Profilo
educativo,
culturale e professionale
dello studente alla fine
del Primo Ciclo
di istruzione
(6-14 anni)
Dal punto di vista educativo,
non esistono età, né scuole, che non siano fondamentali per la costruzione
del proprio progetto di vita. La necessità di conoscere, sperimentare e aprirsi
a nuove esperienze formative accompagnano l’intera esistenza di una persona.
In ogni età della vita, occorre stimolare l’individuo al meglio, tenendo conto
delle sfaccettature della sua personalità e delle sue capacità, per trasformarle
in vere e proprie “competenze”. Per questo, se qualcuno non ha potuto godere
di adeguate sollecitazioni educative, ha il diritto di essere messo nelle
condizioni di recuperarle. Perché se è vero che le funzioni non esercitate
tendono ad atrofizzarsi, o quantomeno ad indebolirsi nella rapidità di risposta,
è anche vero che l’elasticità e la complessità della mente e dell’esperienza
umane sono tali da consentire, per tutta la vita, recuperi e anche progressivi
miglioramenti generali e specifici della personalità e della qualità della
propria cultura.
Allo stesso modo, se un
soggetto è stato sottoposto a stimolazioni educative molto ricche nei periodi
sensibili dello sviluppo o, addirittura, a stimolazioni precoci, non per questo
ha la certezza che i vantaggi competitivi acquisiti non si esauriscano nel
tempo. Il processo educativo individuale, infatti, ha inizio con la vita e
cessa solo con essa, in una continua dinamica di conquiste e possibili
involuzioni, sicché nulla è mai guadagnato una volta per tutte e nulla è mai
perduto per sempre.
Tale certezza
costituisce anche un potente fattore di incoraggiamento e di fiducia nelle
proprie capacità, a partire da coloro che sono “diversamente abili”. Non
esiste, del resto, alcuna situazione di handicap che possa ridurre
l’integralità della persona a qualche suo deficit. Nessuna persona è definibile
per sottrazione.
La prospettiva educativa
sollecita sempre, infatti, tutte le capacità di un individuo e valorizza tutte
le risorse disponibili nei vari processi evolutivi: solo così diventa possibile
uno sviluppo equilibrato che, facendo leva sui punti di forza, permetta di
sviluppare i punti di debolezza, soprattutto in quelle situazioni che appaiono
ancora ripiegate su se stesse. Allo stesso modo, qualsiasi condizione di
eccellenza in un campo dell’esperienza educativa e culturale non può essere la
giustificazione per trascurarne o abbandonarne altri.
L’educazione, dunque, è
nemica di ogni parzialità ed esige costantemente uno sviluppo armonico,
integrale ed integrato di tutte le dimensioni della persona e in tutti i
momenti della vita.
Alla luce di queste
consapevolezze il Primo Ciclo di istruzione, dai 6 ai 14 anni, è un passaggio
fondamentale per la costruzione del “progetto di vita” di ogni persona perché
fornisce le basi che permettono ad ogni ragazzo di affrontare in modo positivo
le esperienze successive proprie del Secondo Ciclo di istruzione e di
formazione e, in particolare, i problemi del vivere quotidiano e del
responsabile inserimento nella vita familiare, sociale e civile in questa
particolare fase dell’età evolutiva.
Il Profilo educativo, culturale e professionale
che segue rappresenta ciò che un ragazzo di 14 anni dovrebbe sapere e fare per essere l’uomo e
il cittadino che è giusto attendersi da lui al termine del Primo Ciclo di
istruzione.
Il traguardo
può ritenersi raggiunto se le conoscenze disciplinari e interdisciplinari (il sapere) e le abilità operative (il fare) apprese ed esercitate nel sistema
formale (la scuola), non formale (le altre istituzioni formative) e informale
(la vita sociale nel suo complesso) sono diventate competenze personali di
ciascuno.
Un ragazzo è
riconosciuto “competente” quando, facendo ricorso a tutte le capacità di cui
dispone, utilizza le conoscenze e le abilità apprese per:
·
esprimere
un personale modo di essere e proporlo agli altri;
·
interagire
con l’ambiente naturale e sociale che lo circonda, e influenzarlo
positivamente;
·
risolvere
i problemi che di volta in volta incontra;
·
riflettere
su se stesso e gestire il proprio processo di crescita, anche chiedendo aiuto,
quando occorre;
·
comprendere,
per il loro valore, la complessità dei sistemi simbolici e culturali;
·
maturare
il senso del bello;
·
conferire
senso alla vita.
