densità di popolazione, sistemi territoriale e
antropofisico. -
Caratteristiche fisico-antropiche dell’Europa e
di alcuni Stati che la compongono: aspetti
fisici, socio-economici e
culturali. -
Carta mentale
dell’Europa con la distribuzione di alcuni Stati e città. -
Le matrici dell’Unione Europea e le sue diverse forme istituzionali. |
-
Orientarsi sul terreno con l’uso della carta
topografica, della pianta, della bussola. -
Riconoscere le
trasformazioni apportate dall’uomo sul territorio. -
Leggere ed
interpretare statistiche, carte topografiche, tematiche e storiche, grafici, cartogrammi, foto
aeree e da satellite. -
Riconoscere il
movimento naturale della popolazione, i suoi principali indici di misurazione
e i flussi migratori. -
Analizzare
mediante osservazione diretta/indiretta un territorio (del proprio Comune,
della propria Regione, dell’Italia, dell’Europa) per conoscere e comprendere
la sua organizzazione, individuare aspetti e problemi dell’interazione
uomo-ambiente nel tempo. - Disegnare schizzi di carte mentali dell’Europa, carte tematiche e grafici utilizzando una simbologia convenzionale. |
||
MATEMATICA
|
|
||
Il numero
- Ripresa complessiva dei numeri interi e dell’aritmetica della Scuola Primaria: ·
operazioni con i numeri naturali; ·
i multipli e i divisori di un
numero; ·
i numeri primi; ·
numeri interi relativi. - Approfondimento e ampliamento del concetto di numero: ·
la
frazione come rapporto e come quoziente; ·
i
numeri razionali; ·
rapporti,
percentuali e proporzioni; · scrittura decimale dei numeri razionali; · operazioni tra numeri razionali; ·
confronto tra numeri razionali; ·
la radice quadrata come operazione
inversa dell’elevamento al quadrato. Geometria
-
Ripresa complessiva della Geometria piana e solida della Scuola Primaria.
-
Nozione intuitiva di trasformazione geometrica -
Rapporto tra grandezze. -
Qmotetie, similitudini. -
Introduzione al concetto di sistema di riferimento: le coordinate
cartesiane, il piano cartesiano. |
-
Risolvere problemi e calcolare semplici espressioni tra numeri interi
mediante l’uso delle quattro operazioni. - Elevare a potenza numeri naturali. - Scomporre in fattori primi un numero naturale. - Leggere e scrivere numeri naturali e decimali in base dieci usando la notazione polinomiale e quella scientifica. - Riconoscere frazioni equivalenti. - Confrontare numeri razionali e rappresentarli sulla retta numerica.. -
Eseguire operazioni con i numeri razionali in forma decimale. -
Eseguire semplici calcoli con numeri razionali usando metodi e
strumenti diversi. -
Conoscere proprietà di figure piane e solide e classificare le figure
sulla base di diversi criteri. -
Riconoscere figure uguali e descrivere le isometrie necessarie per
portarle a coincidere. -
Costruire figure isometriche secondo richiesta. -
Utilizzare le trasformazioni per osservare, classificare ed
argomentare proprietà delle figure. -
Riconoscere grandezze proporzionali in vari contesti; riprodurre in
scala. -
Calcolare aree e perimetri di figure piane. -
Riconoscere figure simili in vari contesti. -
Costruire figure simili dato il rapporto di similitudine. -
Rappresentare sul piano cartesiano punti, segmenti, figure. |
|
|
|
Misura
-
Le grandezze geometriche. -
Il sistema internazionale di misura. Dati e previsioni
-
Fasi di un’indagine statistica. -
Tabelle e grafici statistici. -
Valori medi e campo di variazione. -
Concetto di popolazione e di campione. - Probabilità di un evento: valutazione di probabilità in casi semplici |
-
Valutare la significatività delle cifre del risultato di una data
misura. -
Identificare un problema affrontabile con un’indagine statistica,
individuare la popolazione e le unità statistiche ad esso relative, formulare
un questionario, raccogliere dati, organizzare gli stessi in tabelle di
frequenze. -
Rappresentare graficamente e analizzare gli indici adeguati alle
caratteristiche: la moda, se qualitativamente sconnessi; la mediana, se
ordinabili; la media aritmetica e il campo di variazione, se quantitativi. -
Realizzare esempi di campione casuale e rappresentativo. -
Realizzare previsioni di probabilità in contesti semplici. |
|
|
Introduzione
al pensiero razionale
|
Aspetti storici connessi alla
matematica - Aspetti storici connessi alla
matematica, ad esempio: sistemi di numerazione nella storia, il metodo di
Eratostene per la misura del raggio della Terra, i diversi valori di
pi-greco nella geometria antica.
|
-
Passare dal linguaggio comune al linguaggio specifico, comprendendo e
usando un lessico adeguato al contesto. -
Comprendere il ruolo della definizione. -
Individuare regolarità in contesti e fenomeni osservati. -
Produrre congetture relative all’ interpretazione e spiegazione di
osservazioni effettuate in diversi contesti. -
Analizzare criticamente le proprie congetture, comprendendo la
necessità di verificarle in casi particolari e di argomentarle in modo
adeguato. -
Esprimere verbalmente in modo corretto i ragionamenti e le
argomentazioni. -
Riconoscere gli errori e la necessità di superarli positivamente. -
Riconoscere situazioni problematiche, individuando i dati da cui
partire e l’obiettivo da conseguire. -
Schematizzare
anche in modi diversi la situazione di un problema, allo scopo di elaborare
in modo adeguato una possibile
procedura risolutiva. -
Esporre chiaramente un procedimento risolutivo, evidenziando le
azioni da compiere e il loro collegamento. -
Confrontare criticamente eventuali diversi procedimenti di soluzione. |
|
-
Come si muovono i corpi: velocità e traiettoria, accelerazione. -
Le forze in situazioni statiche e come cause del moto. - Peso e massa, con riferimento alle situazioni di assenza di gravità. Peso specifico. -
Lavoro e energia. -
Il galleggiamento; il principio di Archimede. -
Primo approccio alla chimica: acidi, basi e sali nell'esperienza
ordinaria come esempi di sostanze chimiche; - Caratteristiche dei suoli: loro origine e relazione con le sostanze chimiche presenti in essi. Cenno ai concimi -
Cellule e organismi unicellulari e pluricellulari. - Piante vascolari: ciclo vitale -
Animali vertebrati ed invertebrati - Sistemi e apparati del corpo umano: apparato motorio, sistema circolatorio, apparato respiratorio. -
Ecosistema terra; ambiente terrestre e marino. -
Ecosistemi locali: fattori e condizioni del loro equilibrio. -
Concetti di habitat, popolazione, catena e rete alimentare. |
-
Rappresentare in diagrammi spazio/tempo diversi tipi di movimento;
interpretare i diagrammi. -
Fare forza e deformare; osservare gli effetti del peso; trovare
situazioni di equilibri. - Misurare forze (dinamometro, bilancia) -
Stimare il peso specifico di diversi materiali d'uso comune. - Dare esempi tratti dall'esperienza quotidiana in cui si riconosce la differenza tra il temperatura e calore - Eseguire semplici reazioni chimiche (p.es. acidi e basi con alcuni metalli e carbonato di calcio) e descriverle ordinatamente. - Illustrare praticamente l'importanza delle proporzioni fra le sostanze chimiche che prendono parte ad una reazione (p.es. usando indicatori). - Effettuare semplici esperimenti di caratterizzazione di terreni diversi. - Riconoscere le piante più comuni in base a semi, radici, foglie, fiori e frutti. -