Più in particolare, il Profilo atteso per la fine del Primo
Ciclo di istruzione si dispone nelle seguenti articolazioni.
Identità
a) Conoscenza di sé. Durante il Primo Ciclo di
istruzione il ragazzo prende coscienza delle dinamiche che portano
all’affermazione della propria identità. Per questo supera lo smarrimento di
fronte a ciò che cambia: si può essere ogni volta diversi (a casa, a scuola,
con i coetanei; nelle preferenze, nel corpo, nelle reazioni emotive, con le
persone dello stesso e dell’altro sesso; come ci vediamo noi, come ci vedono
gli altri), pur rimanendo sempre se stessi. È fondamentale che il ragazzo si
sappia interrogare sulla portata e sulle difficoltà di questo processo
interiore che porta a trasformare le molte sollecitazioni interne ed esterne in
una personalità unitaria, ad armonizzare le diversità, ad affrontare, dando
loro un senso più ampio, gli eventi contingenti. Un ragazzo di 14 anni,
infatti, comprende quanto sia
importante e decisivo il senso attribuito all’insieme delle proprie esperienze
e ai problemi di cui è protagonista.
Nel Primo Ciclo di
istruzione, il ragazzo acquisisce gli strumenti per gestire la propria
irrequietezza emotiva ed intellettuale, spesso determinata dal processo di
ricerca e di affermazione della propria identità, riuscendo a comunicarla,
senza sentirsi a disagio, ai coetanei e agli adulti più vicini (genitori, il
docente tutor, gli altri insegnanti).
In questo modo riceve aiuto e trova le modalità più adatte per affrontare stati
d’animo difficili e per risolvere problemi in autonomia, che è maggiore
sicurezza di sé, pensiero personale, fiducia, gioia di vivere, intraprendenza,
industriosità, libera e responsabile collaborazione con gli altri. Inoltre,
individualmente o con l’aiuto degli altri, cerca soluzioni e alternative
razionali ai problemi esistenziali, intellettuali, operativi, morali, estetici,
sociali non risolti.
In questi anni, la
capacità di comprendere se stessi, di vedersi in relazione con gli altri,
soprattutto nella prospettiva di un proprio ruolo definito e integrato
nell’universo circostante, aumenta in maniera vistosa. Per progettare il
proprio futuro e comprendere le responsabilità cui si va incontro, tuttavia, è
necessario che tale capacità non si confronti soltanto con la riflessione sulle
esperienze vissute direttamente, ma si estenda anche su quelle altrui,
testimoniate da grandi uomini e donne o
attraverso l’universalità dei personaggi creati dall’arte (poetica, letteraria,
cinematografica, musicale…), che hanno contribuito ad arricchire l’umanità di
senso e di valore. E’ inoltre importante che egli si faccia carico di compiti
significativi e socialmente riconosciuti di servizio alla persona (verso i
familiari, gli altri compagni, gli adulti, anziani ecc.) o all’ambiente o alle
istituzioni.
Grazie all’insieme di
queste esperienze formative, alla fine del Primo Ciclo di istruzione, il
ragazzo si pone in modo attivo di fronte alla crescente quantità di
informazioni e di sollecitazioni comportamentali esterne, non le subisce ma le
decifra, le riconosce, le valuta anche nei messaggi impliciti, negativi e
positivi, che le accompagnano.
b) Relazione con gli
altri.
Nel Primo Ciclo di istruzione, il ragazzo impara ad interagire con i coetanei
(è il miglior modo per conoscere e per conoscersi) e con gli adulti (sviluppa
un positivo meccanismo di emulazione-contrapposizione che gli consente di
distinguere tra modelli positivi e negativi).
Egli afferma la capacità di dare e
richiedere riconoscimento per i risultati concreti e socialmente apprezzabili
del proprio lavoro; scopre la difficoltà, ma anche la necessità, dell’ascolto
delle ragioni altrui, del rispetto, della tolleranza, della cooperazione e
della solidarietà, anche quando richiedono sforzo e disciplina interiore; si
pone problemi esistenziali, morali, politici, sociali ai quali avverte la
necessità di dare risposte personali non semplicemente ricavate dall’opinione
comune; impara a comprendere che, se seguire le proprie convinzioni è meglio
che ripetere in modo acritico quelle altrui, non sempre ciò è garanzia di
essere nel giusto e nel vero. Per questo è chiamato a mantenere sempre aperta
la disponibilità alla critica, al dialogo e alla collaborazione per riorientare via via al meglio i propri convincimenti e
comportamenti.