Attraverso esempi della vita pratica illustrare la complessità del
funzionamento del corpo umano nelle sue varie attività ( nutrimento,
movimento, respirazione, ..). - Raccogliere dati sulla frequenza cardiaca e su quella respiratoria. - Individuare, spiegare e riproporre con semplici modelli che cosa accade nel movimento del corpo umano. - Identificare in termini essenziali i rapporti tra uomo, animali e vegetali in ambienti noti. - Raccogliere informazioni sulle catene alimentari in ambienti noti. - Collegare le caratteristiche dell'organismo di animali e piante con le condizioni e le caratteristiche ambientali. |
TECNOLOGIA E INFORMATICA
|
-
I settori dell’economia. -
Le differenze tra industria e artigianato. - I principali settori della produzione industriale (chimica, meccanica, ecc…). - La transizione dall’industriale ai sistemi biodigitali - Elementi del disegno tecnico e sistemi di rappresentazione - Principi di economia domestica |
-
Individuare, riconoscere e analizzare le macchine che sottraggono,
addizionano, formano. -
Riconoscere ed analizzare il settore produttivo di provenienza di
ogni oggetto preso in esame. -
Riconoscere, analizzare e descrivere le procedure costruttive
dell’oggetto, delle sue parti e della
sua contestualizzazione. -
Rappresentare graficamente un oggetto in modo intuitivo o con il
supporto di mezzi tecnologici, applicando regole delle proiezioni ortogonali
e forme elementari di assonometria - Analizzare gli oggetti, gli utensili e gli strumenti, le macchine, gli impianti, le reti e gli assetti territoriali d’uso comune. - Distinguere, in questi, la funzione principale e quella delle parti componenti, classificandoli secondo descrittori attenti alla specificità dell’oggetto, alla sua contestualizzazione ambientale e alla sua sostenibilità/qualità sociale. -
Individuato un bisogno da soddisfare, realizzare il modello di un
oggetto, di uno strumento necessari allo scopo, seguendo la procedura: ideazione/progettazione – rappresentazione
– realizzazione – collaudo - produzione – dismissione – riciclo. -
Individuare e praticare esperienze di design, cucitura, tessitura e
ricamo per scopi funzionali ed estetici -
Costruire bozzetti o modelli riferiti ad oggetti d’uso comune, dai
vasi ai tessuti ai vestiti, utilizzando materiali elementari e di facile uso -
Esercitare attività di decorazione e grafica su modelli volumetrici -
Esperienze di gruppo e di lavoro di gruppo specie a distanza -
Individuare e praticare esperienze di cucitura, tessitura e ricamo
per scopi funzionali ed estetici - Utilizzare programmi specifici per presentazioni e comunicazioni. - Tradurre in programmi gli algoritmi (ordinamento, calcolo, ragionamento logico-matematico) utilizzando un semplice linguaggio di programmazione. - Acquisire tecniche e strumenti che rendano più efficace l’esposizione di idee, contenuti, immagini, ecc. - Utilizzare computer e software specifici per approfondire o recuperare aspetti disciplinari. - Utilizzare le risorse reperibili sia in Internet sia negli archivi locali. - Utilizzare la comunicazione in rete locale. |
|
-
Fondamenti della tecnica di uno strumento musicale. - Famiglie strumentali. -
Percorsi progettuali visivi grafico-notazionali (mappe sonore,
ideografiche, pittoriche, …). -
Fattori prosodici di parole e frasi, onomatopee,
strutture ritmiche delle parole e
valori espressivi dei fonemi. -
Tecnica di base del canto -
Relazioni tra linguaggi. -
Criteri di organizzazione formale tradizionali, principali strutture
del linguaggio musicale e loro valenza espressiva. -
Analogie, differenze e peculiarità stilistiche di epoche e generi musicali diversi, con
riferimento anche alle aree extraeuropee. -
Principali usi e funzioni della musica nella realtà contemporanea,
con particolare riguardo ai mass media. |
Pratica strumentale -
Possedere le elementari tecniche esecutive degli
strumenti didattici e eseguire semplici brani ritmici e melodici, sia a
orecchio sia decifrando una notazione. -
Realizzare improvvisazioni guidate che approdino a
sequenze dotate di senso musicale. Pratica vocale -
Riprodurre con la voce, per imitazione e/o per lettura,
brani corali ad una o più voci anche con appropriati arrangiamenti
strumentali, desunti da repertori senza preclusioni di generi, epoche e
stili. Produzione musicale -
Improvvisare sequenze ritmiche e melodiche a partire da
stimoli di diversa natura (musicali, grafici, verbali, ecc.). -
Elaborare commenti musicali a testi verbali o figurativi,
azioni sceniche, ecc. -
Elaborare semplici materiali sonori mediante l’analisi,
la sperimentazione e la manipolazione di oggetti sonori, utilizzando semplici
software appropriati. Ascolto, interpretazione e analisi -
Riconoscere e analizzare con linguaggio appropriato le
fondamentali strutture del linguaggio musicale e la loro valenza espressiva,
anche in relazione ad altri linguaggi, mediante l'ascolto di opere musicali
scelte come paradigmatiche di generi, forme e stili storicamente rilevanti. |
|
-
Il
rapporto immagine-comunicazione nel testo visivo e narrativo. -
Funzioni
e caratteri dell’immagine espressiva, emozionale, enfatica, estetica; gli
stereotipi e la generatività iconica -
Il linguaggio visivo e i suoi codici; segni iconici e simbolici. -
Gli strumenti, i materiali e le metodologie operative delle
differenti tecniche artistiche; i processi di manipolazione materica; le
tecniche di manipolazione tecnologica. -
La raffigurazione dello spazio
nelle tre dimensioni; la prospettiva intuitiva, la rappresentazione
prospettica; proporzione tra le
parti di un disegno e le relazioni tra i piani e il fondo; i contrasti
luce-ombra e gli effetti cromatici; il movimento e la composizione; staticità
e dinamismo; il ritmo e l’aritmia. -
Paradigmi del percorso dell’arte nei secoli: dalla preistoria al XIX
secolo. -
Il valore sociale e il valore estetico del paesaggio e del patrimonio
ambientale e culturale. -
Gli elementi fondamentali dei linguaggi audiovisivi, multimediali e
informatici: dalla fotografia all’arte elettronica. |
-
Leggere e interpretare i contenuti di messaggi visivi rapportandoli
ai contesti in cui sono stati prodotti. -
Utilizzare criticamente immagini di diverso tipo; riconoscere e
visualizzare le metafore visive, cogliendo il valore simbolico di oggetti,
animali, paesaggi; individuare e classificare simboli e metafore utilizzate
nel campo dell’arte e della
pubblicità. -
Inventare e produrre messaggi visivi con l’uso di tecniche e
materiali diversi - Rappresentare oggetti piani e solidi, ed ambienti in prospettiva (frontale e d’angolo) -
Analisi di opere d’arte d’epoche storiche diverse attraverso criteri
quali: superfici e figure geometriche piane; textures e contrasto materico di superfici; volumi
chiusi, volumi aperti e la tridimensionalità volumetrica; il fenomeno
cromatico e i colori fondamentali (primari, secondari, terziari); colori
acromatici e miscele cromatiche; regole della composizione; effetti del
movimento. -
Riconoscere e leggere le tipologie principali dei beni
artistico-culturali (zone archeologiche, complessi architettonici, collezioni
pittoriche, …); individuare i beni
artistici e culturali presenti nel territorio, compreso l’arredo urbano,
riconoscendo le stratificazioni dell’intervento dell’uomo. -
Utilizzare l’immagine fotografica, multimediale ed elettronica
(rielaborazione con software
interattivi di opere, progettazione di oggetti e di ambienti,ecc.). |
|
-
Consolidamento delle capacità coordinative. -
Livello di sviluppo e tecniche di miglioramento delle capacità
condizionali (forza, rapidità, resistenza, mobilità articolare). -
L’attività sportiva come valore etico. -
Valore del confronto e della
competizione. |
-
Utilizzare efficacemente le proprie capacità in condizioni facili e
normali di esecuzione (accoppiamento e combinazione dei movimenti,
differenziazione, equilibrio, orientamento, ritmo, reazione, trasformazione,
…). -
Utilizzare consapevolmente piani di lavoro razionali per l’incremento
delle capacità condizionali, secondo i propri livelli di maturazione,
sviluppo e apprendimento. -
Modulare e distribuire il carico motorio-sportivo secondo i giusti
parametri fisiologici e rispettare le pause di recupero. - Gestire in modo consapevole abilità specifiche riferite a situazioni tecniche e tattiche negli sport individuali e di squadra. -
Utilizzare le conoscenze tecniche per svolgere funzioni di giuria e
arbitraggio. -
Inventare nuove forme di attività ludico-sportive. -
Applicare i principi metodologici dell’allenamento funzionali al
mantenimento di uno stato di salute ottimale. - Relazionarsi positivamente con il gruppo rispettando le diverse capacità, le esperienze pregresse, le caratteristiche personali. - Rispettare il codice deontologico dello sportivo e le regole delle discipline sportive praticate. |
|
-
Tecniche di espressione corporea. -
Presa di coscienza del proprio stato di efficienza fisica attraverso
l’autovalutazione delle personali capacità e performance. |
-
Usare consapevolmente il linguaggio del corpo utilizzando vari codici
espressivi, combinando la componente comunicativa e quella estetica. -
Rappresentare idee, stati d’animo e storie mediante gestualità e
posture, individualmente, a coppie, in gruppo. -
Sperimentare piani di lavoro personalizzati. |
|
-
Rapporto tra la prontezza di riflessi ed una situazione di benessere
fisico. -
Norme fondamentali di prevenzione degli infortuni legati all’attività
fisica anche in strada. -
La segnaletica stradale e le norme di conduzione dei cicli e
ciclomotori. |
-
Riconoscere il corretto rapporto tra esercizio fisico –alimentazione
- benessere . -
Ai fini della sicurezza, utilizzare in modo responsabile spazi,
attrezzature, veicoli sia individualmente, sia in gruppo. -
Mettere in atto comportamenti corretti nell’uso della bicicletta. |
Obiettivi specifici di apprendimento
per la classe
terza
Al termine della classe terza,
la scuola ha organizzato per lo studente attività educative e didattiche unitarie che hanno avuto lo scopo di
aiutarlo a trasformare in competenze
personali le seguenti
conoscenze e abilità disciplinari:
(Si rimanda
alle Indicazioni vigenti o a quelle che saranno indicate d’intesa con la Cei)
Per ascoltare-
Strategie di utilizzo degli elementi predittivi di un testo orale
(contesto, titolo, collocazione, …) -
Elementi che servono a identificare anche a distanza di tempo gli
appunti (data, situazione, argomento, autore) e a utilizzarli. -
Il punto di vista esplicativo, valutativo ed argomentativo, in
contesti e testi diversi. -
Esempi
di argomentazione come forma di ragionamento che parte da un problema,
formula ipotesi di soluzione, scarta quelle insostenibili, formula una tesi
basandosi su prove. -
Alcuni
film come comunicazione che utilizza vari linguaggi e codici (linguistico,
visivo, sonoro,ecc.) |
-
Adottare,
secondo la situazione comunicativa, opportune strategie di attenzione e
comprensione. -
Dato
un testo orale adeguato identificare e confrontare opinioni e punti di vista del mittente. -
Valutare
la natura e l’attendibilità del messaggio ascoltato secondo il proprio punto
di vista. -
Sostenere
tramite esempi il proprio punto di vista o quello degli altri. -
Avviarsi
alla selezione di fonti ritenute occasioni di arricchimento personale e
culturale. |
|
Per parlare -
Tecniche e strategie per argomentare. -
Alcuni
semplici concetti retorici (captatio
benevolentiae, incipit, ecc.). -
Interventi
critici mirati in situazioni scolastiche ed extrascolastiche. |
-
Ricostruire
oralmente la struttura argomentativa di una comunicazione orale. -
Intervenire
nelle discussioni usando argomentazioni per formulare e validare ipotesi, per
sostenere tesi o confutare tesi opposte a quella sostenuta; per giustificare,
persuadere, convincere, per esprimere accordo e disaccordo, per fare
proposte. -
Descrivere,
argomentando, il proprio progetto di vita e le scelte fatte per realizzarlo. -
Memorizzare
testi e poesie |
Per leggere-
Elementi caratterizzanti il testo argomentativo. -
Elementi caratterizzanti il
testo letterario narrativo (novella, racconto della memoria, monologo
interiore, romanzo, ecc.). -
Elementi caratterizzanti il testo poetico e l'intenzione comunicativa
dell'autore. -
Principali caratteristiche testuali di quotidiani, periodici, riviste
specializzate. -
Testi presenti su software. -
Navigazione in una enciclopedia classica e in Internet. |
-
Comprendere
e interpretare autonomamente/con guida testi, non solo letterari, di
tipologie diverse per: ·
riconoscere
e formulare ipotesi sul significato di particolari scelte narrative e
stilistiche, ·
riconoscere
le tesi esposte e l’opinione dell’autore ·
esplicitare
le principali relazioni extra-testuali (rapporti del testo con altri testi,
col contesto culturale e le poetiche di riferimento, …), ·
approfondire
la comprensione degli impliciti e delle presupposizioni. ·
riflettere
sulla tesi centrale di un testo a dominanza argomentativa ed esprimere
semplici giudizi ·
dimostrare
la competenza della sintesi. |
Per scrivere-
La
struttura del testo argomentativo: gli elementi di cornice (tema, riferimenti
allo scopo, ai destinatari, informazioni sul contesto, tempo, spazio, fonti),
e gli elementi che fanno parte del nucleo argomentativo (una tesi o
un’opinione, le argomentazioni, un ragionamento che utilizzi le
argomentazioni per confermare o
dedurre la tesi oppure per negarla) -
La scrittura imitativa, la riscrittura, la manipolazione di testi
narrativi letterari. -
L'ipertesto. |
-
Ricercare
materiali e fonti da utilizzare nello sviluppo di un testo a dominanza argomentativa. -
Riconoscere
e riprodurre le caratteristiche testuali delle più consuete tipologie di
comunicazione scritta. -
Scrivere
testi a dominanza argomentativa (tema, commento, recensione, intervista,