c) Orientamento. A conclusione del Primo
Ciclo di istruzione, il ragazzo è in grado di pensare al proprio futuro, dal
punto di vista umano, sociale e professionale. Per questo, elabora, esprime e
argomenta un proprio progetto di vita che tiene conto del percorso svolto e si integra nel mondo reale
in modo dinamico ed evolutivo. A questo scopo, egli collabora responsabilmente
e intenzionalmente con la scuola e con la famiglia nella preparazione del Portfolio delle competenze personali;
riconosce e interagisce con i singoli individui e con le organizzazioni sociali
e territoriali che possono partecipare alla definizione e alla attuazione del
proprio progetto di vita; infine, dimostra disponibilità a verificare con costanza
l'adeguatezza delle decisioni sul proprio futuro scolastico e professionale.
Alla fine
del Primo Ciclo di istruzione, il ragazzo:
·
conosce
il proprio corpo e, in maniera elementare, il suo funzionamento; padroneggia le
conoscenze e le abilità che, a partire dalle modificazioni dell’organismo,
consentono, mediante l’esercizio fisico, l’attività motorio-espressiva, il
gioco organizzato e la pratica sportiva individuale e di squadra, un
equilibrato ed armonico sviluppo della propria persona; valuta criticamente le
esperienze motorie e sportive vissute in proprio o testimoniate dagli altri, ed
impara ad utilizzare le competenze acquisite per svolgere funzioni di giuria e
di arbitraggio in discipline sportive di base; attraverso la pratica sportiva,
impara a relazionarsi e a coordinarsi con gli altri, rispettando le regole
stabilite e scoprendo quanto il successo di squadra richieda anche l’impegno e
il sacrifico individuale;
·
conosce
e utilizza, in maniera elementare, tecniche differenziate di lettura silenziosa
dei testi e legge correttamente, ad alta voce, testi noti e non noti di
semplice dettato; usa un vocabolario attivo e passivo adeguato agli scambi
sociali e culturali e capisce messaggi orali e visivi intuendone, almeno in prima
approssimazione, gli aspetti impliciti; nell’orale e nello scritto è in grado
di produrre testi brevi, ragionevolmente ben costruiti (sia a livello
linguistico sia di costruzione progressiva dell’informazione) e adatti alle
varie situazioni interattive; ha una idea precisa, della natura e della
funzione delle singole parole (analisi grammaticale) e della struttura della
frase semplice e complessa (analisi logica), si muove con sicurezza
nell'identificare le classi di parole (soggetto, oggetto diretto e indiretto,
tipi di complemento, connettivi, tipi di subordinate, tipi di frase, ecc.),
riesce a percepire come una frase produca un significato e lo configuri dal
punto di vista della comunicazione; riconosce le principali caratteristiche
linguistiche e comunicative di testi diversi, si serve dei principali strumenti
di consultazione (dizionari di vario tipo, grammatiche, ecc.), conosce elementi
della storia della lingua italiana e dei rapporti tra l’italiano e i dialetti e
tra l’italiano e le principali lingue europee; conosce e pratica funzionalmente
la lingua inglese e, da principiante, una seconda lingua comunitaria; sa
orientarsi entro i principali generi letterari antichi e moderni (fiabe, miti,
leggende, poemi, poesia lirica ed epica, teatro, racconti, romanzi, resoconti
di viaggio, ecc.) e ha cominciato a sviluppare, grazie al contatto con i testi
semplici ma significativi della nostra letteratura e della nostra cultura (da
apprendere anche a memoria), il gusto per l’opera d’arte verbale (poesia, narrativa,
ecc.), e per la “lucida” espressione del pensiero;
·
ha
consapevolezza, sia pure in modo introduttivo, delle radici storico-giuridiche,
linguistico-letterarie e artistiche che ci legano al mondo classico e
giudaico-cristiano, e dell'identità spirituale e materiale dell'Italia e
dell'Europa; sa orientarsi nello spazio e nel tempo, operando confronti
costruttivi fra realtà geografiche e storiche diverse, per comprendere, da un
lato, le caratteristiche specifiche della civiltà europea e, dall’altro, le somiglianze
e le differenze tra la nostra e le altre civiltà del mondo; sa collocare, in
questo quadro, i tratti spaziali, temporali e culturali dell’identità nazionale
e delle identità regionali e comunali di appartenenza;
·
adopera,