dialoghi, …) su argomenti specifici
usando un linguaggio oggettivo e un registro adeguato. -
Riscrivere
testi letterari con procedure creative guidate, applicando manipolazioni a
livello stilistico (riscrivere un racconto modificando tempi verbali,
passando dalla prima alla terza persona, cambiando punto di vista del
narratore, ecc…). -
Scrivere
testi "imitativi" dello stile di un autore cogliendone le
peculiarità più significative. -
Scrivere
testi di tipo diverso (relazione, curriculum vitae, …) per spiegare e
argomentare le scelte orientative compiute. -
Organizzare
testi mono/pluri tematici articolati anche in forma multimediale. |
Per riflettere sulla lingua (grammatica, sintassi, analisi logica)-
Approfondimenti
su classi di parole e loro modificazioni. -
Approfondimenti
sulla struttura logica e comunicativa della frase semplice. -
Struttura
logica e comunicativa della frase complessa (coordinazione, subordinazione). -
Struttura
logica e argomentativi di brevi segmenti testuali; alcune classi di “movimenti”
testuali (esemplificazione, giustificazione, consecuzione, ...). -
Approfondimenti
sul lessico. -
Approfondimenti
sulla metrica. -
Approfondimenti
sulle principali tappe evolutive della lingua italiana, valorizzando
l’origine latina. -
Rapporto
esistente tra evoluzione della lingua e contesto storico-sociale. |
-
Riconoscere
i principali mutamenti e le permanenze lessicali e semantiche della lingua
latina nell’italiano e nei dialetti. -
Individuare
ed utilizzare strumenti di consultazione per dare risposta ai propri dubbi
linguistici. -
Essere
consapevole della variabilità delle forme di comunicazione nel tempo e nello
spazio geografico, sociale e comunicativo. -
Operare
confronti tra parole e testi latini, lingua italiana, dialetti, e altre lingue studiate. -
Collocare
cronologicamente testi diversi nell'epoca corrispondente. -
Riconoscere
le caratteristiche più significative di alcuni importanti periodi della
storia della lingua italiana. |
|
-
Funzioni per: ·
chiedere e parlare di avvenimenti presenti, passati, futuri e di intenzioni; ·
fare confronti, proposte, previsioni; ·
riferire ciò che è stato detto; ·
esprimere stati d’animo, opinioni, desideri, fare scelte; ·
formulare ipotesi ed esprimere probabilità; ·
dare consigli e persuadere; ·
descrivere sequenze di azioni; ·
esprimere rapporti di tempo, causa, effetto. -
Lessico: ampliamento
degli ambiti lessicali relativi alla sfera personale, istituzionale e
pubblica; abitudini quotidiane, parti del corpo, malattie, esperienze e
fatti. -
Riflessioni
sulla lingua: ·
pronomi indefiniti composti e pronomi relativi; ·
connettori, avverbi; indicatori di causalità (perché) e di possibilità (se); ·
verbi irregolari di uso più frequente; ·
tempi: passato prossimo, futuro con "will", condizionale, forma passiva; ·
modali: "might",
"could", "should"; ·
discorso diretto/ indiretto, proposizioni infinitive. -
Civiltà: aspetti
culturali più significativi del paese straniero relativi a istituzioni,
organizzazione sociale, luoghi di interesse artistico, paesaggistico e
storico-culturale. |
-
Interagire in brevi conversazioni concernenti situazioni
di vita quotidiana ed argomenti familiari. -
Scrivere messaggi e lettere motivando opinioni e scelte. -
Individuare il punto principale in una sequenza
audiovisiva/televisiva (messaggi, annunci, previsioni meteorologiche,
avvenimenti, notiziari). -
Comprendere un semplice brano scritto, individuandone
l'argomento e le informazioni specifiche. -
Descrivere o presentare oralmente, in forma articolata e
con sicurezza, persone, situazioni di vita ed esperienze. -
Produrre testi scritti coerenti e coesi usando il
registro adeguato. -
Relazionare sulle caratteristiche fondamentali di alcuni
aspetti della civiltà anglosassone e confrontarle con la propria. |
SECONDA LINGUA COMUNITARIA
|
-
Modalità di interazione in brevi scambi dialogici. -
Brevi messaggi orali relativi a contesti significativi della vita
sociale, dei mass media, dei servizi. -
Lessico relativo alle situazioni di vita personali e lavorative
(scuola, ambiente di lavoro, del tempo libero, dei luoghi di vacanza). -
Ambiti semantici relativi alla vita personale, familiare, parentale,
di amici. -
Tempi verbali: presente, passato recente e remoto (forme irregolari),
futuro (nelle varie forme). -
Fissazione ed applicazione di alcuni aspetti fonologici, morfologici,
sintattici e semantici della comunicazione
orale/ scritta. -
Semplici testi informativi, descrittivi, narrativi, epistolari,
poetici. -
Specifici aspetti della cultura e della civiltà straniera impliciti
nella lingua. |
-
Comprendere e formulare semplici messaggi in contesti di vita
sociale. -
Chiedere e rispondere a quesiti riguardanti la sfera personale. -
Descrivere persone, luoghi ed oggetti, in forma semplice, usando
lessico e forme note. -
Parlare e chiedere di avvenimenti presenti, passati e futuri, facendo
uso di un lessico semplice. -
Comprendere il significato di elementi lessicali nuovi dal contesto. -
Utilizzare strategie di studio: usare il vocabolario per il controllo della grafia, del significato di una parola e della pronuncia di
vocaboli nuovi. -
Individuare le informazioni utili in un semplice e breve testo quale
istruzioni d’uso, tabelle orarie, elenchi telefonici, menu, ricette,
itinerari. -
Leggere semplici testi narrativi
e cogliere in essi le informazioni principali. -
Individuare il messaggio chiave in un breve e semplice atto
comunicativo. -
Individuare e confrontare abitudini e stili di vita nelle diverse
culture. |
|
-
In relazione al contesto fisico, sociale, economico, tecnologico,
culturale e religioso, fatti, personaggi, eventi ed istituzioni
caratterizzanti: Ø Napoleone e l’Europa
post-napoleonica; Ø il collegamento tra
cittadinanza, libertà, nazione: la costituzione dei principali stati liberali
dell’Ottocento; Ø lo stato nazionale
italiano e il rapporto con le realtà regionali; il significato di simboli
quali la bandiera tricolore, gli stemmi regionali, l’inno nazionale; Ø l’Europa ed il mondo degli
ultimi decenni dell’Ottocento; Ø le istituzioni liberali e
i problemi, in questo contesto, dell’Italia unita; Ø le ideologie come tentativi
di dar senso al rapporto uomo, società, storia; Ø la competizione tra Stati
e le sue conseguenze; Ø la I° guerra mondiale; Ø l’età delle masse e la
fine della centralità europea; Ø crisi e modificazione delle democrazie; Ø i totalitarismi; Ø la II guerra mondiale; Ø la nascita della
Repubblica italiana; Ø la «società del benessere»
e la crisi degli anni ’70; Ø il crollo del comunismo
nei Paesi dell’est europeo; Ø l’integrazione europea. |
-
Distinguere tra storia locale, regionale, nazionale, europea,
mondiale, e coglierne le connessioni, nonché le principali differenze (anche
di scrittura narrativa). -
Mettere a confronto fonti documentarie e storiografiche relative allo
stesso fatto, problema, personaggio, e
interrogarle, riscontrandone le diversità e le somiglianze. -
Approfondire il concetto di fonte storica e individuare la
specificità dell’interpretazione
storica. -
Utilizzare in modo
paradigmatico alcune fonti
documentarie per verificarne la deformazione, volontaria o involontaria,
soprattutto per quanto riguarda i mass-media. -
Riconoscere la peculiarità della finzione filmica e letteraria in
rapporto alla ricostruzione storica. -
Usare il passato per rendere comprensibile il presente e comprendere
che domande poste dal presente al futuro trovano la loro radice nella conoscenza del passato. -
Di un quotidiano o di un telegiornale comprendere le notizie
principali, utilizzando i nessi storici fondamentali necessari per
inquadrarle o sapendo dove andare a reperirli. |
|
-
Sviluppo umano, sviluppo sostenibile e processi
di globalizzazione: modelli di applicabilità a sistemi territoriali stabili o
in fase dinamica. -
Modelli relativi all’organizzazione del
territorio e ai principali temi e problemi del mondo. -
Nuovi strumenti e
metodi di rappresentazione dello spazio geografico (telerilevamento,
cartografia computerizzata). -
Carta mentale del
mondo con la distribuzione delle terre emerse, di alcuni stati e
città, dei più significativi elementi fisici e delle grandi aree
socioeconomiche e culturali. -
Caratteristiche degli ambienti extraeuropei e
loro rapporto con le popolazioni che li abitano, analizzate per grandi aree culturali
e geopolitiche. -
La diversa distribuzione del reddito nel mondo: situazione
economico-sociale, struttura occupazionale, distribuzione del reddito,
indicatori di povertà e ricchezza. -
Analisi delle
problematiche geo-antropiche contemporanee attraverso l’utilizzo di documenti
e dati quantitativi e qualitativi, desunti da diverse fonti (testi specifici,
stampa quotidiana e periodica, televisione, audiovisivi, Internet). |
-
Orientarsi e muoversi in situazione utilizzando carte
e piante, orari di mezzi pubblici,
tabelle chilometriche. -
Produrre schemi di sintesi e schizzi di carte mentali del mondo o di
sue parti, carte tematiche,
cartogrammi e grafici, utilizzando una simbologia convenzionale. -
Analizzare un
tema geografico e/o un territorio attraverso l’utilizzo di modelli relativi
all’organizzazione del territorio, carte di vario tipo, dati statistici,
grafici, foto, testi specifici, stampa quotidiana e periodica, televisione,
audiovisivi, Internet, individuando connessioni con situazioni
storiche, economiche e politiche. - Presentare un tema o problema del mondo di oggi utilizzando schemi di sintesi, carte di vario tipo, grafici, foto. - Presentare uno stato del mondo, operando confronti con altri stati ed eventualmente con l’Italia, utilizzando carte, dati statistici, grafici, foto. -
Ricostruire, in forma di disegno o di plastico,
paesaggi o ambienti descritti in
testi letterari o in resoconti di viaggiatori. - Utilizzare informazioni quantitative relative a fatti e fenomeni geografici (dati su densità di popolazione, occupazione, rete stradale, ecc.) e ricavarne valutazioni d’ordine qualitativo. -
Conoscere e comprendere i tratti peculiari delle aree
di povertà, analizzando e mettendo in relazione i fattori che le hanno
determinate. -
Leggere
quotidiani e periodici, ascoltare e guardare notiziari, cogliendo nessi e
relazioni e collocando
geograficamente le informazioni e i
fatti. |
Il numero
-
Allineamenti decimali, periodici e non, numeri irrazionali. -
Ordine di grandezza, approssimazione, errore, uso consapevole degli
strumenti di calcolo.
-
Elementi fondamentali di calcolo algebrico. -
Semplici equazioni di primo grado. Le relazioni-
Alcune relazioni significative (essere uguale a, essere multiplo di,
essere maggiore di, essere parallelo o perpendicolare a, …) -
Funzioni: tabulazioni e grafici. -
Funzioni del tipo y=ax, y=a/x, y=ax2 e loro rappresentazione
grafica. -
Semplici modelli di fatti sperimentali e di leggi matematiche. Geometria
-
Lunghezza della circonferenza e area del cerchio. -
Significato di p e cenni storici ad esso
relativi. -
Ripresa dei solidi e calcolo dei volumi dei principali solidi ( cubo,
parallelepipedo, piramide, cono, cilindro, sfera). Dati e previsioni
-
Raccolte di dati relativi a grandezze continue: costruzione degli
intervalli di ampiezza uguale o diversa. -
Istogramma di frequenze. -
Frequenze relative, percentuali, cumulate. -
Fonti ufficiali dei dati: loro utilizzo. -
Comprendere in modo adeguato le varie concezioni di probabilità:
classica, frequentista e soggettiva. Introduzione al pensiero
razionale
-
Intuizione della nozione di insieme e introduzione delle operazioni
elementari tra essi. -
Dal linguaggio naturale al linguaggio formale: le proposizioni e
l’introduzione dei connettivi logici non,
et, vel. |
-
Riconoscere i vari insiemi numerici con le loro proprietà formali e
operare in essi. -
Effettuare semplici sequenze di calcoli approssimati. -
Rappresentare con lettere le principali proprietà delle operazioni. -
Esplorare situazioni modellizzabili con semplici equazioni; risolvere equazioni in casi semplici. -
In contesti vari, individuare, descrivere e costruire relazioni
significative: riconoscere analogie e differenze. -
Utilizzare le lettere per esprimere in forma generale semplici
proprietà e regolarità (numeriche, geometriche, fisiche, …). -
Riconoscere in fatti e fenomeni relazioni tra grandezze. -
Usare coordinate cartesiane, diagrammi, tabelle per rappresentare
relazioni e funzioni. -
Calcolare lunghezze di circonferenze e aree di cerchi. -
Visualizzare oggetti tridimensionali a partire da una
rappresentazione bidimensionale e viceversa, rappresentare su un piano una
figura solida. -
Risolvere problemi usando proprietà geometriche delle figure
ricorrendo a modelli materiali e a semplici deduzioni e ad opportuni
strumenti di rappresentazione (riga, squadra, compasso e, eventualmente,
software di geometria). -
Calcolare i volumi delle principali figure solide. -
Costruire istogrammi e
leggerli. -
Riconoscere grafici errati e correggerli, se possibile. Ricavare
informazioni da raccolte di dati e grafici di varie fonti. -
Utilizzare strumenti informatici per organizzare e rappresentare dati. -
Calcolare frequenze relative, percentuali e cumulate e darvi significato. -
Utilizzare frequenze relative, percentuali e cumulate per attuare
confronti tra raccolte di dati. -
Comprendere quando e come utilizzare le diverse misure di probabilità
(classica, frequentista, soggettiva). -
Utilizzare diversi procedimenti logici: induzione e generalizzazione,
deduzione, funzione di esempi e
controesempi. -
Giustificare in modo adeguato enunciazioni, distinguendo tra
affermazioni indotte dall’osservazione, intuite ed ipotizzate, argomentate e
dimostrate. -
Documentare i procedimenti scelti e applicati nella risoluzione dei
problemi. -
Valutare criticamente le diverse strategie risolutive di un problema. |
|
-
Principi della meccanica -
Flusso dei liquidi: velocità dell'acqua e portata di un canale o di una tubatura. -
Differenza fra temperatura e calore. Il termometro. -
Elettricità: concetti di carica e corrente elettrica. -