per esprimersi e comunicare con gli altri, anche codici diversi dalla parola,
come la fotografia, il cinema, Internet, il teatro, ecc. Ne comprende quindi il
valore, il senso e, in maniera almeno elementare, le tecniche. Così come sa
leggere un’opera d’arte e sa collocarla nelle sue fondamentali classificazioni
storiche, conosce, legge, comprende e, soprattutto, gusta, sul piano estetico,
il linguaggio espressivo musicale nelle sue diverse forme, anche praticandolo
attraverso uno strumento oppure attraverso il canto, con la scelta di repertori
senza preclusione di generi;
·
legge
quotidiani e ascolta telegiornali; compila un bollettino postale, legge una
carta stradale, la mappa della città, l’orario ferroviario, le bollette di
servizi pubblici;
·
conta,
esegue semplici operazioni aritmetiche mentalmente, per iscritto e con
strumenti di calcolo, legge dati rappresentati in vario modo, misura una
grandezza, calcola una probabilità, risolve semplici problemi sul calcolo di
superfici e volumi dei solidi principali; padroneggia concetti fondamentali
della matematica e riflette sui principi e sui metodi impiegati; legge la
realtà e risolve problemi non soltanto impiegando forme verbali o iconiche, ma
anche forme simboliche caratteristiche della matematica (numeri, figure,
misure, grafici, ecc.), dando particolare significato alla geometria; sa
organizzare una raccolta dati, ordinarla attraverso criteri, rappresentarla
graficamente anche con tecniche informatiche, interpretarla; sa adoperare il
linguaggio e i simboli della matematica per indagare con metodo le cause di
fenomeni problematici, per spiegarli e rappresentarli; dà prova di competenze
progettuali e immaginative, attraverso attività di risoluzione di problemi in
contesti vari;
·
osserva
la realtà, per riconoscervi, anche tramite l’impiego di appositi strumenti
tecnici, relazioni tra oggetti o
grandezze, regolarità, differenze, invarianze o modificazioni nel tempo e nello
spazio; giunge alla descrizione-rappresentazione di fenomeni anche complessi in
molteplici modi: disegno, descrizione orale e scritta, simboli, tabelle,
digrammi grafici, semplici simulazioni; individua grandezze significative
relative ai singoli fenomeni e processi e identifica le unità di misura
opportune; effettua misurazioni di grandezze comuni usando correttamente gli
strumenti; esplora e comprende gli elementi tipici di un ambiente naturale ed
umano inteso come sistema ecologico; sviluppa atteggiamenti di curiosità,
attenzione e rispetto della realtà naturale, di riflessione sulle proprie
esperienze, di interesse per i problemi e l'indagine scientifica; è consapevole
che la comprensione dei concetti scientifici necessita di definizioni operative
che si possono ottenere soltanto con la ricerca e con esperienze documentate e
rinnovate nel tempo; comprende che i concetti e le teorie scientifiche non sono
definitive, ma in continuo sviluppo, al fine di cogliere aspetti sempre nuovi,
diversi e più complessi della realtà;
·
conosce
l’universo animale e il mondo vegetale nelle loro molteplici sfaccettature;
conosce la geografia fisica della Terra e il significato dei principali
fenomeni naturali che la riguardano; ha coscienza dell’immensità del cosmo;
·
sa
riconoscere semplici sistemi tecnici, individuandone il tipo di funzione
(dirigere, contenere, distribuire, dividere, misurare, riprodurre, sostenere,
trasportare, trasformare, ecc.) e descrivendone le caratteristiche; analizza e
rappresenta processi ricorrendo a strumenti tipo grafi, tabelle, mappe ecc.
oppure a modelli logici tipo formule, regole, algoritmi, strutture di dati ecc.;
segue, comprende e predispone processi e procedure allo scopo di ideare,
progettare e realizzare oggetti fisici, grafici o virtuali, seguendo una
definita metodologia; mette in relazione la tecnologia con i contesti
socio-ambientali e con i processi storico-culturali che hanno contribuito a
determinarla. Esercita, infine, diverse abilità manuali e laboratoriali, e
usa strumenti informatici per ottenere
documentazioni, elaborare grafici e tabelle comparative, riprodurre immagini e
riutilizzarle, scrivere ed archiviare, navigare in Internet per risolvere
problemi, adoperando motori di ricerca dedicati e mirando alla selezione delle
informazioni adeguate.
Convivenza civile
Alla fine del Primo Ciclo di
istruzione, grazie alla maturazione della propria identità e delle competenze
culturali, il ragazzo sa affrontare, con responsabilità e indipendenza, i
problemi quotidiani riguardanti la propria persona, in casa, nella scuola e
nella più ampia comunità civile. Conosce l’organizzazione costituzionale ed
amministrativa del nostro Paese e riflette sui propri diritti-doveri di
cittadino, trasformando la realtà prossima nel banco di prova quotidiano su cui
esercitare le proprie modalità di rappresentanza, di delega, di rispetto degli
impegni assunti all'interno di un gruppo di persone che condividono le regole
comuni del vivere insieme. Conosce gli elementi essenziali degli ordinamenti
comunitari ed internazionali e le loro funzioni.
A 14 anni, il ragazzo,
conoscendo le regole e le ragioni per prevenire il disagio, che si manifesta
sotto forma di disarmonie fisiche, psichiche e intellettuali e, di conseguenza,
si comporta in modo tale da promuovere per sé e per gli altri, nel sociale, un
benessere fisico strettamente connesso a quello psicologico e morale.
È consapevole della
necessità di alimentarsi secondo criteri rispettosi delle esigenze
fisiologiche, in modo non stereotipato né conformato ai modelli culturali, che
rispondono più alle logiche del consumo e del commercio che a quelle della
salute; conosce i rischi connessi a comportamenti disordinati (uso di sostanze
“aggiuntive” alla normale alimentazione, uso/abuso di alcool, fumo, droghe o
alterazioni fisiologiche dei ritmi sonno-veglia).
Il ragazzo si comporta
correttamente a scuola (viaggi di istruzione compresi), per strada, negli spazi
pubblici, sui mezzi di trasporto, in modo da rispettare gli altri, comprendendo
l’importanza di riconoscere Codici e Regolamenti stabiliti, e fare proprie le
ragioni dei diritti, dei divieti e delle autorizzazioni che essi contengono.
Rispetta, inoltre,
l’ambiente, lo conserva, cerca di migliorarlo, ricordando che è patrimonio a
disposizione di tutti, e adotta i comportamenti più adeguati per la
salvaguardia della sicurezza propria e degli altri in condizioni ordinarie o
straordinarie di pericolo.
UNA SINTESI
Dopo aver frequentato la scuola dell’infanzia e il Primo Ciclo di
istruzione, grazie anche alle specifiche sollecitazioni educative recepite
lungo tutto il percorso scolastico, i ragazzi sono nella condizione di:
·
riconoscere
e gestire i diversi aspetti della propria esperienza motoria, emotiva e
razionale, consapevoli (in proporzione all’età) della loro interdipendenza e
integrazione nell’unità che ne costituisce il fondamento;
·
abituarsi
a riflettere, con spirito critico, sia sulle affermazioni in genere, sia sulle
considerazioni necessarie per prendere una decisione;
·
distinguere,
nell’affrontare in modo logico i vari argomenti, il diverso grado di complessità che li caratterizza, senza
peraltro perdere mai l’aggancio con il senso della realtà e del mondo
personale, sociale e naturale circostanti;
·
concepire
liberamente progetti di vario ordine – dall’esistenziale al tecnico – che li
riguardino e tentare di attuarli, nei limiti del possibile, con la consapevolezza dell’inevitabile
scarto tra concezione ed attuazione, tra risultati sperati e risultati
ottenuti;
·
avere
gli strumenti di giudizio sufficienti per valutare se stessi, le proprie
azioni, i fatti e i comportamenti individuali, umani e sociali degli altri,
alla luce di parametri derivati dai grandi valori spirituali che ispirano la convivenza civile;
·
avvertire
interiormente, sulla base della coscienza personale, la differenza tra il bene
e il male ed essere in grado, perciò, di orientarsi nelle scelte di vita e nei
comportamenti sociali e civili;
·
essere
disponibili al rapporto di collaborazione con gli altri, per contribuire con il
proprio apporto personale alla realizzazione di una società migliore;
·
avere
consapevolezza, sia pure adeguata all’età, delle proprie capacità e riuscire,
sulla base di esse, a immaginare e progettare il proprio futuro,
predisponendosi a gettarne le basi con appropriate assunzioni di
responsabilità;
·
porsi
le grandi domande sul mondo, sulle
cose, su di sé e sugli altri, sul destino di ogni realtà, nel tentativo di
trovare un senso che dia loro unità e giustificazione, consapevoli tuttavia dei
propri limiti di fronte alla complessità e all’ampiezza dei problemi sollevati.