Il magnetismo; la calamita, i poli magnetici terrestri, la bussola. -
Onde elettromagnetiche e trasmissione di segnali radio. -
Il sole e il sistema solare: dalle osservazioni degli antichi alle
ipotesi della scienza contemporanea. -
Principali movimenti della terra: rotazione, rivoluzione; il giorno e
la notte, le stagioni. -
Il globo terracqueo: dimensioni, struttura. -
Principali tipi di rocce (magmatiche, sedimentarie e metamorfiche)
attraverso i loro caratteri macroscopici. -
La funzione nutritiva: gli alimenti e i loro componenti, controllo
dell'alimentazione, sostanze dannose. -
Sistema nervoso nell'organismo umano ed effetti di psicofarmaci,
sostanze stupefacenti od eccitanti. -
Notizie generali sulla riproduzione dei viventi e sulla genetica -
Malattie che si trasmettono per via sessuale - La riproduzione nell'uomo: sua specificità, specie per quanto riguarda l'allevamento della prole |
- Raccogliere dati da prove sperimentali (misure di tempi, spazi, velocità); rappresentare graficamentee interpretare i dati raccolti. -
Determinare la temperatura di fusione del ghiaccio e di ebollizione
dell'acqua. -
Effettuare esperimenti che permettano di distinguere temperatura e
calore. - Dimostrare sperimentalmente l'esistenza di cariche elettriche e la differenza tra conduttori e isolanti. -
Effettuare esperimenti con calamite e limatura di ferro. -
Descrivere i principali moti della terra e le loro conseguenze. - Mostrare come il moto apparente del sole permetta di individuare le stagioni, la latitudine, l'ora del giorno: la meridiana. -
Attribuire il nome ai diversi tipi di rocce in base alle loro
caratteristiche e alla loro origine. -
Classificare gli alimenti in base ai loro principi alimentari. -
Valutare l'equilibrio della propria alimentazione e fare un esame del
proprio stile di vita alimentare. -
Spiegare perché i farmaci, in particolare gli anabolizzanti e gli
psicofarmaci, vanno assunti solo in caso di necessità e con il consiglio del
medico. -
Spiegare perché e in che modo l'uso di sostanze stupefacenti,
dell’alcool e del fumo nuoce gravemente alla salute. -
Confrontare i cicli riproduttivi di piante, e animali invertebrati e
vertebrati. |
TECNOLOGIA E INFORMATICA
|
-
Le modalità di
produzione e le trasformazioni che
avvengono tra i differenti tipi d’energia. -
Le modalità di utilizzazione. -
Le quantità percentuali utilizzate: nei trasporti, nella produzione
di energia elettrica, negli usi domestici (riscaldamento e raffreddamento). -
Le fonti non rinnovabili e quelle rinnovabili. -
Lo spreco energetico. -
Le conseguenze dell’uso dell’energia sulle componenti
dell’ecosistema. -
Organizzazione
delle informazioni in strutture informative. -
Le
dimensioni delle attività a distanza (automazioni, telecomunicazioni,
telelavoro, telesplorazione terrestre ed esogea) -
Approfondimento
dei programmi applicativi. |
-
Disegnare organigrammi e grafici di processi relativi all’energia
e visualizzare i risultati d’indagini
statistiche. -
Formulare ipotesi per rendere possibile uno sviluppo sostenibile e il
risparmio energetico ed analizzare le tecnologie esistenti già in grado di
attuarlo. -
Rappresentare in modelli semplificati le principali tipologie di
generatori di energia. -
Riconoscere il ruolo delle ecotecnologie per i punti critici della
sostenibilità (depurazioni, smaltimento, trattamenti speciali, riciclo, riusi
ecc.). -
Utilizzare il disegno tecnico (proiezioni ortogonali e assonometrie)
per la progettazione e la realizzazione di modelli di oggetti in generale
(bricolage, modellismo ecc.) o riferibili all’energia e al suo uso. -
Leggere e comprendere alcuni semplici disegni tecnici, in particolare
planimetrie di manufatti edilizi ed assonometrie di componenti meccaniche. -
Utilizzare gli ambienti operativi del computer e programmi di normale utilità. -
Utilizzare un semplice linguaggio di programmazione per risolvere problemi
concreti o attinenti le altre discipline (organizzazione di una bibliografia
ecc.). -
Utilizzare in modo approfondito ed estensivo i programmi applicativi
per la gestione dei documenti, l’elaborazione dei testi, la raccolta,
presentazione e archiviazione dei dati (foglio elettronico), la realizzazione
di ipertesti, l’uso delle reti, l’avvio a processi robotizzati. -
Cogliere la presenza dell’informatica in elettrodomestici ed utensili
programmati e caratterizzati da stile robotizzato. -
Avere padronanza dei primi moduli utili al conseguimento della
Patente europea ECDL. |
MUSICA
|
-
Tecniche e
strategie di elaborazione musicale tradizionale e non tradizionale. -
Varietà tecniche ed espressive del canto, con impiego di
repertori di epoche e culture diverse. -
Progettazione e realizzazione di messaggi musicali
autonomi o associati ad altri linguaggi. Uso di strumenti multimediali e di
software specifici e progressivi per l’elaborazione sonora. -
Organizzazioni formali complesse anche non tradizionali. -
Significato e funzioni delle opere musicali nei contesti
storici specifici, ivi compreso l’ultimo ‘900, in
relazione anche ad altre espressioni artistiche e culturali. |
Pratica strumentale
-
Eseguire
composizioni strumentali di
epoche, stili e tradizioni differenti, sia individualmente sia in gruppo,
utilizzando notazioni intuitive (grafico-notazionali, pittoriche, ecc.) e/o
tradizionali. Pratica vocale: -
Eseguire individualmente e in coro brani a una o più voci
(parlati, declamati e intonati), controllando l’espressione e curando il
sincronismo e l’amalgama delle voci. Produzione musicale -
Arrangiare musiche preesistenti, modificandone
intenzionalmente caratteri sonori ed espressivi. -
Creare semplici brani musicali, avvalendosi della voce,
di strumenti, di tecnologie elettroniche e multimediali. Ascolto, interpretazione e analisi -
Analizzare
caratteristiche e forma di opere musicali di vario genere, stile e
tradizione. -
Distinguere, in brani
esemplari,i caratteri che ne consentono l’attribuzione storica, di genere e
stile. -
Individuare rapporti
tra la musica e altri linguaggi sia in brani musicali che in messaggi
multimediali del nostro tempo. -
Approfondire le
funzioni sociali della musica nella nostra e nelle altre civiltà. |
ARTE ED IMMAGINE
|
-
Approfondimenti sulla rappresentazione dello spazio nelle tre
dimensioni e sull’uso della
prospettiva; gli effetti dell’illuminazione; il movimento e la
composizione; staticità e dinamismo; il ritmo e l’aritmia; la composizione e
le leggi del peso visivo; simmetria ed asimmetria; il fenomeno dello spettro
solare e le onde luminose; la spazialità, la luminosità e la temperatura del
colore; armonie e contrasti cromatici; le simbologie cromatiche. -
Approfondimenti dell’utilizzo di varie tecniche artistiche,
audiovisive ed informatiche. -
Gli elementi fondamentali dei linguaggi informatici interattivi: la
progettualità del design. -
Paradigmi del percorso dell’arte dal XIX secolo ad oggi. -
Le funzioni dell’arte nel tempo e il valore estetico del patrimonio
culturale; le attività di cura del bene artistico e la funzione del restauro. - Modalità di sensibilizzazione (segnalazione alle istituzioni preposte) verso le problematiche relative alla tutela del patrimonio artistico e paesaggistico. |
- Comprendere le relazioni tra la realtà e le diverse forme di raffigurazione; utilizzare procedure per l’osservazione analitica e selettiva. - Riconoscere e applicare le metodologie operative delle differenti tecniche artistiche, audiovisive ed informatiche (testi filmici, testi video, testi web ecc.). -
Rappresentare e documentare, anche utilizzando il PC, le fasi della
progettazione di un oggetto mettendo in rapporto materiali, colori,
destinazione d’uso, funzionalità, qualità. -
Analisi di opere d’arte del periodo storico considerato, attraverso
le varie componenti della comunicazione visiva, i fattori che determinano
soluzioni rappresentative e compositive, il contesto sociale, le tecniche. -
Leggere i documenti visivi e le testimonianze del patrimonio
artistico-culturale, riconoscendone le funzioni; analizzare e confrontare le
diverse funzioni dei beni del patrimonio culturale e ambientale
individuandone il valore estetico. |
SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE
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Fase di sviluppo della disponibilità
variabile. -
L’anticipazione motoria. -
Fantasia motoria. -
Metodi di allenamento. -
Tecniche e tattiche dei giochi sportivi. -
I gesti arbitrali in diverse discipline sportive. -
Tecniche relazionali che valorizzano le diversità di capacità,
di sviluppo, di prestazione. -
L’espressione corporea e la comunicazione efficace. -
Rapporto tra l’attività fisica e i
cambiamenti fisici e psicologici tipici della preadolescenza. -
Regole di prevenzione e attuazione della sicurezza personale a
scuola, in casa, in ambienti esterni. -
Regole del codice stradale anche per la guida di cicli e motocicli. |
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Utilizzare
le abilità apprese in situazioni ambientali diverse in contesti problematici,
non solo in ambito sportivo, ma anche in esperienze di vita quotidiana. -
Prevedere correttamente l’andamento e il risultato di un’azione. -
Risolvere in forma originale e creativa un determinato problema
motorio e sportivo ma anche variare, ristrutturare e riprodurre nuove forme
di movimento. -
Ampliare l’applicazione dei principi metodologici dell’allenamento
per mantenere un buon stato di salute. -
Gestire un proprio programma di allenamento. -
Rispettare le regole in un gioco di squadra (pallavolo, basket,
calcio, ecc.), svolgere un ruolo attivo utilizzando la meglio le proprie
abilità tecniche e tattiche. -
Arbitrare una partita degli sport praticati. -
Impostare, a turno, una tattica di squadra. -
Stabilire corretti rapporti interpersonali e mettere in atto
comportamenti operativi ed organizzativi all’interno del gruppo. -
Mettere in atto, nel gioco e nella vita, comportamenti equilibrati
dal punto di vista fisico, emotivo, cognitivo -
Mettere in atto, in modo autonomo, comportamenti funzionali alla
sicurezza nei vari ambienti di vita, compreso quello stradale. . |
Obiettivi specifici di apprendimento per l’educazione
alla Convivenza civile
(educazione alla
cittadinanza, stradale, ambientale,
alla salute, alimentare e
all’affettività)
Entro il termine della classe
terza , la scuola ha organizzato per lo studente attività educative e
didattiche unitarie che hanno avuto lo
scopo di aiutarlo a trasformare in
competenze personali le seguenti conoscenze e abilità:
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L’organizzazione della Repubblica Italiana. -
Le modifiche del Titolo V del 1948 con la legge costituzionale 18
ottobre 2001, n. 3. -
Distinzioni concettuali tra Repubblica, Stato, Regione, Provincia,
Città metropolitana, Comune. |
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Confrontare l’organizzazione della Repubblica italiana con quella
degli Stati Ue di cui si studia la lingua. -
Analizzare, anche attraverso
la stampa e i mass media, l’organizzazione della Repubblica e la
funzione delle varie Istituzioni. -
Riconoscere le radici storiche e i contesti geografici di riferimento
degli stemmi regionali, provinciali e comunali. |
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Il rapporto “centro periferia” nel governo e nella gestione delle
attività sociali, educative, economiche, culturali. -
Come, perché e quando, nel corso della storia nazionale, lo Stato è
intervenuto nei settori della vita sociale ed economica. -
Il valore dell’autonomia degli enti territoriali, delle istituzioni
scolastiche e delle formazioni sociali della società civile. -
I principi di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione nei
servizi. -
E-governement e gestione delle
organizzazioni pubbliche. - Il rapporto tra scuola ed enti territoriali. |
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Riconoscere
in situazione l’ Istituzione che ha
promosso determinate attività e
iniziative. -
Organizzare
un Consiglio Comunale dei Ragazzi. - Comparare l’ efficacia comunicativa attraverso la grafica dei siti e gli altri strumenti di comunicazione utilizzati dalle istituzioni. - Analizzare il linguaggio delle diverse istituzioni per valutarne l’efficacia ai fini di una comunicazione adeguata ai destinatari. -
Utilizzare i mezzi informatici per richiedere certificati,
dichiarazioni, servizi,... -
Organizzare visite guidate, reali o virtuali, agli Uffici Comunali,
per risolvere problemi o utilizzare servizi. -
Identificare le iniziative che nascono dal rapporto tra la scuola e
gli enti territoriali. |
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Organizzazione politica ed
economica dell’UE. -
La moneta unica. - Carta dei Diritti dell’UE e Costituzione europea. |
- Ricostruire le tappe dell’unificazione Europea e le modalità di governo dell’Europa. |
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Dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo -
ONU. -
Unesco, Tribunale internazionale dell’Aia -
Alleanza Atlantica - Amnesty International, Croce Rossa |
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Leggendo i giornali e seguendo i mass media,
riconoscere, nelle informazioni date, le azioni, il ruolo e la storia di: -alleanze di carattere politico-militare, -associazioni internazionali
umanitarie. |
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Statuto dei lavoratori e Statuto dei lavori. -
L’organizzazione del mercato del lavoro. - Il sistema scolastico italiano tra istruzione e formazione. |
- Identificare gli elementi significativi della “coscienza professionale” nei vari settori lavorativi. - Prepararsi alla scelta del percorso formativo del secondo ciclo degli studi consapevoli delle offerte presenti nel territorio e delle proprie inclinazioni. |
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- Fattori che determinano lo squilibrio nord-sud ed est- ovest del nostro pianeta. |
- Individuare, analizzare, visualizzare ed esporre i collegamenti esistenti tra globalizzazione, flussi migratori e problemi identitari. |
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Il dialogo tra culture
e sensibilità diverse. |
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- Realizzare percorsi in situazione reale e simulata vissuti nei diversi ruoli (pedone, ciclista, motociclista). - Acquisire comportamenti corretti e responsabili quali utenti della strada (pedoni, ciclisti, motociclisti). |
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- Il valore giuridico del divieto. |
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Riconoscere e rispettare, in situazione, la segnaletica stradale. |
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- Rischi tecnici derivanti dalla mitizzazione del mezzo meccanico, istinto di potenza, eccesso di velocità, sottovalutazione del pericolo, errata valutazione del rapporto mezzo-prestazioni richieste, ecc. |
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Chiedere al mezzo di locomozione che si usa niente di più di ciò che
meccanicamente può dare, senza abusi
e forzature d’impiego. |
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- Principi di sicurezza stradale; l’uso del casco. - Scorretta assunzione di farmaci, uso di droghe e alcool, mancato equilibrio alimentare e conseguenze sulla guida. - Primi elementi di pronto soccorso. |
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Progettare e realizzare situazioni simulate di intervento e mettere in atto comportamenti di prevenzione e di pronto
soccorso. |
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- Le funzioni fisiologiche e cognitive che entrano in gioco nell’utilizzo dei vari mezzi di locomozione (energia visiva, vigilanza sensoriale, …). |
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Riconoscere le situazioni negative, psicologiche e fisiche, che
interagiscono con la circolazione stradale. |
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L’inquinamento ambientale legato al traffico
(atmosferico, acustico, …). |
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Essere consapevole del rapporto traffico-ambiente ed assumere
comportamenti coerenti a mantenerlo in una condizione di equilibrio. -
Analizzare problematiche ambientali relative alla circolazione: problemi ed ipotesi di soluzione. |
Educazione ambientale
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Analisi scientifica dei problemi
ambientali individuati nel proprio territorio. |
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Individuare ed analizzare da un punto di
vista scientifico le maggiori problematiche dell’ambiente in
cui si vive ed elaborare ipotesi d’intervento. -
Scoprire problemi di manutenzione delle
piante in ambienti diversi (orti, giardini interni ed esterni, serre ecc.) -
Individuare le modalità comunicative più
efficaci per diffondere nel proprio territorio le analisi elaborate. |
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- Strumenti tecnologici utilizzati dalle varie Istituzioni per il controllo e il monitoraggio ambientale (laboratori, rilevatori satellitari, impianti di depurazione, …). |
- Riconoscere in situazione gli interventi delle istituzioni pubbliche e non che si occupano dei problemi ambientali. - Progettare e realizzare visite guidate. |
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Varie forme di inquinamento, desertificazione, deforestazione,
effetto serra: cause ed ipotesi di soluzione; il dibattito scientifico. |
- Collegamento tra locale e globale nei comportamenti individuali: il contributo di ciascuno alla soluzione dei problemi di tutti. - Individuare, nell’ambiente prossimo, un problema di salvaguardia ambientale, elaborare un progetto d’intervento e realizzarlo. |
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Comportamenti corretti e responsabili nelle varie situazioni di vita.
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- Adottare comportamenti sani e corretti. |
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Riconoscere in situazione o nei mass media le problematiche legate al
fumo attivo e passivo nel privato e nei luoghi pubblici e gli effetti del
tabagismo. - Collaborare con esperti alla realizzazione di progetti comuni di prevenzione. |
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Mettere in atto comportamenti corretti in situazione di pericolo
ambientale o personale. - Partecipare alla elaborazione del progetto sicurezza della scuola. - Utilizzando dati disponibili, su casi specifici legati all’utilizzo delle biotecnologie, elaborare un’opinione personale argomentata. |
Educazione alimentare
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- Rapporto: alimentazione – benessere – realizzazione personale. |
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- Operare una corretta distribuzione dei pasti nell’arco della giornata in relazione alla propria attività.
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- Tappe storiche della tecnologia alimentare. |
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- Calcolare e regolare l’equilibrio del proprio bilancio idrico. |
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Condotte alimentari devianti. |
- Valutare il proprio regime alimentare paragonandolo con un regime equilibrato. - Organizzare la comunicazione per un incontro tra esperti, ragazzi e famiglie sull’educazione alimentare. - Mettere in rapporto le proprie scelte alimentari con le dinamiche relazionali connesse. |
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Organismi internazionali che combattono la fame nel mondo; |
- Essere consapevole del problema alimentare nel mondo e contribuire, nei propri limiti personali, a risolverlo con opportune iniziative e con adeguati comportamenti. |
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Approfondire la conoscenza e l’accettazione di sé, rafforzando
l’autostima, anche apprendendo dai propri errori. -
Essere consapevole delle modalità relazionali da attivare con
coetanei e adulti di sesso diverso, sforzandosi di correggere le eventuali
inadeguatezze. - Leggere e produrre testi (scritti, multimediali, iconici, filmici), oppure condurre discussioni argomentate su esperienze di relazioni interpersonali significative e sui problemi dei diversi momenti della vita umana (la nascita, la fanciullezza, la preadolescenza, la giovinezza, la vita coniugale e familiare, la vecchiaia). |
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[1]
Il Ministero(www.istruzione.it) mette a disposizione
dei docenti e delle istituzioni scolastiche che lo desiderano anche le Raccomandazioni per
l’attuazione dei Piani di Studio Personalizzati nella Scuola Secondaria di 1°
grado, che hanno un valore soltanto orientativo.
[2] Successivamente si useranno soltanto i sostantivi ‘ragazzo’, ‘studente’, oppure ‘allievo, allievi’. Essi si riferiscono al "tipo" persona, al di là delle differenze tra maschi e femmine che ogni docente dovrà considerare nella concreta azione educativa e didattica.